a Milano se sei bravo nel “salto” non paghi il biglietto


Con questo articolo vorrei fare una pseudo denuncia sociale. O come si chiama. Insomma vorrei discutere di un fenomeno ormai noto ai milanesi, ovvero quello del “salto ai tornelli“. Si parla di metropolitana, si parla di soldi e si parla di “prendiamo tutti tante mazzate“. Che cosa succede, dunque, nelle metropolitane della grande città italiana? Succede che l’Atm, azienda ben conosciuta (unica in Milano per muoversi), ha deciso di tutelare sé stessa apponendo l’obbligo di timbrare anche all’uscita dei mezzi, appunto. Peccato che la cosa non serva ad un cazzo, ponga noi paganti nella condizione di regalare i biglietti agli sconosciuti e ci metta nelle condizioni di rischiare un linciaggio, dato che gli addetti ai lavori si fanno beatamente i cazzi loro senza sorvegliare.

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Spesso, per non dire sempre, quando mi accingo ad uscire dai tornelli o dalle porte scorrevoli (che abominevole stronzata) c’è un simpatico individuo che sembra me lo voglia appoggiare, invece no, deve solo uscire senza biglietto usufruendo del mio passaggio pagato. Se ci sono i tornelli, ci sta che te lo appoggi proprio, se ci sono le porte, i sensori le tengono aperte se rilevano un movimento quindi restano aperte anche per far passare intere famiglie. Il tutto pagato da me. Queste persone ti aspettano, nel caso arrivassero alle uscite prima di te, e pretendono di passare, alcuni te lo domandano, altri ci provano e basta. Ed io non li faccio passare mai!

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Ad Assago, limite urbano, pagavo 5 euro al giorno per andare a lavorare, abbonamenti mensili fino a 55 euro, per una fermata extraurbana. Bene, al momento di uscire questi personaggi se non li facevo passare, facendo presente che spendevo l’ira di dio per usare quel biglietto, si incazzavano, additandomi e mandandomi anche a fanculo. Poi arriva il cinese di turno e loro passano, col cinese. Il tutto con continui gestacci nella mia direzione, perchè ho fatto perdere loro del tempo. I più anarchici non usano i paganti, saltano proprio il tornello con agilità, stanno diventando tutti più spessi da quando c’è questo divieto. Tutti atleti. E nel mentre questo accade, io mi volto a guardare i controllori e li trovo sempre lì, dentro il loro tugurio a guardare il cellulare o peggio ancora, per aria, sforzandosi fortemente di non guardare nella direzione dei tornelli: sia mai che li veda e debba intervenire, con il rischio di prenderle.

Si, perchè oggi se fai il tuo lavoro, le prendi. E noi poveri stronzi che paghiamo i mezzi pubblici non possiamo ribellarci, perchè finora mi è andata bene, negando il passaggio a questi nullafacenti, ma prima o poi qualcuno mi tira una pizza in faccia che me la ricordo per il resto della mia vita, se non la perdo proprio la vita (vedi fatti accaduti in metropolitana per aver chiesto di non fumare nei vagoni). Questo perchè non c’è sorveglianza, sono io a dover tutelare me stessa e gli interessi dell’Atm, stando attenta a chi mi si piazza dietro il culo. E’ uno schifo assurdo. E’ una presa per il culo, perchè quando dimentico io di timbrare o prendo il biglietto sbagliato, mi dano 36 euro di multa, se pago subito ovviamente (hanno anche il pos wireless se usi il bancomat). E non serve nemmeno che io mostri un’enciclopedia di ricevute di pagamento mensile o dire che “si, mi sono sbagliata, non ho pensato che per una fermata diventa extraurbana” (una cazzo di fermata di merda), perchè a me, persona onesta, la multa me la fanno e anche con una certa arroganza.

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Qui è un pò come Trenitalia prima dell’avvento di Italo. Un “grazie per la preferenza accordata” quando non ci sono alternative. Ci tocca dare un mucchio di soldi all’Atm e potrebbe anche starmi bene considerato il servizio che offrono, ma parliamoci chiaro: non solo in certe fasce orarie e d’estate dobbiamo aspettare infinità di tempo, non solo nelle fermate extraurbane ci sono orari improponibili per prendere il mezzo (e pagare paghiamo uguale, per lo stesso servizio urbano), non solo d’estate si muore di caldo o ci si siede di fianco ai pinguini, non solo fanno uno sciopero la settimana vietandoci l’utilizzo dei mezzi pagati comunque (non mi scalano la giornata dall’abbonamento), ma dobbiamo anche regalare i viaggi alla gente e rischiare di prendere mazzate. Non ci siamo. Non ci siamo proprio. Per il momento continuo la mia battaglia personale, ma speriamo che cambi qualcosa perchè non vorrei mai trovarmi all’ospedale per aver detto “no” ad un appoggio gratuito.

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2 commenti

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2 risposte a “a Milano se sei bravo nel “salto” non paghi il biglietto

  1. Un motivo in più per usare lo scooter! 😀

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