i sentimenti hanno bisogno di profondità


L’amore, l’amicizia, la fratellanza. Sono valori profondi e se sei in superficie, col cazzo che sai davvero dimostrare tutto questo. Ci sono i parlatori, gli oratori, i millantatori. Ci sono quelli che ne parlano come se leggessero una bibbia. Ma non funziona così. La realtà dei fatti che anche in persone apparentemente negative, aggressive, fumantine, scorre sangue caldo capace di una profondità idonea a manifestare i sentimenti.

Magari lo fanno poco o a modo loro ma non mancano di sensibilità. Sanno gridare, sanno piangere, sanno arrendersi e poi combattere. Sanno discutere e litigare ma per arrivare ad un risultato. Sanno riprendere in mano la propria vita, anche a costo di potare dei rami. La conservazione di legno marcio non serve. Gli alberi sani producono ossigeno per la sopravvivenza. Tutto il resto è surplus.

L’ostinazione a credersi perfetti o semplicemente capaci di dare amore e amicizia è pericoloso. Le persone che si autoproclamano buone, quelle che osannano una gentilezza d’animo innata, sono le stesse che a conti fatti sfoderano cattiveria travestita. Mi hanno sempre insegnato che ciò che le persone fanno contro altri, un giorno, lo faranno con te. E tutte quelle parole erano solo parole. I fatti dimostrano che non hanno quella meravigliosa sensibilità che porta poi ai veri cardini dei sentimenti.

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Diffidate sempre di chi non si arrabbia mai. Il giorno che lo farà sarà devastante, vedrai la persona per quello che è realmente. Non fidarti mai di chi parla costantemente di valori o accusa gli altri di non prestarne fede. Non riesce a guardare oltre il proprio naso. Non sentirti mai meno di qualcuno che sciorina una serie infinita di giustificazioni per quello che fa e che è, tentando di dare a te la colpa di certi tristi epiloghi. Non dare mai peso a chi, dopo ciò che c’è stato tra voi, prende di te ciò che fino a ieri considerava uno spunto per essere migliore, e tenta di ridicolizzarlo. Chi dice di volerti bene un giorno ti tratterà come il peggio nemico, solo perché le cose non sono andate come l’orchestraio desiderava.

Non dare attenzione a chi non ha saputo controllare i sentimenti più fastidiosi come la gelosia e la presunzione, come la rabbia e la repressione. Che ha sempre dato due pesi e due misure, valevoli solo per se stessi. Chi non ha compreso le necessità che avevi e ha messo al primo posto solo le proprie. E soprattutto non perdonare facilmente chi lamenta atteggiamenti del prossimo che per primo continua ad avere.

La morale è che nessuno è perfetto. E rendersene conto, scendere dal podio dove ci si è messi da soli, sarebbe un buon passo avanti. Capire che esistono altri, diversi da noi, che esistono vite, che necessitano di nutrimenti differenti dai propri ed esistono esigenze alle quali non si può rinunciare che non sempre sono come quelle che abbiamo  noi. E’ triste pensare di essere qualcuno che non si è, non accorgersi che quella fottuta profondità che da sempre si proclama non c’è, è tutta un’invenzione.

Come buona parte di ciò che si è diventati.

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