Archivi del mese: gennaio 2017

gente da saldi, gente da pazzi


Tutti gli anni mi prometto di non scrivere nulla a riguardo, perchè detesto essere ripetitiva. In fondo lo so, ogni volta è sempre la stessa storia, ogni volta sono sempre le stesse scene. Ma è più forte di me, perchè ogni volta è sempre come la prima, non ci si abitua mai. I saldi. La gente da saldi. Loro, quelle persone che attendono fameliche quel giorno, che sia lunedì, che sia domenica, che sia la befana, che sia ferragosto, loro ci saranno. Appostate davanti alle porte in attesa che apri e ti assaltano il negozio. Non importa se il capo non piace, non importa se non era quello che aveva visto il mese prima, l’importante è risparmiare!

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Anche quest’anno ho potuto osservare la rivolta delle donne durante i saldi, loro sono il genere umano più affamato, feroce e determinato. Durante i saldi scoperchiano il lato oscuro, la parte maledetta che vibra nelle viscere e danno il meglio di sé. Come? Beh, innanzitutto il portamento. Si muovono all’interno del negozio come animali in gabbia, spintonano, travolgono, calpestano tutto quello che capita a tiro, commesse comprese. Non esiste una linea retta per loro, solo zig zag. Si buttano su ogni mensola, ogni ripiano, ogni tavolo, ogni rella. Loro devono avere tutto. E lo avranno, a costo di tornare a casa con ematomi ovunque.

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In camerino portano il mondo, non si accorgono nemmeno di aver perso il marito o che addirittura se n’è andato, spaventato dall’orda di femmine che si muove negli ambienti. Ma non importa, loro devono provare tutto. I camerini vengono assaltati senza tenere conto che noi siamo lì, a dover smistare la fila come vigili. No, noi non ci siamo, non esistiamo. Ci sorpassano e cercano il camerino libero (le tende tutte chiuse, loro le aprono incuranti della cristiana dentro che si sta spogliando). E se le fai notare che sono occupati si piazzano davanti ad uno qualsiasi come se fossero ai seggi elettorali. Minchia, ma nemmeno la sala d’attesa del medico di base!

Una volta provato ogni capo possibile, escono. Hanno in mano una canotta. Si avvicinano e ci sorridono domandando “ma non andrà al 50?“. Una volta convinte che con il 40% fanno comunque un affare e che noi non sappiamo quando ci saranno ulteriori ribassi, se ne vanno e in noi serpeggia la paura, il terrore di aprire quella tenda. Sappiamo perfettamente cosa troveremo: ammassi di vestiti raggomitolati e buttati ovunque, grucce a terra o appese una con l’altra. E tutte le volte non me lo spiego, non me ne capacito. Perchè non li hai raccolti e portati a me? Perchè questa cafonaggine? Una risposta l’avrei ma è preferibile non scriverla.

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In cassa fanno file chilometriche, sono disposte ad attendere ore pur di accaparrarsi l’affare del secolo. Se qualcuno osa superare può scoppiare una rissa. La gente da saldi non ha pietà, non ha paura di nulla, è capace di qualsiasi cosa. La gente da saldi non cambia mai. Sempre incurante, sempre agitata, sempre ignara della loro vita. Arrivano alle 8 del mattino, arrivano alle 9 di sera. Non importa della famiglia a casa (il più delle volte se la portano appresso), non importa della cena da cucinare. Non esiste altro che la percentuale di sconto su un cazzo di maglione, che fra un mese non lo metti più che ci sono 25 gradi.

E poi ci sono le richieste da saldi. Il primo giorno, pieno di gente, tu commessa assaltata e coperta di vestiti, e lei arriva da te.

Scusa? L’anno scorso ho comprato questa giacca e aveva il bottone di scorta. L’ho smarrito, non è che ne avete uno?

Penso di non dover più aggiungere altro.

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