Archivi del giorno: settembre 10, 2017

le celebri frasi delle clienti


Le clienti entrano e tu le saluti ma automaticamente sentono il bisogno spasmodico di chiedere: “posso dare un’occhiata?“. Ma perchè me lo domandi? Ma secondo te? Che cazzo di domanda è “posso dare un’occhiata?“. Un negozio è aperto, chiamasi “pubblico esercizio” e tu mi chiedi se puoi guardare? E che cosa entri a fare, fammi capire? Ma dietro questa domanda apparentemente stupida e priva di senso, si cela un pensiero che accomuna tutte le clienti di questo tipo. Traduzione: “non mi rompere i coglioni, non voglio che mi assisti, voglio solo guardare e andarmene senza sentirmi angosciata da te che vuoi vendermi per forza cose di cui non me ne frega un cazzo e dovrei essere educata e gentile e non ne ho voglia e mi metti in imbarazzo quindi stammi alla larga tanto non compro o se comprerò lo deciderò in completa autonomia e serenità“.

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Mi rendo perfettamente conto che “posso dare un’occhiata” è senz’altro meglio rispetto a quello che in realtà pensano ma trovo comunque che sia fastidioso, cazzo vuoi rispondere a una domanda del genere? La nostra risposta è classicamente “ma certo” traduzione breve di “veramente ti stavo solo salutando, scusami se tra le tante cose che una commessa deve fare per prendere lo stipendio c’è anche quella di essere naturalmente gentile ed educata“. Queste clienti vogliono il mass market, vogliono farsi i cazzi propri, guardare e decidere. Le capisco, io sono proprio così. Ma mai sono entrata e in risposta ad un “buongiorno” ho chiesto se potevo “dare un’occhiata“. Mi sentirei idiota.

Preferisco di gran lunga quella che entra e ti dice “do un’occhiata“, perentoria, senza lasciare spazio a dubbi. E’ tutto molto più chiaro. Oppure quelle che dicono “do uno sguardo, poi torno con calma“, ma perchè entri se non vuoi provare nè acquistare? Ma soprattutto perchè “con calma domani” se stai entrando ora, se non hai tempo non entri direttamente, posticipi. E poi ci sono le meglio, i premio nobel del prima di provare “ma non compro oggi eh? devo aspettare fine mese, giusto per farmi un’idea“. Io sfido qualsiasi commessa a servire questa cliente con entusiasmo. Ci si prova eh? Ma dentro soffriamo, moltissimo.

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Non da meno sono quelle che “ho visto in vetrina due mesi fa…“. Allora, parliamone. Se tu passi davanti alla vetrina e vedi un tranch che ti piace da impazzire ma perchè non entri e te lo provi? Ma perchè aspetti due mesi? Ma perchè credi che possa essere ancora lì ad aspettare te? E poi loro del “torno coi saldi“. Ma chi cazzo te lo dice che lo trovi ancora? Ma come si fa a non acquistare un capo se ti piace solo perchè vuoi pagarlo meno e devi attendere 3 mesi. Al di là del fatto se il prodotto sarà ancora disponibile tu rinunci a lui per 10 euro? A me verrebbe un’ansia attanagliante.

Vogliamo parlare della cliente con il cellulare? Precisiamo subito che 9 su 10 usano questa tattica per eludere i nostri tentativi di agganciarla. Se una parla al telefono come fai a romperle le palle? Nessuna mai interverrebbe su una telefonata privata, giammai. Quindi lei lo sa e abilmente parte le chiamata poco prima di entrare. Così lei guarda e nessuno la disturba. E si fa il giro senza guardare le commesse, scartabella i capi, a volte riesce anche a provarseli (ci sono stati casi di donne con l’auricolare che provavano abiti senza smettere di parlare, ora voi ditemi come cazzo hanno fatto!) e poi se ne va, sempre parlando al telefono. Ok, furba ma non è un tantino senza senso entrare nei negozi distratta dalla telefonata?

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Concludo con la domanda più epica, la migliore, la più famosa, quella che tutte le commesse ne parlano (oltre al “ci penso”, di cui scrissi già un articolo a parte), la domanda del colore:

che colori hai di questo maglione?
rosso e nero
verde no?
no, signora, verde no
nemmeno fucsia?

Che possiamo fare? Se non sono così noi non le vogliamo!

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