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donne: ho la febbre / uomini: sto morendo


Come affrontiamo le malattie? Le più comuni: influenza, febbre e via discorrendo. Le persone “normali” le curano, si prendono le pasticche, si mettono a letto, bevono brodo di pollo, stanno al caldo e poi la vita torna a sorridere. Invece ci sono due categorie specifiche di soggetti che non la vivono proprio così. Di chi sto parlando? Beh, molto facile da intuire: gli uomini e gli ipocondriaci. Più o meno siamo sullo stesso livello quindi non starò lì a dividere le due fazioni ma a farne un unica descrizione. Considerate che gli ipocondriaci hanno diversi altri livelli di gestione, sono un tantino più preoccupanti.

Arriva il periodo dell’influenza e ce la prendiamo. I sintomi sono gli stessi per tutti: male alle ossa, brividi di freddo, squaraus potente, inappetenza e nausea. Ecco, gli uomini si allarmano già al primo sintomo. Che sarà mai? Perchè cazzo mi fa male a piegare le dita delle mani, oddio. E le muovono, e le piegano, e se le martellano. Il dolore è lì, non si placa. Solitamente hanno attacchi d’ansia e iniziano a sudare/svenire. I sintomi aumentano e mentre la malattia fa il suo corso gli uomini non esitano a mettersi nel letto, come delle salme. Sussurrano parole deliranti, indossano sciarpe e guanti di lana, si alzano 10 volte ad andare in bagno per verificare se cagano ancora molle. E se ciò accade: “lo sapevo… non passerà mai, morirò così“.

Il più delle volte questi uomini hanno donne al loro fianco: mogli, fidanzate, sorelle, conviventi, madri. Loro in quel momento si aggrappano a queste figure, più che ai medici che, anzi, temono come la peste. Le chiamano 25 volte all’ora, con voce disperata e rotta: “amoreee vieni quaaaa ho la febbre altissima, deliro, ho bisogno di aiuto, tienimi la mano“. Poi gli provi la febbre e hanno 37.1. Dicono alle loro donne di essere al termine e che se accadesse loro qualcosa “ti ho sempre amata, non dimenticarlo mai“. Quando starnutiscono, per il contraccolpo, si lasciano cadere sul materasso come se ciò avesse provocato loro un collasso. Dopo aver vomitato li devi trascinare a letto e nel mentre emettono versi simili a rantoli e grugniti.

Gli uomini sono dei cacasotto. Non vogliono le punture, non vogliono andare all’ospedale, non voglio andare dai medici, non vogliono più vivere. Quando si ammalano gli uomini diventano bambini. Anzi, i bambini sono più coraggiosi di loro. Poi c’è la moglie che deve fare il letto del tipo “Ugo cazzo, sono due giorni che sei qui dentro, i batteri stanno facendo famiglia“. Allora l’uomo rimane interdetto e domanda “e mentre fai il letto io dove mi metto? Non posso mica stare in piedi“. Allora la moglie va a prendergli una sedia e lo piazza lì. Ma niente: “muoviti, non resisto, sto per svenire, qui non riesco a starci, oddio sto morendo, oddio sto andando” (da fatti personalmente vissuti).

Io non sono un uomo ma sono ipocondriaca, quindi so perfettamente di essere proprio come questi casi. Riesco a sudare anche solo se penso di ammalarmi. Non è piacevole ma è anche molto facile sdrammatizzare certe condizioni mentali. Riderci sopra, una volta passate. Da sempre, l’uomo è portato a ricoprire il ruolo di capo famiglia, protettore, forza virile. Ma una malattia lo piega come niente al mondo. L’uomo non è capace di affrontare queste cose. Menomale che ci sono le donne, pilastri fondamentali.

Ugooooo, ti faccio la puntura dai, smettila
no no no e no!

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provarci: lo stai facendo male


E poi c’è lui, no? Lui che passi davanti per i cazzi tuoi e ti guarda come se fossi un gelato 4 gusti in una giornata d’agosto e a rincarare l’ormone negli occhi c’è lui che dice “sei bellllllissssssimmmaaaaa” e vari mugugni libidinosi e movimenti strani della mano sul pacco. E tu nulla, tu ignori. E quando sei quasi all’angolo della strada ti senti urlare “ma vaffanculo stronza“. E quindi ti domandi: cosa cazzo avrei dovuto fare? Ammiccare, sorridere, strofinargli la vagina sul naso? Per non essere una stronza, cosa avrei dovuto dire? Beh, non ho mai saputo rispondere, non so esattamente cosa vogliono questi cretini dalle donne.

E poi c’è quello che sulla metropolitana, accanto alla fidanzata, ti guarda mentre ti fai i cazzi tuoi al cellulare, è in piedi accanto a te e ti dice “bel tatuaggio, cos’è?“. Come cos’è? Ma non lo vedi testa di minchia? Sono fiori. Sai riconoscere dei fiori? O per te i tatuaggi sono geroglifici, razza di imbecille? Allora la fidanzata si esprime così: “oddio sempre così, quando vede una ragazza…” e lui “eh beh, sono un uomo“. Tu allora resti un secondo paralizzata e li guardi e pensi “ma come cazzo state?“. Beh ma non finisce mica qua, parte con le domande: “ma quante battute devi fare?” “hai speso molto?” e dulcis in fundo “chissà quanti ne hai e dove?“. E la ragazza? Beh lei è seduta da sola a parlare al telefono.

Ed ecco l’altro mentre ti fumi una sigaretta per la strada, seduta su un muretto, ti si avvicina. Vuole farti firmare qualche puttanata, un contratto, una petizione, un cazzo di abbonamento palestra. E tu dici “no grazie” e lui “sono arrivato, sono il tuo principe azzurro“. Al che alzi lo sguardo e lui sorridendo incalza “sei arrabbiata? sono qui per fartela passare“. La tua risposta è il silenzio. Lo sguardo vacuo posato su di lui con un punto interrogativo sulla fronte. Ma lui nulla, sorride e si siede accanto a te e tu resti li, con lo sguardo puntato nella stessa direzione. Parla, parla, parla e poi se ne va. Così. Perché lo rende felice.

E mentre stai lavorando e che ne so, magari ti chini. Non ti accorgi che la maglia si è allargata e appena alzi gli occhi lui è lì, con le pupille dilatate e lo sguardo puntato nella scollatura. Così a fondo e così intensamente che non vede che lo hai sgamato. Nulla, persiste, disperso nel mondo delle tette (anche se sono di una prima misura) e tu che fai? Beh ti fermi, ti alzi e lui che fa? Resta puntato con lo smarrimento nel volto. Alza gli occhi e incrocia i tuoi e mentre i vostri sguardi si intrecciano gli arriva una pizza a rovescio sul coppino dalla moglie e l’incanto finisce.

Questo è il microcosmo dei marpioni, di quelli irrecuperabili, di quelli tutto sommato felici. Si perché non sanno di esserlo, non si accorgono delle figura di merda che fanno, non hanno la consapevolezza che non scoperanno mai mai e poi mai una di quelle a cui fanno ‘sti teatrini. E ti fanno un pò tenerezza, alla fine. Non riesci quasi ad incazzarti o a ritenerti offesa. Innocui e chiacchieroni, sfigati e senza speranza. Insomma, derelitti. Ma fateci caso, questi elementi sono sempre fidanzati. E allora il mio sostegno va proprio a loro, le ragazze/mogli dei marpioni. Ci sarebbe da farne un’associazione o un ente benefico. Che dite?

“Non è bello quando un uomo serve solo da piedistallo al suo cazzo.”
Julija Voznesenskaja, Il Decamerone delle donne, 1987

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uomini vs donne: l’esilarante contraddizione


Quando si dice che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere non siamo poi tanto lontani dalla verità. Non so dire, con esattezza, chi dei due vive meglio ma sicuramente l’ottica di molte cose varia in maniera esponenziale. Senza star troppo a pensare ad argomenti profondi o particolarmente seri, basti pensare alle cazzate di tutti i giorni, a quelle famose incomprensioni cui siamo abituati ad assistere, tutta la vita. Un uomo e una donna, così vicini, così attratti ma così distanti. Direi che lo spazio tra lui e lei sia infinito, incommensurabile, abissale. Eppure si completano, da secoli e per secoli. Ma perchè le donne se la menano e gli uomini no? A parte per una questione ormonale (esempio, periodo mestruale), le donne sono progettate per rompere i coglioni, a sé stesse e agli uomini. Porterò alcuni esempi.

Riallacciandomi sempre ad un esilarante articolo letto su Cosmopolitan (ho fatto l’abbonamento come premio per una ricarica del telefono, normalmente non leggo riviste, e faccio male, dato questa favolosa sinergia che ne consegue) vorrei porre l’accento sulle reazioni e le valutazioni di una donna e, per la stessa cosa, ciò che invece emerge da un uomo. Stessa situazione, stessa richiesta, stesso episodio.

Compleanno di Virginia, migliore amica di Sonia che è fidanzata con Andrea

Sonia: amore sei andato a ritirare il regalino per Virgy come ti ho chiesto ieri?
Andrea: (mentre si prepara un panino con la mortazza) eh?
Sonia: (alza gli occhi dalla rivista) il regalo per Virginia, quello che dovevi ritirare
Andrea: ahhh no passo domani
Sonia: (butta la rivista a terra) cosa? ma è domani il compleanno!
Andrea: va beh ma a che ora?
Sonia: dopo cena!
Andrea: eh passo domani prima di cena
Sonia: i negozi tengono aperti per te?
Andrea: ma si dai ce la faccio (addenta il panino e accende la tv)
Sonia: possibile che io ti chieda una cosa, una soltanto e tu la dimentichi? Se fosse stato Fabio, l’amico tuo, vedi che ti ricordavi!
Andrea: Fabio chi?

Anniversario di Francesca che è fidanzata con Luigi, da 5 anni

Luigi: amore? che cosa ci fanno quelle candele in tavola? (accende la playstation)
Francesca: (sbuca dalla cucina) scusa?
Luigi: (seduto che inizia a giocare ancora tutto vestito) eh le candele? ma come mai si impalla la play? Hai toccato dei fili?
Francesca: ehm ma sai che giorno è oggi?
Luigi: si cazzo, venerdi, sciopero dei mezzi, non hai idea del traffico di merda che ho trovato per arrivare!
Francesca: (lacrime agli occhi) Luigi… oggi sono 5 anni che stiamo assieme… (scoppia in singhiozzi e fa cadere a terra lo scalogno che rotola fino al divano)
Luigi: (paralizzato dal terrore prende lo scalogno e si alza in piedi) amore, ma certo che lo so, ti prendevo in giro (batte i denti)
Francesca: no che non mi prendevi in giro, ti sei dimenticato? Questo è l’amore che hai per me? Eh? Esci subito di qui pezzo di merdaaaa

Cena organizzata da Mirko, frequentatore di Rossella

Mirko: ti piace qui? hai visto che design?
Rossella: cavoli si, stupendo! hai davvero buon gusto eh? (strizzatina di occhi di una che si sta entusiasmando)
Mirko: mica pizza e fichi qua, scusi? possiamo ordinare?
Mirko e Rossella prendono i menu.
Rossella: ma… c’è qualcosa che non va
Mirko: (senza alzare gli occhi dal menu, con la bava alla bocca) mmmh?
Rossella: (posa il menu e lo guarda fisso) ho il dubbio che tu abbia avuto una piccola svista, io sono vegetariana e qui cucinano carne argentina
Mirko: oh… cazzo, vero… va beh ma fanno anche i contorni!
Rossella: non hai capito nulla di me, non mi hai manco ascoltata vero l’altra sera? te l’avrò ripetuto cento volte (si alza per andarsene)
Mirko: no tesoro è che la parte sull’animalismo un pò mi rompeva i coglioni e sono andato a spasso con la mente, ma non per cattiveria eh?

Centro commerciale, Barbara cammina mano nella mano con Gianni, il suo fidanzato

Barbara: guarda amore! guarda che fantastiche scarpe in quel negozio!
Gianni: ….. (osservando il cartello pubblicitario della nuova opel corsa dove di fianco c’è una signora bionda che mangia un calippo)
Barbara: (lo guarda) oh ma che cazzo stai guardando? di là mica di qua
Gianni: oh scusa, si dove?
Barbara: guardavi il culo di quella?
Gianni: il culo di chi?
Barbara: il culo di quella bionda laggiù, pensi che sono scema? Quella col calippo!
Gianni: ma va no, guardavo la pubblicità della macchina
Barbara: (staccandosi da lui) si certo e io sono nata ieri, torno in taxi, vaffanculo!

Michela, moglie di Tommaso, decide di confessargli un tradimento con una donna

Michela: amore, ti devo parlare di una cosa molto importante
Tommaso: (tragugiando un panino con la salamella) dimmi tutto
Michela: (con il mento tremulo) mi è capitata una cosa che non avrei mai pensato ed è gravissimo, lo so, per te, per il nostro amore…
Tommaso: (posa il panino) oh cazzo, che hai combinato? Non mi dire… l’idraulico, quello stronzo.. (si alza di scatto)
Michela: no, no, sarebbe tutto molto più semplice… peggio…
Tommaso: ma io ti ammazzo!
Michela: ricordi Valeria? la tipa che veniva a sistemare casa l’anno scorso?
Tommaso: (si calma) mmmh si, la ricordo, alta, magra, bel culo… quindi?
Michela: beh, mi ha invitata a casa sua per un tè e ci siamo lasciate andare ad effusioni, ma è stato solo uno sbandamento, lo giuro!
Tommaso: ahhhh minchia mi hai fatto prendere un colpo! Beh che dire… sono un pò deluso, almeno dimmelo se ti piacciono le donne, sì onesta…
Michela: amore assolutamente no, ero un pò così, sai avevamo litigato, boh… ma sei sicuro che non mi odi? (lacrime a catinelle)
Tommaso: no beh… però magari.. la prossima volta, qui a casa nostra eh?

Concludo qui perchè ce ne sarebbero davvero tanti di esempi da portare in evidenza, ovviamente un pò esasperati da me. Ma il succo è proprio questo. L’uomo ha la capacità di essere “riduttivo” in qualsiasi situazione, di razionalizzarla e renderla più risolvibile. La donna no, la donna compie l’azione contraria, ogni cosa la farcisce di tutto e di più per renderla praticamente una tragedia. Questo ci contraddistigue, l’uno con l’altra, e fa in modo che esista poi quel famoso equilibrio per cui in alcuni casi si può anche andare avanti per sempre. Dove non arriva l’uomo, arriva la donna, e viceversa. Ma spesso, in un caso o nell’altro, sono proprio le caratteristiche dell’uomo e della donna, a distruggere un rapporto. Se solo si potesse essere un pò uno e un pò l’altro, il mondo sarebbe uno spasso!

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