la stronzata del “in amore vince chi fugge”


Sono l’unica, forse, che preferisce le persone dolci a quelle stronze? Ma questa leggendaria voglia di stare dietro a chi non ti caga, o ti tratta male, quando finirà? Mai, probabilmente. Perchè le donne soprattutto sono attratte da questi personaggi. Non le richiamano, rispondono loro con due parole in croce e qualche smile sui social, se le scopano e poi hanno una riunione importante, indi scappano. Le riempiono di complimenti ma alla prima occasione fanno notare loro di aver visto un accenno di cellulite sul culo. Insomma, più fuggono, più li rincorrono. Più le trattano a pesci in faccia, più fremono di desiderio.

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Ma io no! Apprezzo una carezza, un complimento sincero, un “ti amo così come sei“, un sorriso in mezzo alla gente, un abbraccio a fine giornata, un messaggio amoroso prima di andare a dormire. Cazzo, ma sono davvero l’unica donna che vuole essere amata in maniera normale? Ma cosa mi rappresenta essere trattati come delle merde? Anche no. Quando, nella mia vita, ho avuto modo di conoscere gente del genere, sono stati gentilmente mandati a cagare in un nanosecondo. Appuntamento ore 15, ore 14.45 mi scrivi “mi spiace, non posso oggi, facciamo domani?” risposta mia? “no, facciamo mai più“. Questa è l’eccezione, oggi come oggi. Io sono l’eccezione.

Quando parlo di questo argomento mi sento un pesce fuor d’acqua. Sento donne che bramano al pensiero di quelli che fino a ieri le hanno considerate come straccetti da usare. Si fanno ammaliare da questo presunto mistero che altro non è che “non gliene fotte un cazzo di loroma si trastullano, di tanto in tanto, con le loro vagine. E tutte le volte ci ricascano, credono a tutti quei “ti amo” preorgasmici che si concludono con un “non posso dormire qua, mi dispiace, domattina ho la sveglia all’alba, devo andare ad Vimodrone da nonna per pranzo” e poi li vedi postare la foto del caffe su instagram che è già ora di pranzo accompagnata dall’hashtag “wakeup“.

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Tu poi così, decidi di fare una cena tra amiche, prepari gli inviti, crei la situazione, ti prendi la briga di cercare un bel posto, lo prenoti, sai che lei, la tua amica, è giù di morale, ci metti un impegno pazzesco, fai creare il menu che piace a lei, raduni tutte le persone che sai lei apprezza e magari altre che non vede da un pò. Il suo malessere è lui, quel pezzo di merda che per l’ennesima volta l’ha bidonata per portare la moglie e i figli a Cortina. Beh quando tutto è pronto e manca un’ora all’incontro arriva quel messaggio, quello che insomma, è tutto normale secondo lei: “mi spiace amica mia, ma Giuseppe mi ha appena scritto che si è liberato prima e passa da me, facciamo settimana prossima?“.

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E allora un “ben ti sta quando ti grattugerà il culo tutta la notte e il giorno dopo ti dirà che non prova più le stesse cose” te lo prendi tutto, amica mia. Certe cose alcune donne se le meritano, è tutto ciò che possono ottenere fintanto che affideranno i loro sentimenti all’adrenalina e non al cuore. Scelte. La mia è di essere felice. La loro è di continuare a rincorrere chi fugge perché “così si deve fare“, e se lo diceva Ferradini! A proposito, ma chi cazzo è Ferradini, ora che ci penso?

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2 commenti

Archiviato in le atroci verità

2 risposte a “la stronzata del “in amore vince chi fugge”

  1. Per essere un blog diseducativo sei stata fin troppo virtuosa nella stesura di questo pezzo. Ma, considerato l’argomento, non ti si può proprio recriminare niente; brava 🙂

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