il vero dramma di facebook


Se ne dicono tante sui social network: che sono pericolosi, nocivi, che tolgono tempo e serenità alla gente e via discorrendo. Io credo che il vero dramma sia non saperlo usare nella maniera corretta e, soprattutto, non dare il giusto peso e valore alla sua utilità. Il fatto di condividere molto o poco non credo sia importante perché sono dell’idea che non si manifesta davvero il nostro intimo ma solo ciò che vogliamo mostrare. Anche chi sembra racconti ogni cosa, in realtà non lo sta facendo, altrimenti sai che brutta figura tirare fuori tutto di noi? Non siamo mica così carini come sembriamo in rete!

arrabbiarsi

Il vero problema di facebook è quando diventa un canale per comunicare. Per offendere, per incanalare la rabbia, per sviluppare la gioia. In ogni caso, dal brutto al bello, diventa un labirinto oscuro dal quale è davvero difficile uscire. Si smette di vedere intorno a noi, ciò che accade, ciò che si muove e smettiamo di ascoltare parole, frasi, discorsi. Si smette di sentire la gente. Percepirla, toccarla, detestarla, apprezzarla. Anche chi è vicino a noi in maniera reale e concreta.

Facebook, come altri social, è una piattaforma virtuale. Cessa di esserlo nel momento in cui il nostro tempo libero si trasforma in una specie di impegno. Un progetto sociale al quale non vogliamo rinunciare, a discapito di qualcosa che gira intorno a noi e che crediamo di aver già conquistato. Dunque il sorriso, la gioia, il divertimento o, al contrario, la delusione, l’amarezza, la nostaglia, vengono convogliati in questo potente mezzo. Ecco che li stiamo perdendo, i nostri sacri valori umani.

140551296-1cfef41c-5939-4e16-92e8-ec6fe9e06a4b

Dunque le litigate, le discussioni, commenti di qua, commenti di là. I botta e risposta sulle pagine, gli status pungenti e le puntualissime repliche piccate. Ma cos’è? Un circo? No, magari lo fosse. E’ lo spettacolo della superficialità umana. Quella paura del vero così ferrea da impedirci di affrontare i problemi. Quelli veri. Ma alcuni di noi non mancano di risorse per impedire quest’affossamento. Serve solo spolverarle e tirarle fuori. Tornare a vivere i social così come dovrebbero. Con l’accezione che realmente hanno.

Selfie

Il succo di questo articolo è molto più semplice di quel che sembra. Credo che a volte anche io sia caduta nella insidiosa trappola di facebook. Dove tante cose sono state scritte e non dette. Ma, per mia fortuna, erano cose già pensate e già ampiamente espresse. Così come mi è capitato di vivere i social con passione, dedicandoci del tempo. Sempre per mia fortuna non era tutto lì, non è mai stato tutto lì. Se così non fosse non avrei coltivato, nel frattempo, tutto ciò che oggi ho vissuto. E questo bagaglio mi ha fatta diventare ciò che sono, orgogliosamente in via di completamento.

Chi si ferma è perduto. Le emozioni sono di sangue e carne. Se non le riesci a vivere sulla tua pelle è un peccato. La sensazione di libidine che ti da un like, un commento favorevole, l’idea che tu possa essere visibile al mondo e non solo agli intimi, dura quell’attimo. Se spegni il telefono tutto è dissolto. Come il display che in un secondo perde la luce.

Non trovate sia triste?

 

Annunci

2 commenti

Archiviato in (a)social network

2 risposte a “il vero dramma di facebook

  1. Lamberto

    Eva, mi chiedevo se, per caso, tu fossi simpatizzante del fronte nazionale (piccola provocazione).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...