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le verità nascoste delle donne


Noi, donne. Siamo creature complicate, contorte, strane. Le nostre sfaccettature non si possono contare. Ma c’è qualcosa che accomuna tutte le donne del mondo ed è un comportamento adottato dalla maggior parte di noi per un meccanismo psicologico estremamente femminile: apparire. Ciò che vedono gli altri è di gran lunga più importante di ciò che siamo davvero, perché le donne vogliono piacere a tutti i costi. In una relazione, con gli amici, nel mondo esterno.

Così succede che in un locale durante un happy hour, davanti al contenitore delle patatine, la donna le prende con la punta delle dita e le porta alle labbra con una soave armonia che ti incanti. Mastica con delicatezza, ingoia che quasi non te ne accorgi. E sorride. Beatamente. Non c’è un residuo sul suo viso, nemmeno una cazzo di briciola. E se per disgrazia dovesse sporcarsi le mani, lei tira fuori l’amuchina dalla borsa e sempre sorridendo si pulisce. A casa, il contenitore diventa magicamente un’insalatiera. Le mani sono immerse nelle patatine, unte e sgraziate, ravanano, ravanano e quando le portano alla bocca in quantità industriali, perlopiù si ficcano dentro le narici, si spezzettano sulle lenzuola, e nulla. Se ne frega. Mastica a bocca aperta, annaffia tutto con un litro di cocacola, ingoia e poi rutta.

Quando fa l’amore la donna sospira, si umetta le labbra, geme dolcemente e muove il proprio corpo come una danza idilliaca. L’uomo la guarda e lei chiude gli occhi, socchiude la bocca, porta le mani al viso, si accarezza e gode. Il suono della sua voce è una canzone. Le sue mani si liberano nell’aria come farfalle. Le parole che pronuncia sono sensuali, carezzevoli e lui la vede come un angelo. Una volta finito di fare l’amore, la donna sospira e si accoccola sotto l’ascella di lui, in posizione fetale, trattenendo la pancia. A casa, quando è da sola e si masturba, la sua faccia si smostra. Rantola, tira su parolacce, le mani si muovono con violenza e maldestramente. Il suo corpo si muove che sembra l’esorcista. Ha gli occhi sbarrati e la bocca piegata in una smorfia imbarazzante. Appena finito si alza, cammina nuda per la casa, cerca una birra, si accende una sigaretta, si siede sul letto a gambe aperte e poi rutta.

Quando la donna va a cena con un uomo è sempre ben vestita, sale in auto e si infila la cintura come se fosse una fusciacca. Al ristorante tiene le gambe accavallate, sorride il giusto, scuote la testa se le si fanno complimenti, portando la mano alla bocca, come dire “dai… che mi imbarazzo“. Beve il vino dal bicchiere appoggiando appena le labbra, lo sorseggia come se fosse il nettare divino. Si muove sulla sedia come se pesasse 20 kg. Mangia poco e nulla e lo fa masticando lentamente, pezzettino per pezzettino. A casa la donna quando cena con le amiche, cucina la lasagna. Tira fuori la teglia e la sbatte sul tavolo. “Bella ragaaaaa, minchia che famazzaaaa“. Si fionda sul piatto come un animale a digiuno da giorni. Parla di sesso, pompini, bevute e baldoria. Si mette scalza sul tavolo e lo sparecchia a calci. Alla fine saluta tutte, chiude la porta di casa e poi rutta.

La donna che dorme con un uomo è bellissima. Si mette sul letto come se fosse una piuma, si adagia in una posizione e la mantiene per tutta la notte (praticamente non dorme). Non emette un suono, respira a malapena. La posa che assume è sempre bellissima da guardare, soave e soprattutto nasconde pancia e glutei cadenti. Non si alza a fare pipì nemmeno sotto tortura. Al mattino prima che lui si svegli, si apre la chioma sul cuscino, mette il gloss che ha tenuto sotto il materasso tutto il tempo, socchiude le morbide labbra e lascerà che i suoni emessi dalla sua bocca siano un’orchestra sinfonica. Lui resterà estasiato da cotanta meraviglia. Ma lei, la stessa lei, a casa dorme come se non ci fosse un domani, russa, rantola che nemmeno il vecchio del bocciodromo, indossa il bite sui denti e sbava come un lama, si muove come un cavallo indomito distruggendo tutte le lenzuola, quando si alza per pisciare spinge talmente tanto per farla in fretta che scatta la scoreggia. La posizione che assume ricorda molto l’esorcismo di Emily Rose. Al mattino si alza che le è scoppiato un petardo in testa, cammina scalza, fa colazione, beve mezzo litro d’acqua e poi rutta.

Questa è la donna, questa è la sua vera bellezza.

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quelle che pensano di essere fighe


Ci sono le donne “belle da guardare“, quelle dalle forme sinuose (non necessariamente perfette) e dallo stile inconfondibile, quelle che quando fai zapping sui profili ti fermi sempre lì, per iniziare. Sono le stesse che hanno 150 like all’ora, che ogni foto, anche se sono sgarruppate, è un successone e sta in prima linea sul social. Quelle donne sono ammirate ma anche invidiate. Ma soprattutto, sono “puntate“, ovvero i maniaci sono all’ordine del giorno. Queste donne sono infastidite ma nemmeno troppo, tutto nella norma. Non è più una sorpresa né uno shock ricevere certe avances. Loro sono simpatiche, solari, divertenti, ironiche. Ogni frase e ogni battuta ha mille consensi. Gli invidiosi, solitamente, non le stressano troppo. Sono talmente inespugnabili che ci rinunciano in partenza, ad insultarle. Tempo sprecato. Certe donne sono così fighe che si sa, niente le potrebbe smontare agli occhi degli altri.

E poi ci sono “quelle che pensano di essere fighe“. Ecco, oggi hanno un articolo a loro dedicato. Queste signorine potrebbero anche conquistare la massa, con carte differenti, quali intelligenza, acume, simpatia. Eppure no, puntano sul corpo, anche se apparentemente vogliono farti credere che no, loro non si mettono in vetrina. Invece si, cari miei. Non passa giorno che non postino foto sui social dove la prima cosa che noti è il culo, le tette, l’espressione godereccia. Tutte cose normali, si può dire. Se non fosse che non è tutto sto ben di dio, detto tra me e voi.  Noi donne sappiamo bene il fatto nostro, cosa può fare presa e cosa no. Sicuramente il corpo (se piacevole da guardare, puntualizzerei) è una carta vincente ma poi intorno ci deve essere di più. Tutto in linea, ovviamente, al tipo di persona che si presenta. Certe caratteristiche nelle “donne che pensano di essere fighe” cozzano terribilmente con il genere di “esposizione” di sé che propongono con le immagini.

Qui sta lo scivolone. Ogni donna potrebbe essere “bella” a modo suo. Non serve avere la taglia 38 o le forme perfette. Ma se sai mixare il tuo essere con l’immagine di te, allora vinci. Alcune di loro mi danno l’idea di pensare prima di farsi una foto. Studiare come farla e dove puntare. E spesso io vedo solo un agglomerato di “baccelli in tiro“.  Subito dopo discorsoni filosofici, racconti strappalacrime, opinioni politiche e bla bla bla. Non serve, non raggiungeranno mai l’olimpo, troppo divario tra quelle foto e la loro “testa“. Si perde di vista il dentro quando mostri troppo del fuori. Resteranno sempre lì, nel limbo, dove non saranno mai soddisfatte davvero. Perchè dico questo? Perchè le “donne che pensano di essere fighe” hanno quell’obiettivo, raggiungere le “colleghe” che invece hanno “successo” a 360° (e non a 90°). Altrimenti per me non esisterebbe nemmeno questa classificazione. Una donna è una donna, bella, brutta, affascinante. Non importa. Il successo e la fama nella vita sono ben altro, secondo me.

Io penso che la donna, per conquistare davvero, debba essere affascinante e carismatica, al di là dell’aspetto fisico. Quando si ha la base per esserlo ma si altalena tra il proprio fascino e la propria fisicità, si perde tutto per strada. Non saranno mai credibili davvero. Lo squilibrio è evidente, un pugno in un occhio. Mi fanno sorridere, quindi, quando le vedo indispettite per mancanza di rispetto o per la cattiveria di certe persone che si prodigano per offenderle. Quelle che segnalano, quelle che insultano, quelle che insinuano. Non smetteranno mai di esserci se ai loro occhi la donna è “debole“. Nel senso che se le levi quelle tette e quel culo sempre in mostra, manco i morti di figa se le cagherebbero. I morti di figa vogliono la figa, se non fosse chiaro. Questa però non è una mia opinione, ma quella che hanno le persone di cui sopra. Sono loro a vederle “in bilico” perchè pensano che abbiano solo una carta da giocare, indi sono fragili e distruttibili.

Per non essere fraintesa concludo con un pensiero, forse banale ma vero: non importa come vivi o esibisci la tua sensualità/sessualità, non importa nemmeno se trovi che sia una cosa degna di rispetto. Vivi in un mondo dove si sa, certe cose sono viste in un certo modo. Tutto sta nel cosa desideri, se cerchi consensi per quello che sei e non per quello che appari allora dovresti puntare su altro. Oppure mostrarti con un pizzico di “umiltà“, perchè anche se sostieni di averne (ed è sicuramente vero altrimenti non avresti di queste palesi insicurezze) non emerge, tutt’altro. Sembra che tu sia molto convinta di essere “figa“, appunto. Per alcuni che magari ti hanno “compresa” tutto filerà liscio come l’olio e ti stimeranno comunque, altri ahimè penseranno di te quello che ti da così maledettamente fastidio. Vedi tu.

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le donne demodè e le donne inconsapevoli


E poi ci sono quelle donne che hanno appena superato la pubertà ma che le guardi e sembrano cinquantenni. Con quei capelli demodè e le rughe d’espressione. Sono quelle che non si accorgono che se il mondo le fa sentire fighe è solo perchè hanno proprio l’odore, quello inevitabile, del “con me non te la devi sudare“. E allora come resistere dal ronzarle intorno? Ma tutto sta lì, non c’è molto altro. Sono del parere che meglio un cazzo in meno ma un sacco di verità in più. Nel senso: se io mi guardo attentamente mi dovrei accorgere che, magari, quel genere di vestito è un pò “vecchio“. Che non serve mettersi shorts inguinali per essere sexy se poi hanno una faccia di cazzo completa. Allora diamoci un pò di stile, rimoderniamoci, andiamo al passo coi tempi. Perchè un conto cercare di dimostrare anni in meno, un conto caricarsene 10 di più. Come? Iniziamo a conciarci meglio, levati quel boccolo, ti prego.

A volte mi guardo attorno, soprattutto sui mezzi pubblici, mi piace proprio fissare la gente. Da quando sono stata operata agli occhi poi, che posso permettermi gli occhiali da sole schermati, adoro radiografare le donne. Perchè il sesso femminile è quello più inquietante, se si tratta di stile. Il 90 per cento di donne sui mezzi pubblici che io osservo hanno il jeans attillato con la gamba dritta. Chiamasi “straight“. Osceni è l’aggettivo che più gli si addice. Solitamente l’abbinano alla scarpa da ginnastica, ma nemmeno una converse che ancora ancora, no! Una reebok o una nike. Magari con le bandine colorate? La t-shirt sempre alla vita, non più lunga, no, alla vita. Che se alzano le braccia ti saluto. Io rimango ipnotizzata dallo schifo che portano addosso, le guardo in viso e vedo qualcosa. Una bellezza così celata da far paura. Carine, loro sono anche carine. Se dovessi chiedere loro perchè si vestono così avrei come risposta: “perchè? come sarei vestita?“.

E ci sono anche loro, le stangone con il pantaloncino invisibile. La magliettina striminzita, un corpo fantastico, i capelli raccolti in una coda disordinata e poi, poi ai piedi le infradito. Si, hanno le infradito. E le dita dei piedi lunghissime e l’inconsapevolezza che se avevo il cazzo mi si era riammosciato di colpo. Poi ci sono quelle che d’inverno indossano il piumino. Che ci sta, il piumino tiene caldo ma, perchè fucsia? Perchè quel pelo sintetico sul cappuccio? Perchè con la cintura alla vita e quel grandissimo culo che hai? E vorrei strapparglielo di dosso e infilarle un parka imbottito o un cappotto di lana cotta o qualsiasi altra cosa, perchè loro non lo sanno fare.

Ci sono donne che sono convinte di essere belle. Ma belle inteso come interessanti, affascinanti, stilose e bla bla bla. E poi si vestono bene ma portano dei capelli senza senso, con le extensions magari. Oppure mettono le scarpe con il plateau alle quattro del pomeriggio, se esagerano pure di vernice nera o rossa. Sono quelle che hanno lo shatush con l’ondina sulle punte, quelle con il rossetto gloss, quelle che indossano i guanti di pelle con il pelo d’inverno o il colbacco (peggio ancora). Sono quelle che portano la camicia abbottonata solo fino al seno, solitamente di una taglia più piccola per far esplodere le tette, magari di jeans. O hanno i brillantini sui pantaloni, solitamente sul culo. Loro, si loro, hanno 25 anni. Lo diresti mai?

Queste donne sono inconsapevoli. Hanno una visione personale dell’estetica. Ed è ovviamente opinabile, ognuno porta lo stile che più gli si addice. Ma il problema di base è che non capisco perchè ostentarsi, palesarsi come delle persone piacevoli da guardare. Ma diciamo che è un mio pensiero, può anche morire qua, amici miei. Se non fosse che al pari di queste donne inconsapevoli viaggiano quelle che non sanno di essere noiose. Quelle che se la menano, che usano un lessico personale, che fanno vita sociale a gogo ma poi, al succo, quando scendi ad analizzarla, scopri che è ripetitiva, poco originale, pesante e anche monotona. Spesso queste donne mi stimolano lo sbadiglio. E poi anche un rutto, per digerirle.

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