solidarietà alle commesse d’Italia


Cara commessa, è arrivato il tuo momento, quello che più di tutti ti toglie il sonno e ti fa sentire come se il mondo ti cascasse in testa. Ecco che sono giunti i saldi estivi. Come tutti gli anni ti ritrovi così, il giorno prima dei saldi, a pensare di non voler esistere, di voler scappare. Potessi prenderesti il primo treno, destinazione ovunque, pur di non assistere al delirio di quei giorni. Ma ti tocca e ogni volta le scene che ti appaiono davanti agli occhi sono sempre le stesse, i saldi non cambiano mai. Quindi ti scrivo per dirti che ti capisco, che ti sono vicina e che insieme possiamo superare questo momento. Stringiamoci in questo cerchio di solidarietà e ricordiamoci sempre che non dobbiamo, per nulla al mondo, esaurirci per:

saldi2

lei, che ti consegna i 25 capi che ha provato, tutti appallottolati e ti lascia le grucce nel camerino, la metà a terra, tra nuvole di polvere e biglietti del tram, con un sorriso stralunato se ne va e non compra niente

lei, che ti consegna 24 capi dei 25 che ha provato, tutti sui loro omini ma perennemente appesi al contrario, con quel suo sorriso di chi ha fatto un gesto benevolo e si allontana con la canottiera da 3 euro

lei, che esce dal camerino e ti chiama a gran voce “scusi mi porta una M di questo e mi controlla se c’è la L di quest’altro?” e nel camerino ci sono 250 cristiane tutte in fila sudate e agitate, che sbuffano perchè stanno aspettando troppo

lei, che vuole a tutti i costi entrare nel camerino a guardare la figlia e lo spazio cabina è un metro quadro e c’è la ressa come al concerto di Rihanna allo stadio, tu le dici che non è possibile e si scoccia prepotentemente

lei, che ti consegna i vestiti provati, di cui 4 jeans appesi tutti dalle gambe e 3 camice appese sulle pinze da pantalone

lei, che esce dal camerino e non ti restituisce nè il numero datole dei capi nè i capi stessi e con estrema naturalezza ti dice “ho lasciato le cose dentro, grazie

lei, che in coda alla cassa si incazza perchè hai 2 casse aperte su 3 e ti domanda 150 volte perchè non apri la terza e hai altre 4 commesse in turno che stanno stese a terra alla ricerca dei vestiti “accidentalmente” caduti e gettati sotto i moduli

Screen-Shot-2014-12-26-at-13.06.13

lei, che deve effettuare un cambio e in un negozio di 250.000 mq ti chiede di cercarle la taglia giusta, tu che gentilmente fai presente che ci sono i saldi e le dai indicazioni per trovarla da sola e lei che ti risponde stupita “ah, devo cercarla io?

lei, che  in cassa le proponi un articolo mentre batti lo scontrino e lei ti risponde che non le interessa e se insisti un pochino ti stoppa scocciata dicendo “sono stanca, stanca morta, abbia pietà, è dalle 8 che sono in giro per negozi

lei, che mentre sei carica di vestiti da svuotare che sembri Mohammed in quel di Cesenatico, ti ferma e ti chiede “secondo te cosa posso abbinare a questo pantalone?

lei, che entra nel negozio, supera gruppi infiniti di gente, dribbla moduli e strutture, scavalca i bambini che urlano e ti punta, ti raggiunge e mentre sei presa a cercare di dare una parvenza di ordine dove sembra che sia scoppiata una bomba, ti chiede (cartina alla mano): “scusi ma per un parrucchiere da queste parti?

lei, che mentre tu sistemi il modulo vuole guardare proprio quel vestito e ti sfancula, prende l’abito e poi lo riappende sulla parete dietro perchè ci sei in mezzo tu e non ha tempo di aspettare che ti levi dal cazzo

lei, che ti chiede dove sono i camerini ma essendo su un altro piano non c’ha cazzi, allora si prova i jeans in mezzo al negozio, sollevando il vestito che indossa, poi li toglie e li appoggia senza gruccia sul primo piano a disposizione, ovviamente al contrario

lei, che si prova il vestito sopra i jeans in un punto morto del negozio, tu la vedi e le chiedi gentilmente di recarsi ai camerini, quindi ti guarda, si spoglia, ti da il vestito e ti dice “allora non lo compro

lei, che esce dal camerino e ignora la commessa, arriva in cassa con 15 capi e ti dice “questi no” e ti consegna un pallottoliere di roba

lei, che sul tavolo punta le magliette e si mette a ravanare come se non arrivasse il giorno dopo, e arriva a prendere l’ultima maglia in fondo alla pila, tutte le altre scaraventate dall’altro lato del tavolo

Stress-7508650

E poi ci sono tutte le altre, che ben conoscete. Non si cambierà mai, le persone saranno sempre così. Per fortuna molte non rispecchiano la descrizione data ma sono garbate e gentili. Purtroppo però in quel periodo la pazienza è minata e debolissima, spesso non si riconosce più la persona educata da quella palesemente assurda. Ma clienti capite queste commesse, siate solidali e se sono un pò incazzate, non biasimatele. Lo stress da saldi può far diventare matte. Parola di una che non compra mai durante i saldi.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in il destino delle commesse

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...