uomini che uccidono le donne


Gli uomini non sanno stare da soli. E allora tradiscono o si premuniscono di avere un’amante quando decideranno di lasciare l’altra. Da soli non ce la fanno proprio. E poi ci sono quelli che vengono lasciati e dato che una ragione non se la fanno, uccidono. Molti uomini hanno paura della solitudine o della semplice, umana condizione del “far da sè“. Il che implica: cucinare, lavare, stirare, pulire, essere felici. No. E’ la donna a portare a lui ogni cosa, come su di un vassoio: la sua presenza, il suo amore, le sue cure, le sue attenzioni. E se ciò dovesse spegnersi, questi uomini recidono la donna che li sta privando di tale condizione. E io aggiungerei: figli di puttana.

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Questo articolo non vuole essere accusatorio in linea generale ma mi rivolgo proprio a tutti quegli uomini (e ahimè ce ne sono tanti, ogni giorno un femminicidio o semplicemente un codardo che non sa stare al mondo) che non hanno imparato ad essere tali. Sono solo fantocci, inutili pezzi di merda tenuti in piedi dalla loro sicurezza di essere indispensabili. Ma di cosa? Ma davvero credete che eliminando la donna che vi sta lasciando avrete dimostrato il vostro fottuto potere? Siete dei burattini, la feccia di ciò che un tempo erano gli uomini, quelli che dovevano proteggere le loro mogli, i loro bambini, la loro famiglia. Oggi siete un pericoloso virus che si sta diffondendo a macchia d’olio.

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Fate schifo. Siete la bandiera macchiata di un genere che si erge così in alto da sentirsi padroni della vita di qualcun’altro. “Tu sei mia“. “Tu mi appartieni“. E allora se non saranno vostre le ucciderete. E quindi sentite che è ancora vostra, tutto sommato. Ve la siete portata via. Non apparterrà mai a nessun altro uomo. Ci sono quelli che a loro volta si tolgono la vita perchè sono ancora più codardi di fare i conti con la loro merdosa coscienza. E quelli che restano in piedi, vivi, sperando che la loro pena sarà meno di quanto temono. In fondo “lei mi voleva lasciare, che altro potevo fare?“. Vivere. Soltanto andare avanti come moltissime persone sanno fare. Dov’è tutto questo potere, uomini? Non siete nemmeno in grado di vivere.

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Dall’inizio dell’anno sono state uccise 50 donne, dal 2015 sono oltre 155. Tutte per mano di ex o compagni o mariti. E’ un qualcosa che non si può non guardare. Ogni notizia su una donna uccisa mi sconvolge, nonostante il reato sia ormai all’ordine del giorno, continuo a non crederci. Ma quanti sono questi uomini incapaci di accettare la normale fine di una relazione? Quanti ancora ne restano pericolosi e assassini? Perchè stanno aumentando in questo modo? Forse perchè la pena non è mai abbastanza. Forse perchè non si ascoltano le grida di aiuto di queste ragazze che vengono perseguitate, stalkerizzate, minacciate. Come Sara, la 22enne di Roma strangolata e data alle fiamme dall’ex fidanzato. Si stava rifacendo una vita con un altro, sia mai.

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scarpe rosse contro il femminicidio

Non c’è molto altro da aggiungere più di quanto già tutte noi pensiamo. Esistono uomini diversi, buoni, gentili, comprensivi e che sanno vivere senza una donna. Ma più andiamo avanti più mi sembra un’utopia. Troppi maledetti bastardi, traditori, bugiardi, violenti ed egoisti. Troppi incapaci di prendere una decisione, andarsene, ricominciare da zero, amare chi vorrebbero amare. Troppi che non sanno accettare che non sono più quelli da avere accanto (e menomale, dato l’epilogo) e che le donne che sono state con loro molto tempo, oggi, non li vogliono più. C’è un mondo là fuori fatto di tante cose ma per viverlo ci vuole quello che a questi omuncoli manca: il coraggio.

[…] Ricordatevi di Sara quando un uomo vi dirà che siete sue. Ricordatevi di Sara quando vi dirà che “quella minigonna è troppo corta”, “quel trucco è troppo pesante”, “quella scollatura è troppo profonda”. Ricordatevi di lei quando i vostri amici dicono che quella ragazza di paese, intervistata dai giornali, meritava lo stupro, perchè “se l’era cercata”. Ricordatevi di lei quando un uomo vi darà uno spintone, e poi vi porterà a cena per chiedervi scusa. Pensate a lei quando qualcuno vi dirà che pulire spetta a voi e cucinare spetta a voi e badare ai pargoli spetta a voi. Pensate a lei, quando il vostro uomo non rispetterà il vostro lavoro, quando penserà che non valete quanto lui. Vi stanno già ammazzando, senza il fuoco, ma vi stanno ammazzando.

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15 commenti

Archiviato in le atroci verità

15 risposte a “uomini che uccidono le donne

  1. Io in questa lista ( http://www.corriere.it/…/2016/la-strage-delle-donne/ ) si leggono 28 di donne uccise da partner o ex dall’inizio dell’anno e non 50. Ci sono informazioni ulteriori rispetto a questa lista che possono far salire il numero a 50?

    Il femminismo, con la sua teoria che l’omicidio di una donna da parte di un uomo è il risultato del patriarcato, come potrebbe spiegare l’omicidio di un uomo da parte di una donna?
    Ed essendo un movimento diretto a conquistare per la donna la parità dei diritti nei rapporti civili, economici, giuridici, politici e sociali rispetto all’uomo come potrebbe interessarsene e proteggere gli uomini prevenendo, facendo campagne ideologiche come ne fa per le donne?

    Nessuna pagina femminista ha parlato dell’uomo ucciso e bruciato dalla donna che aveva lasciato pochi giorni dopo della donna uccisa e bruciata dall’uomo che aveva lasciato.

    http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_omicidio_idraulico_bruciato_fermata_donna-1604021.html

    • Scusa, dopo un attimo di sbalordimento ti rispondo.

      Nessuno mette in dubbio che i reati siano commessi anche su uomini ma… dalle statistiche mi pare di sapere che il numero di donne uccise sia nettamente superiore e quindi preoccupante, le motivazioni di tali reati poi ancora più spaventose. Non è piacevole leggere nessuna notizia di questo genere, donne, uomini o bambini che siano. Ma in questo articolo parlo di FEMMINICIDIO. Altrimenti ne scrivevo uno di 58 pagine sui reati in generale. Non si sta disquisendo su chi uccide più chi o chi difende chi, si parla di realtà. Io non sono una giornalista, io esprimo un mio sentimento che so essere molto comune e non sono alle DONNE.
      Il numero di 50 vittime l ho letto da diverse testate, ahimè non posso e non potrò andarle a contare una per una. Ma cambierebbe molto sapere che invece di 50 sono 28? Per me 1 vittima è già troppo.
      Penso che non abbia molto altro da aggiungere ma mi fa specie leggere come primo commento qualcosa di così polemico, alla ricerca di un qualcosa che conferma spesso questa fredda criticità sui fatti. Ci vuol cuore, lo dice anche la D’Urso. 🙂
      Buona giornata.

      • Non so perché tu abbia detto “Nessuno mette in dubbio che i reati siano commessi anche su uomini”. Io non sono venuto a dire “Esistono anche i reati commessi su uomini” ma sono venuto a dire che il dato riportato è sbagliato, che non si è parlato dello stesso identico reato in nessuna pagina/blog.

        Ma cambierebbe molto sapere che invece di 50 sono 28? Questo bisognerebbe chiederlo a chi riporta dati falsi. Ovvero, che interesse c’è nel non dire 28 dal momento che comunque importanti sono quelle vittime? Uno potrebbe pensare che è una amplificazione intenzionale.
        tra l’altro non ho contato quelle del 2015, se fossero in numero minore anche quelle, sommate a quelle del 2016 farebbe un numero molto diverso. Perché non riportare i dati reali se il fatto che ci si un numero non conta?

        Forse non mi sono spiegato bene. Certo, che questo è un post femminista, ma il femminismo porta avanti una teoria per spiegare certe morti. Se questa teoria viene creduta vera si agisce in un certo modo. Ma se questa teoria fosse falsa si agirebbe in modo inefficace. Come chi tenta di curare un tumore con l’acqua santa perché crede che il tumore sia causato dal diavolo.

        Dunque, è importante verificare la validità della teoria per cui “gli omicidi di donne da parte di fidanzati sono il risultato del patriarcato, un omicidio di una donna in quanto donna”. Appunto femminicidio significa questo.

        Il termine “femminicidio” è nato agli inizi dell’ottocento in Inghilterra per indicare gli omicidi di donne, e basta, esattamente come “infanticidio” indica gli omicidi di bambini.
        Risulta che la parola “femminicidio” come oggi la si conosce sia un’invenzione della sociologia statunitense Diana E. H. Russell che nel 1976 ridefinì il significato del termine già esistente: la stessa che ha inventato anche la faccenda del “gender”, e che ha raggiunto l’apice della stupidità proponendo di cambiare “history” in “herstory”, immaginando che l’etimologia di “history” avesse qualcosa a che fare con “his”, al maschile.
        Oggi, quindi il “femminicidio” è “l’uccisione di una donna con la motivazione che appartiene al genere sessuale femminile”.
        Così come “maschicidio” indica gli omicidi di uomini uccisi in quanto uomini. Ad esempio quando durante le guerre vengono isolati gli uomini e uccisi per rappresaglia, appunto in quanto uomini.
        Quindi “femminicidio” non è “l’omicidio di una donna compiuto da un uomo”, cosa che sarebbe poco rilevante, ma ci dev’essere una componente sessista, e non solo sessuale. Ovviamente, in tal senso, un femminicidio può anche essere compiuto, non solo da un uomo su una donna, ma anche da una donna su una donna.
        Con “femminicidio” non si intende la generica violenza nei confronti delle donne, ma l’uccisione di donne con l’esplicito scopo di uccidere una donna. Ed è un concetto abbastanza sottile, e per questo abbastanza poco rilevante. La gelosia sessuale, ad esempio, può ovviamente essere diretta contro una donna, ma anche contro un uomo, e può essere diretta contro un uomo sia se chi è geloso è donna eterosessuale oppure uomo omosessuale.
        Quindi, definire “femminicidio” l’uccisione di un partner per gelosia è ridicolo, anche se è ovviamente un omicidio con una vittima femminile, visto che si tratta di un delitto passionale che occorre in entrambi i sessi e su entrambi i sessi, ma anche di uomini omosessuali su uomini omosessuali, e donne omosessuali su donne omosessuali. Lo si è sempre chiamato “delitto passionale”, e lo si continua a chiamare così quando l’assassino è una donna e la vittima un uomo, o quando l’assassino è un uomo omosessuale e la vittima un uomo.
        Così come sarebbe ridicolo chiamare “delitto passionale” un femminicidio, dal momento che un femminicidio non è un dellitto passionale, ma una uccisione di una donna in quanto donna.

      • Non posso replicare a tanta “matematica”, non ne ho le conoscenze.
        Mi sono limitata a parlare di sentimenti. I numeri come ti ho mostrato con le foto li ho rilevati da delle testate.
        Questo articolo non è femminista. Parlo di un problema sociale molto grave. Poteva essere un altro ma è su questo. L’ho fatto in maniera sintetica e alla mia portata.
        Lascio ai professionisti il compito di parlarne in maniera più approfondita (come te) e alla giustizia il compito di fermare questi REATI. Nella fattispecie sulle donne.
        Ancora buona giornata.

      • Come vuoi, ma secondo me, trattando il tema in modo superficiale, contribuisci alla confusione sulle cause, e quindi al continuare a non agire su di esse, e quindi al perpretarsi di uccisioni che non vengono fermate perché non si riesce a focalizzare le cause.

      • Tranquillo, non genererà confusione il mio articolo. C’è da preoccuparsi di ben altro.

  2. Cmq io ho letto la stessa identica lista che mi hai riportato, solo che non mi sono fermato al titolo, e sono andato a leggere la descrizione degli omicidi.

    • A me è bastato sapere che vengono uccise queste donne, sempre o quasi per lo stesso motivo. Non lavoro nella scientifica. Leggo quel che scrivono e ascolto quel che raccontano. E mi basta per scrivere questo articolo e continuare a pensare ciò che hai letto. E non smetterò di pensarlo.

      • Neanche io lavoro alla scientifica, ma ho letto in modo approfondito l’articolo, e mi sono accorto che i giornalisti hanno volontariamente detto il falso per gonfiare i numeri, fatto dal quale si può dedurre che per loro un numero inferiore o un numero superiore fa la differenza. Non per me.

      • I giornalisti gonfiano i fatti.
        Bene. Appurato.
        Le donne però sono morte.
        Appurato anche questo.
        Io mi schifo.
        Il resto lo faccia la schifosa giustizia italiana.

      • Non ho nulla in contrario sullo schifarsi su delle morti. Ma non è quello che hai fatto tu, hai pubblicato immagini, usato specifici termini, riportato la cronaca di uomini e non di donne. Cioè hai veicolato una ideologia, anche se magari non te ne accorgi. Se non ci fossero termini come “femminicidio” o l’immagine delle scarpe rosse contro il femminicidio, o espressioni come “gli uomini” (come se le donne non lo abbiano fatto) ecc ecc sarebbe una pura esternazione di disprezzo e schifo e non anche un veicolare delle idee, dei concetti, delle informazioni ecc… cmq ok, il mio punto di vista l’ho espresso. Altro non posso dire. Grazie a te, e buona giornata.

      • Terrò conto in futuro, credo.

  3. Gli applausi mi sfuggono dalle mani ❤ BRAVA 🙂

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