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Netflix VS Sesso


Come al solito mi faccio desiderare, che poi mi chiedo se c’è davvero qualcuno che mi desidera o che aspetta che io scriva un articolo. Bah, non ho risposta. E nemmeno mi interessa, tutto sommato. Ci siamo lasciati con me che ciancio sulle clienti, ma ora sono in un periodo sereno per quanto riguarda il mio lavoro di commessa, quindi attendo momenti più caotici per raccontarvi le mie vicissitudini in negozio. Ma il periodo sereno non è estendibile alla mia vita “sentimentale/sessuale” che, onestamente, fa oltremodo cagare. Partiamo dalle origini.

Ero fidanzata da un pò, una storia un attimino destinata, per dire. Mi mollo a fine estate, appunto. Poi c’è una specie di “ritorno” che non so manco io come descriverlo, così. Poi le strade si dividono definitivamente e va bene, così. E poi ci sono io che rinnovo l’abbonamento a Netflix e divento un tutt’uno con il letto, così. Quindi da quel momento parte un ciclo un pò complicato. Del tipo che lavoro come una stronza, e mentre lavoro come una stronza penso che a fine giornata avrò il mio premio, ovvero la nuova puntata della serie tv che sto guardando, mentre mi bevo una tisana rilassante.

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E la mia vagina urla “sfigata!“.

Passo le mie giornate in questo modo, con la consapevolezza che devo scopare ma con un mostro dentro di me (che chiamerei Netflix, tanto per dare un nome) che me ne fa dimenticare, è come se mi desse un roipnol per la coscienza. Non pensarci, non pensarci, non pensarci. Tutte le sere sul letto, a guardare la serie tv, e quando finisce mi sento abbandonata, mollata, tradita. Un vuoto si allarga nel mio stomaco così, come una drogata in crisi di astinenza, ne cerco una nuova. Leggo trame, guardo trailer e poi la trovo e l’ansia scompare.

Ci sono dei brevissimi momenti dove mi concedo una pausa dalla mia relazione con Netflix ed esco. Una cena, un aperitivo, 4 chiacchiere e qualche bicchiere di vino. Mi sbronzo e la mia coscienza bussa alla porta “heilà guarda che devi dare da mangiare alla passera!” che tradotto in maniera più garbata sarebbe “è ora che pensi a costruire qualcosa, a conoscere gente, ad emozionarti“. E mentre i fumi dell’alcol si dissipano nella mia mente, la coscienza torna a pensare a lui, a Netflix.

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Ma perchè cazzo devo impelagarmi in altre rotture di cazzo come i messaggini, e se poi non risponde mi prende male, vado in paranoia, penso se devo scrivere io o aspettare, e poi decifro segnali a modo mio e mi stresso, e mi intristisco e le emozioni diventano così parassitarie che mangio e ingrasso. E’ tutto un ciclo negativo, che onestamente non mi va di attraversare. Sto tanto bene così. Sola, con un paio di blande serate a settimana, in fondo è la cazzo di vita che ho fatto per due anni, come mi tolgo l’apatia di questa insana abitudine che è stato proprio l’amore a regalarmi?

E allora mi domando se esiste una persona come me, che in fondo sente il bisogno di scopare come mezzo per esplodere, perchè siamo mine vaganti. Perchè se esiste ci facilitiamo la situazione, mi contatta e ci mettiamo d’accordo. Insomma una stronza come me che non ha niente da dare e niente da perdere. Una che come me ha Netflix attaccato al culo che seda la sua esistenza e che le toglie la voglia di sentirsi viva, ma viva per davvero.

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Tutto questo è la metafora di un momento della propria esistenza che è fatta solo di paura. E allora si cerca nelle storie inventate quell’abbaglio di emozione che non sei in grado al momento di generare. E pensi che quella tipa è proprio carina e che magari chissà un giorno potreste far mangiare le passere e poi magari ne incontri un’altra che ti fa stare bene con poco, che ti fa essere te stessa, libera, che non ti fa piangere, che ti fa esultare ogni giorno, che ti fa vedere la vita per quello che è, una fragorosa detonazione.

E forse ti puoi dimenticare di rinnovare l’abbonamento a Netflix.

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d’estate la libido vien scopando


Qual’è il periodo migliore per fare l’amore? L’estate, per quanto mi riguarda. Quando sei madida di sudore e puzzi di cane morto. Quando ogni movimento è uno strato d’argilla dove scivoli, dove la pelle è una patina di diaforesi. E quando trombi selvaggiamente sono più scoreggine che altro. Ecco, questo lo definisco “fare le zozzerie“. Più zozzi di così si muore. Farlo sempre, soprattutto di pomeriggio, quando il ventilatore ti accarezza il culo bagnato e ti fa sentire i brividi nel midollo. Che mentre sei lì che ti muovi indomitamente non sai più riconoscere i liquidi: sono umori o sudore? E gli odori si mischiano e quella stanza, se esci e ci rientri, ha un tanfo di sesso così forte che ti viene lo svarione. Le lenzuola potresti buttarle, conserveranno il retrogusto per anni e dopo cento lavaggi ancora lo sentirai.

D’estate, anche se non ne hai voglia (perché sei provata dal caldo e stanca dal lavoro) basta essere leccata qua e là per non capire più un cazzo. E’ scientificamente provato: se ti fai trastullare d’estate, la libido vien scopando. Perchè senti ogni carezza, ogni sfioramento, fin nello stomaco. E quella canicola maledetta si trasforma in ormone primitivo: non hai più il dono della ragione, la perdi e impazzisci. E’ tutto un insieme di sensazioni fastidiose ma piacevoli. Potresti restare stesa lì, ferma, immobile, e ti faresti fare qualsiasi cosa. Urli di più, gemi di più, ti sconquassi come non mai. Perchè d’estate fare l’amore è bellissimo. Perchè dopo averlo fatto ti senti schiacciata da un rullo compressore e questo ti piace da morire.

Quando fa molto caldo si tende a cercare refrigerio, nei condizionatori, nei ventilatori. Entrare in casa è come morire se non hai di questi aggeggi. Ma se non li avessi, approfittane. Vai a farti una doccia, appena esci dal bagno passeranno 5 minuti e sarai nuovamente rorida ma perlomeno avrai le ascelle profumate. Vai in camera da letto, infilati una canottiera (e niente altro) e stenditi (con qualcuno, ovviamente). Basterà stare vicini, sentire i respiri caldi sulla pelle per farti partire uno di quegli ormoni bastardi che non ti dico. E’ tutto molto automatico, il calore provoca sesso. Il sudore provoca sesso. La spossatezza provoca sesso. La libido è un ingrediente altamente stimolato quando le nostre difese sono basse. E’ la spasmodica ricerca di piacere.

E allora lascia che i vostri respiri si accarezzino e ti sentirai l’interno coscia inondato da una cateratta. Ogni tocco sulla tua pelle sarà accentuato all’ennesima potenza. E allora, fidati, ti verrà da gemere come una cagnetta, tipo chihuahua, per intenderci. Non ci saranno più grandi pudori (se sei di questo genere, ovviamente), non sentirai più freni inibitori. La canicola ti stimola, l’estate è portatrice di orgasmi multipli. Fatti una bella scorta, come i cammelli, perchè l’inverno raffredderà i tuoi istinti, in parte. Scopare col freddo non è comodo: il piumone diventa indispensabile e ti ritrovi sempre intrappolata come un fottuto baco. La libertà dell’estate è puramente sessuale.

Dunque cosa aspetti? Sono le 13, vai a scopare. Porta con te un MG.K Vis e lasciati trasportare dall’ebrezza di un sana voluttà.

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il sesso è lo specchio dell’anima


Dicono che gli occhi riflettono l’anima della gente, può essere. Ma anche il sesso ci racconta molto degli altri. In che modo? Ho avuto la sensazione, sempre, nell’accingermi a copulare, di percepire l’essenza delle persone e il più delle volte non mi sono sbagliata. Ho trovato in ognuna di loro le stesse caratteristiche che esprimevano sotto le lenzuola. Non sono segnali facili da decifrare, dato che in quel momento perdiamo la ragione, ma io, che sono piuttosto vigile e razionale, li ho notati. Non mi dilungherò molto, in quanto non ho avuto tutte ‘ste storie di letto, ma in pochi esempi ci si può ritrovare.

Non sono una psicologa, lo so, perché lo stai pensando. Ma racconto solo cose che ho vissuto e che possono sicuramente essere mere coincidenze. Ma chi se ne frega? Io scrivo lo stesso. Magari ho ragione. Ma passiamo agli esempi:

C’è quella che urla, grida, pare che la stiano scannando. Ansima da come la tocchi, ha l’affanno, muore. Ecco, questa donna è esagerata anche nella vita. Magari non apparentemente, ma sicuro è tragica, enfatizza i fatti, si muove in maniera frenetica, ha una vita attiva e molto piena. Gli atteggiamenti sono quasi sempre esagitati, è movimentata anche nel gesticolare, non è conforme alla massa. Non sempre la donna che ulula è porca, spesso può ingannare, può sembrare una tipa a modo, ma è solo apparenza. Appena la possiedi accertati di avere dei calzini a portata di mano.

C’è quella che non sai se c’è. Ma io la sto scopando? A volte ti chiedi se è svenuta e sbirci di soppiatto. Ma si, ha gli occhi aperti, è viva. Ma non partecipa, non fa un fiato, non si muove quasi. L’unica cosa che ti dice che esiste è il respiro, per quanto moderato e appena percettibile. Ecco, questa donna nella vita si muove silenziosa, discreta, difficilmente si confida in maniera esplicita, men che meno sul sesso. E’ una donna dai modi delicati, timidi, non si lascia andare. Ma c’è una cosa che non si sa di lei, che se solo liberasse quei cazzo di film porno dal cervello!

C’è quella moderata, respira, ansima blandamente, partecipa in maniera attiva ma contenuta all’atto. Si fa sentire in un modo dolce e discreto ma non si dimentica di farti sentire che c’è. Non è semplice, come nell’esempio sopra, captare il momento culminante, perché più o meno siamo sempre agli stessi livelli di partecipazione. Ma è abilità scoprirlo col tempo. Così come questo tipo di donna va scoperta nella vita. Non è facile entrare nel suo io, perché è pacata anche nel quotidiano, non esagera, ha sempre tutto abbastanza sotto controllo ma quel controllo naturale, non forzato. Lei però non nasconde porno nel cervello, ma un sacco di cose nel cuore.

C’è quella che dice un sacco di porcherie. Le piace essere schiaffeggiata, sculacciata e scopata in maniera per niente dolce. Ama il “love talking” quindi chiacchiera un sacco, e ti dice che le piace, che devi continuare, che sei una maiala porca troia puttanella di quart’ordine, le piace se la insulti, se poi hai anche delle manette, perché no? Ecco lei è l’insicura, la contenuta, quella che si tiene tutto dentro. Che non lo diresti mai, insomma. La donna che teme i giudizi, che non sa bene cosa vuole e che vive perennemente in stati confusionali. Lei è spesso delusa, insoddisfatta ma tenace. Non molla. La bivalenza del suo carattere le permette di superare gli ostacoli, in amore come in altri campi. Ha un fuoco sempre ben alimentato dentro, nel bene e nel male. E poi è divertente, fatevela se vi capita!

Mi fermo qui. Credo di aver fatto bene la parte di Morelli, ‘sto giro.

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