la nevrosi da centro commerciale


Hanno appena aperto il più grande shopping center d’Europa: sticazzi, direi. E ne parlano da mesi, un sacco di posti di lavoro (e menomale), un sacco di metri quadrati, un sacco di tutto. E la gente è impazzita, addirittura è partito un vero e proprio countdown. Per lo shopping center di Arese. La data era giovedi 14 aprile. I nuovi dipendenti lavoravano già da settimane, ragazzi che preparavano gli allestimenti, le vetrine, l’inaugurazione e secondo me anche i piantoni per evitare il soffocamento. Perchè è stato peggio dell’arrivo del Papa. A me viene solo da dire: ma ce la facciamo?

Coda in autostrada (foto Chiara Baldi - Twitter)

E’ un cazzo di centro commerciale. Negozi visti e rivisti, roba vista e rivista, collezioni viste e riviste. E’ la stessa roba! Cosa cambia? Tanto spazio, tanti bar, tanti ristoranti nuovi, un Primark del cazzo che ancora non capisco perchè ci si esalta che la roba fa cagare. Insomma, la nevrosi collettiva è sempre e comunque in fermentazione, non aspetta altro di manifestarsi e si aggrappa a questi pseudo eventi. La strada Bollate- Garbagnate non è mai stata così intasata, traffico infinito, code della madonna di domenica alle 17, ma perchè? Perchè impazzire per un centro commerciale?

La coda (Benedetta Jacopetti - Tw)

Sicuramente è un buon posto dove passare del tempo libero ma con queste giornate splendide, ne siamo proprio sicuri? Spendere soldi e tempo in un grandissimo spazio chiuso? Ma i parchi, le passeggiate, i gelati all’aperto, le panchine, le camminate sul lago, le cene sulle verande? La primavera è un buon momento per vivere  lontani dal commerciale, dalla routine. Invece no, ecco che lo shopping center ha risucchiato la mente dei milanesi. Sono una shopping addicted anche io, ma negli ultimi tempi ho riscoperto il gusto di spendere soldi in altro, qualcosa di più sociale e meno superficiale. Ma se mi guardo intorno non è cambiato nulla e forse non cambierà mai.

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E poi parliamo di KFC, pollo, catena statunitense. Come il fenomeno Primark anche in questo caso la gente si accalca per provare qualcosa di “nuovo” ma che di nuovo non ha un beneamato cristo. E’ pollo fritto! E’ un negozio di abbigliamento low cost. A Londra ci girano col carrello tipo esselunga, in America pesano 150 kg in media. Di cosa cazzo stiamo parlando? Forse sbaglierò io, forse non sono abbastanza “moderna“, ma non posso credere che ci siano km di coda per arrivare e km di coda per mangiare un pollo. No, il tempo a mio avviso sarebbe speso meglio con il sole in faccia sulla Martesana.

Andrò a vederlo questo colosso, ma facciamo passare un annetto, dai!

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