ansia: alleata o nemica


La frase più ricorrente negli ultimi anni è “non starò mai come allora, non può succedermi, perchè io non sono la stessa persona di allora“. In che senso? L’ansia mi ha divorata per moltissimi anni, togliendomi la possibilità di avere un’esistenza dignitosa. Mi ha tolto tutto: stimoli, emozioni, desideri, forza, serenità. L’ansia è qualcosa che hanno tutti, si prova ansia per un esame da dare a scuola, ansia per un appuntamento al buio, ansia per una bolletta da pagare e, cazzo, non hai i soldi, ansia di dover dire al tuo uomo che sei incinta, ansia perchè a lavoro stanno facendo un taglio del personale. Oppure ansia perchè “non lo sai“. Quell’ansia diventa fobica e non ne hai più il controllo. E ti spezza.

Questo articolo è serio e vuole essere, nel suo piccolo, un aiuto e uno stimolo a credere che l’ansia può essere “sconfitta“. Devo essere brava a riassumere tutto in poche righe, perchè la mia storia è una di quelle storie molto lunghe da raccontare. Ma il succo è che c’è sempre una via d’uscita e quella via d’uscita è dentro di te. Non è negli altri, non è in qualcosa di materiale, non è in un medico: sei tu la via d’uscita. Bisogna solo accettare. Si, l’accettazione è al centro di tutto ed è l’unica cosa da fare, credetemi. Non è combattere, non è rifiutare, non è respingere, ma solo accettare. Certe cose restano attaccate a noi come tatuaggi indelebili, come uno schifoso neo che non ci piace.

Ultimamente ho molta ansia, a volte così profonda che mi gira la testa e devo sedermi. Oggi so perchè. Riesco a collocarla in un punto preciso e su quello lavorarci. Sapere che se sto così il motivo c’è ed è quello che va sistemato. Poi tutto viene da sè. A 18 anni non sai nulla, non sai perchè mentre stai mangiando bruschette a casa d’amici, un’estate qualsiasi, tu smetti di respirare. E ti portano in ospedale. E da quel giorno respirare diventa un’impresa. Anni a cercare di capire, a cercare di stare meglio, ma non è stato facile. Per moltissimo tempo mi sentivo al sicuro solo a letto, chiusa in camera. Non lavoravo se non in quei rari momenti in cui l’ansia me lo permetteva, in cui mi dava una piccola tregua. Psicofarmaci, medici, gente che scuoteva la testa. Le persone non capivano, non potevano capire. E sono arrivata a 26 anni a chiedermi ancora: perchè?

Ormai pensavo che la mia vita sarebbe stata sempre costellata da pianti, dormite, attacchi di panico, paure, prigioni, nessuna relazione, nessun amico. Che vita era? Che voglia avevo? Tutti i giorni svegliarsi e non riuscire a tirare un respiro normale. Doversi piegare per farne uno. Sentire il cuore battere all’impazzata quando dovevo prendere una metropolitana, o un treno. Scappare, il più delle volte, dagli impegni. Non uscire con le amiche, non capire perchè esistere era diventato un lavoro. Poi l’analisi, psicologi sbagliati, soldi buttati. Speranze vane. “Dall’ansia si può guarire“. E quando ti accorgi che non guarisci, che è sempre tutto maledettamente uguale, credi di non farcela più.

Poi arriva un uomo che è un altro psicologo, e ci provi. Peggio di così non può andare. Ecco quest’uomo mi disse subito “l’ansia non è una malattia che si cura, non si guarisce, è dentro di te e l’avrai per sempre” “ma com’è possibile? Io non voglio, non posso vivere in questo modo“. I suoi occhi sorrisero e mi disse “l’accetterai, devi solo farla tua alleata, renderla tua, accudirla ed amarla come qualsiasi tuo difetto, fa parte di te, sei tu“. Beh da quel giorno la mia vita è cambiata, c’è voluto tempo ma ormai ne avevo sprecato così tanto che quell’unico anno per me è stato un gioco. Ho imparato a capire che non potevo scacciarla e di conseguenza se ci ricascavo non ne avevo più così tanta paura. Era normale che riaccadesse, è parte di me, non andrà mai via. Sapere questo ha reso tutto molto meno complicato. Se ti guardi quel neo sulla faccia per 30 anni, non lo odierai più. Perchè sarà normale. Perchè sei tu.

Oggi sono una persona ansiosa, ma la controllo. Non sarà mai un inferno come tempo fa. Ogni volta che mi capita non posso negare che abbia degli effetti su di me, anche fastidiosi. Mi agita il sonno, mi rende stanca, genera un pò di tristezza e quant’altro. Ma dura il tempo di una scoreggia perchè la mia voglia di serenità è più forte. Quindi la prendo per le corna e la sconfiggo. Ogni cazzo di volta. La cosa buona è che “ogni volta” è sempre più rara. So affrontare molte scelte importanti, oggi. Anni fa non riuscivo a scegliere il gusto del gelato senza avere l’ansia. Se tu soffri di questo disturbo, credi in te e non pensare che la tua ansia sia il nemico. Se viene a bussare è perchè ha qualcosa da dirti, ascoltala. Anche se ti fa male, tu ascoltala. Capirai il motivo per cui è venuta a cercarti e lo risolverai. Pensa sempre “passerà“. Perchè è vero, passerà eccome.

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2 commenti

Archiviato in il popolo e la vita

2 risposte a “ansia: alleata o nemica

  1. Grazie per aver scritto questo articolo. Io ho fatto il tuo stesso percorso e… Ce la possiamo fare! 😉

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