a natale sono tutti più stronzi


E poi c’è lei, che appoggi un secondo i tuoi acquisti su uno scaffale e li sposta perché deve vedere il prezzo. Allora tu le dici “un secondo, ora metto via la roba” e lei ti risponde “hey, stai tranquilla” al che la replica è ovvia “mi sa che sei tu quella agitata“. Bene, a quel punto, nel suo stentato italiano, senza nemmeno guardarmi, esclama “si, sono agitata se ho a che fare con rompicoglioni come te“. Beh, la parola “rompicoglioni” è quella che ha scandito meglio, come si suol dire, impariamo bene l’italiano.

jpg

E dopo avermi anche fatto il verso, l’esaurita si dirige altrove, fingendo di guardare la merce. A me è venuto da ridere. Credo che sotto le feste, con tutto il macello che c’è in giro, la gente abbia dei seri disturbi. I nervi cedono e il cervello si sciroppa. Allora mi viene da dire loro “ma quest’anno passare e non fare regali?“. Odio questo periodo dell’anno, dove la gente sembra che non ha mai girato per strada. Ti sommergono, ti calpestano, ti spintonano. E poi ci sono quelle che per due ingoi fatti bene a qualche cazzone italiano, vanno in giro con 4 stracci regalati e creano problemi a chi ha appena finito il turno di lavoro e deve raccattare 4 biglietti d’auguri al volo!

Ci sono loro che camminano a due all’ora, quelli che invece ti sorpassano e non importa se ti scartavetrano la faccia con lo zaino, o se ti scippano la borsa e la trascinano per 20 metri senza accorgersene. Non importa se davanti ci sono io ed esisto, non sono finta, ma non fa niente e mi cammini sopra, e non importa nemmeno se siamo in un negozio di 4 metri quadrati e tu vuoi passare a tutti i costi e mi dici “ho fretta” ed io finisco stesa nel cestone dei cappelli di babbo natale. Non importa perché la gente ha da fare questi cazzo di regali di merda.

image (1)

E poi succede che arrivano in cassa e vogliono lo sconto e poi vogliono sapere quando iniziano i saldi e poi vogliono sapere se hai altri colori di quel maglione e mentre aspetti che il commesso risponda a tutto ciò, dietro di te orde di individui con i minuti contati spingono, come se avessero il diavolo in corpo, e ti sollevano da terra e se potessero ti farebbe ruzzolare fuori dal negozio, ma non possono, e allora sbuffano e si lamentano: “ma non c’è un’altra cassa aperta???“. Nessuno ha mai legalizzato i lacrimogeni. Dovrebbero.

E poi arrivi alla metropolitana, 8 minuti attesa. Sei carica di sacchetti e poi la borsa del lavoro e quella della schiscetta. La banchina è affollata, continui a mangiare i pelucchi della sciarpa, hai caldo, non puoi spogliarti, hai entrambe le mani occupate, e pure le braccia. Riesci a salire, sei pigiata come il mosto del vino e resti in piedi grazie alla ressa. E si libera quel cazzo di posto, proprio lì, davanti a te. Lasci passare la signora che si è alzata e sbuca lei, e se ne esce così: “beh, visto che non si siede nessuno!“, mi sorride, sorride a tutti, e si siede.

babbo-natale-7

Il natale quando arriva arriva. Si certo, il natale quando arriva potrebbe anche andare, a fanculo magari.

Advertisements

Lascia un commento

Archiviato in nevrosi collettiva

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...