Archivi categoria: l’amore e le sue conseguenze

l’amore “nel bene e nel male”


Quando ti ho conosciuta non sapevo chi io fossi. Credevo di vivere su di una nuvoletta che mi portava a zonzo nella mia vita. Era tutto così effimero e superficiale che nemmeno mi credevo capace di riuscire a soffrire ancora. Ero come sotto effetto anestesia sentimentale. Stavo con persone delle quali non mi chiedevo nulla, credevo di provare affetto ma era amarezza travestita da amore, mi piacevano tutti e non mi piaceva nessuno. Ma tu, tu eri qualcosa di diverso ma anche in quel caso, non mi sono domandata perchè e ti lasciavo lì, nel tuo posto, un pò distante dal mio.

Ciò che mi serviva era solo “il nulla“: nessun problema, nessuna preoccupazione, nessun quesito, nessun impegno. Solo lo scorrere del tempo e delle emozioni, così labili da non ricordarle più, a distanza di un anno. E tu mi ha stravolto l’esistenza, sotto tutti i punti di vista. Mi hai attraversato il cuore con una violenza inaudita, ricordandomi dopo troppo tempo che esistevo, che non ero la proiezione di ciò che il dolore del passato aveva creato. Io ero capace di piangere, di avere paura, di gioire e di ridere. Io ero capace di cose che avevo dimenticato. E da  quel giorno non ho più fatto a meno di te.

Lo so, lo sappiamo, abbiamo passato momenti difficili, quelle montagne invalicabili che più di una volta ci hanno separato, ma solo col corpo, il nostro cuore non ha mai smesso di credere in noi, nemmeno per un attimo.I silenzi, i giorni amari, le litigate e la sensazione che forse, quel destino era il nostro, e non potevamo farci nulla. I nostri sogni, coltivati in momenti così tragici, dove lacrime, urla e negatività annebbiavano ogni cosa. Questi progetti così importanti, progetti di vita, d’amore, erano sotto il diluvio, bagnati e pesanti, schiacciati sotto il peso del “non ce la faremo“. E intorno a noi crollavano le certezze, perdavamo la sicurezza che fosse tutto a posto, si sgretolavano rapporti, idee, convinzioni. Tutto intorno a noi stava crollando. E noi lì, in piedi, a ripeterci “noi ci amiamo, non è questa la nostra storia“.

172877

Ti ho sorretta in un periodo complicato, al termine del quale ti ho detto “non credevo di essere così forte” e infatti, non lo sono stata. Ed eccomi qui, travolta dal compressore della tristezza e della paura, preoccupata del mio avvenire e dispiaciuta di tutto ciò che ci ha sommerso, ingiustamente o giustamente che sia. Doveva capitare, lo so. Ogni fottuta cosa doveva capitare, per portarci allo step successivo. Eppure oggi sono come questo cielo nero, così pregna di vetriolo da dimenticare, a volte, chi sono davvero. Come un anno fa. Ma ci sei tu, oggi. Ci sei tu che mi hai presa per mano e la stringi così forte che è impossibile non accorgersi che ci sei. Tu che, piccola come sei, riesci a guardarmi dall’alto. Tu che mi ripeti in continuazione “passerà, io sono sicura che tornerai“. E resti li ad aspettarmi, senza scoraggiarti. Stai li a tendermi le braccia e accogliermi ogni volta che scoppio a piangere. Stai li a guardarmi con gli occhi tristi ma speranzosi e le tue parole sono sempre le stesse “andrà tutto bene, io ci credo, io lo so“.

Sono passati tantissimi anni dall’ultima volta che mi sono sentita vinta dalla vita, atrocemente piegata su me stessa. Dove i giorni che passano sono vissuti con inerzia, attendendone la fine. Ma con te è più facile lottare e vedere quella luce in fondo, quella che mi ricorda che è tutto ignoto ma meravigliosamente perfetto, con te. Non importa più perchè, non importa più se è colpa di qualcosa o qualcuno, non importa più dare un nome a questa situazione o cercare un modo meno invasivo per risolverla. E’ tutto in me e dentro di me, è tutto in noi e in ciò che è vero: il nostro amore. Non c’è cosa più tangibile, oggi, nella mia vita, che noi. E il fatto che tu ci sarai. Con te mi sento al sicuro, ogni volta che te ne vai mi crolla il soffitto in testa, è vero, ma so che sei lì la mattina dopo ad attendermi per riprendere in mano un altro giorno difficile. E tu lo sai vero? Lo sai che ogni giorno sarà sempre meno difficile. E stai convincendo anche me.

muradosmannfollowmeto35

Questo è amore, a dispetto di chi non ci crede. A dispetto di chi non ha compreso. A dispetto di me stessa che ho temuto tu non fossi in grado, un giorno, di capire tutto questo dolore che ho dentro e che fa parte di me. Oggi mi conosci completamente, nel bene e nel male. Non ci sono più segreti tra noi, amore mio. Sappiamo chi siamo e insieme andiamo avanti, contro la forza delle onde che ti spingono al contrario, forti e coraggiose. Perchè abbiamo troppe cose da recuperare, troppi sorrisi da riprenderci e troppe cose da raccontarci. Ricorderemo questo momento come la dimostrazione più nitida che l’amore vince sempre, su ogni maledettissima cosa.

Ricordati sempre questo: tra le due tu sei quella più pura, perchè nonostante le tue traversie e mancanze, sai dare più amore tu di chiunque altro. E tutti quanti lo sanno.

Ti amo e ti amerò sempre.

2 commenti

Archiviato in l'amore e le sue conseguenze

avrei voluto scriverti una lettera (anche se ormai si usa poco)


Era la notte dei botti. Quelli che ti spaventi, quelli delle bottiglie stappate e della schiuma in eccesso. Era la notte di un nuovo anno. Ed è stato in quel boato che ti ho conosciuta. Se oggi mi fermo a ripensare a quegli attimi vorrei poterli rivivere in maniera diversa, con la consapevolezza che tu eri la mia metà, quella che da una vita stavo aspettando. Invece entrambe non sapevamo nulla, stavamo con altre persone, ci credevamo a posto. Tu in un modo, io nel mio stato perenne del “mi accontento” perché è troppo atroce stare da soli e non essere amati. Questo è sempre stato il mio pensiero, la necessità nemmeno troppo profonda di colmare dei vuoti che il mio passato mi aveva lasciato.

Oggi posso dire per la prima volta: sei tu quella che volevo. Non un’altra, non quella prima, non quella che immaginavo. Sei esattamente tu la donna che guardavo nei mesi e pensavo “ecco, vorrei una persona così al mio fianco“. Ma appartenevi ad un’altra e io non ero cosciente di poter essere all’altezza della tua esistenza. Tu, mia coetanea. Tu, forte e coraggiosa. Tu, caparbia e ostinata. Tu, l’esatto contrario delle “donne” alle quali mi sono affiancata nel passato. Ho sbagliato, lo so. A piangere e credere di aver perso il mondo, anni fa. Quando in quei nostri silenzi e nei nostri occhi ancora ignari, c’era tutto l’universo che ora ci appartiene. Un amore che ci meritavamo, un amore che era lì, in attesa di essere vissuto.

Ogni volta che ti incontravo, ed era raro, ti brillavano gli occhi. Non sapevo se era stima o altro, ma volevo pensare fosse solo una questione di feeling. Non ci si vedeva spesso ma quelle poche volte mi divertivi. Mi facevi sempre ridere, di quelle risate autentiche, che arrivano da in fondo allo stomaco. Tu lo sai, no? Che ero nella fase “ma che cazzo combino?“. Stavo con qualcuno che non aveva senso a fianco a me, e mi ostinavo a non volerlo ammettere. Era tutto qualcosa di molto effimero ma che credevo dovesse essere il mio epilogo. Tutto e niente. E tu che costruivi il tuo futuro con un’altra. Io spettatrice contenta per voi, perché potevate avere qualcosa di meglio rispetto a gente come me. Provavo affetto per voi ma confusione per la mia vita.

Ed è capitato tutto così in fretta che se ci ripenso ho i brividi alla schiena. C’era qualcuno che notava in te qualcosa che io fingevo di non voler vedere. La tua attenzione nei miei riguardi, quegli sguardi fissi e lucenti, tutte le volte che ti sedevi accanto a me e tutte le volte che interrompevi di parlare se parlavo io. Chi l’avrebbe mai detto? Che un giorno avrei scritto di questo, che allora era per me sconosciuto ed incomprensibile. Oggi è tutto molto più chiaro. Dentro di te si faceva spazio ciò che solo dopo ha aperto la voragine in me. L’amore. Quello che oggi ci unisce, a dispetto delle regole e degli errori di valutazione. Abbiamo avuto una tempistica di merda, lo sai. E stiamo pagando lo scotto di questa corsa frenetica.

Ma non si può lasciare che il vero amore ci cammini davanti, che tutto ciò che un tempo era vero rimanga al nostro fianco per una questione di “comodo” o di “apparenza“. Non si può permettere che vada tutto secondo ciò che altri vorrebbero. Noi due ci siamo incontrate per caso ma non per caso ci siamo innamorate. Ha tutto un perché. Ha tutto un senso ben preciso. Il nostro incontro, i tempi, i modi. Era da una vita che ci cercavamo. E non rinnegando nulla del mio passato, io sono felice di avere te nella mia vita. Tu, mia compagna. Tu, colei con la quale cerco casa. Tu, la mia anima gemella. Tu, piccola ma forte, testarda, verace, sincera, dolce, amante appassionata. Tu, una vera donna. Quella che cercavo da sempre e che ho immaginato nelle persone che ho avuto accanto.

Mi dispiace per tutto. Per i casini, le lacrime, le paure, i fallimenti. Mi dispiace per l’odio che ne è derivato, per le incomprensioni, per gli allontanamenti e le ripicche. Ma sono felice di vivere tutto questo per poi avere te, sempre. Nonostante tutto. Accanto a me, senza sosta. Con le litigate, con i “vaffanculo” nemmeno troppo tra i denti, con i silenzi che durano giorni e con tutte le volte che dico “non fai per me“. Sono cazzate, perché siamo sempre qui, al punto di partenza. Ci sarà un motivo, amore mio? Certo che c’è. Non si può arrestare la forza di un uragano in transito. E tu per me sei stata e sarai sempre questo: il mio maestoso e travolgente uragano.

Ti amo, piccola mia, come mai ho amato nella mia vita.

_782250187705052903_n

2 commenti

Archiviato in l'amore e le sue conseguenze

l’insostenibile leggerezza del desiderio


Lo so che oggi non vuoi ascoltarlo, ma è il messaggero più invadente che si conosca. So che sta parlando anche a te,  ma sono sicura che fingi di non sentire. Allora ti confido una cosa, io invece lo sto tenendo con me, tutto il giorno. Ripercorro a ritroso ogni singolo istante in cui i miei occhi si sono perduti nei tuoi e mi ricordo la sensazione che provavo. E’ la stessa. Ed è lui, solo lui che me la fa rivivere. Perché non si spegne. Non se ne va, non mi abbandona mai. E se allontano per un attimo quei sentimenti astiosi che invadono le persone arrabbiate, se cerco di scostarmi da tutti i pensieri negativi, io lo sento così forte e così violento da non riuscire a resistergli. E allora lo lascio parlare.

Dentro di me si allargano i suoi sussurri, tutte quelle parole dolci che adoro sentirmi dire, sono i nostri momenti, il caldo dei tuoi baci, il tagliente tocco delle tue mani. Ogni singolo millimetro di me vibra solo se penso a cosa provo per te. E allora mi ritrovo a camminare per il centro, dribblando la gente, quell’ammasso di corpi stipati e chiassosi. La camminata è veloce, i pensieri vanno a mille all’ora, e il mio corpo ascolta quel suono, quella voragine che si apre nello stomaco. E sorrido. Lo so, che è strano. Sorrido per il fuoco dolente che sento dentro di me se penso a te. A tutti quei larghi abbracci, a quella rugiada sulla pelle che è il nostro sudore. A quel fantastico odore che emani ogni volta.

Il desiderio è prepotente, e anche un pò arrogante. E’ frivolo, è leggero. Non porta rispetto per i sentimenti, è invadente. Ma ci sa fare e sa convincere. A me ha detto la verità, ha accarezzato il mio cuore e ha pompato sangue fino a farmi esplodere il cervello. Ho camminato ancora più veloce, volevo correre via. Scappare da quell’emozione così segreta che mi sembrava di essere nuda in mezzo alla gente. Non riuscivo a celare questa forza inarrestabile che è il desiderio di te. Credimi, ogni canzone distratta che ho ascoltato nel percorso, mi sembrava la colonna sonora di un eterno amore. Eppure ti conosco da così poco tempo. Ma che ne so perché? Chi sa rispondermi come mai sento le viscere ribollire ogni volta che penso a te. E come posso spiegare al mondo perché mi manchi anche quando stiamo insieme?

E’ tutto molto complicato, lo so. E lo sai. E’ tutto un gioco sporco del destino quello che ci è capitato. Non si è fermato a pensare per noi, ha agito e basta. Siamo in balia di tutto questo, siamo pedine di un disegno più grande. Non so chi delle due ha davvero ragione, chi cambierà o chi perdonerà. Non so nulla di quello che sarà di noi. Non so nemmeno se il suono della tua voce, che spesso mi ha dato ossigeno, sarà lo stesso anche domani. Non so cosa provo, se ho voglia di piangere o di ridere, se voglio gridare o stare zitta. Ma so perfettamente che il desiderio di te è fortissimo, è benzina, è un qualcosa di insostenibile. Non so se riuscirò a farlo andare via, oggi. Forse mi addormenterò pensando ancora, fortemente, a quello che è stato e che ancora sento.

Perché questo desiderio di te è il combustibile più potente che io abbia mai sentito scorrere nelle mie vene. Non posso fare a meno di te.

Nonostante tutto.

Lascia un commento

Archiviato in l'amore e le sue conseguenze