il dramma interiore dei bloccatori seriali


Ci sono loro, quelli che bloccano. Su facebook, soprattutto ma anche su instagram e altri social di nostra conoscenza. La domanda che ci si pone è: “perché?“. I motivi che spingono un individuo a bloccare sono molteplici, primo in classifica è sicuramente “non mi molesterai mai più“. Infatti, spesso, ci si trova costretti a questa azione drastica quando si viene importunati da troll o personaggi fastidiosi che:

  • mandano foto del proprio pisello
  • ti chiedono se vuoi prenderli a pugni
  • fingendo di fare una tesi, vogliono sapere se gli insetti ti fanno schifo
  • esordiscono per mesi con “hey ciao, ci conosciamo?” anche se tu non rispondi mai
  • mettono 2.000 like al minuto a tutte le tue foto, intasando la tua area notifiche
  • ti invitano a metterti in cam con poco e niente addosso

Dopo un pò ti trovi costretto a farlo, e a dirla tutta nemmeno ti pesa, anzi. Il blocco è sicuramente una protezione anche se, diciamocelo chiaramente, a questi cretini basta crearsi un secondo profilo e tornare alla riscossa. Ma sono così tante le prede in rete che non perdono nemmeno tempo, a meno che non si tratti di vero e proprio stalking virtuale.

Un altro motivo del blocco è: “non voglio che tu sappia i cazzi miei, stronzo“. E’ vero che si può rendere la bacheca privata, così come instagram (anche se per quest’ultimo social è una perdita doverlo fare, dato lo scopo del social) ma è anche vero che alcuni dati (come la foto profilo) sono visibili a tutti. Quindi io ti blocco, così non vedi nulla di me e io altrettanto. Perché? Mi hai ferito, mi hai deluso, mi stai sul cazzo e bla bla bla. Ognuno ha il suo.

E poi ci sono i blocchi senza senso, quelli del “ti voglio fare un dispetto“. E qui mi domando, ma che cazzo fai? Ci sono questi personaggi che arrivano al blocco su facebook o altrove per motivi sconosciuti. Non li caghi magari per un pò di tempo (le ragioni sono tante) e ti bloccano. E te ne accorgi magari mesi dopo perché, senza rancore, ma chi ti calcolava? Il blocco ha un senso se vuoi impedire a qualcuno che conosci, o che ti disturba, di avere accesso ai tuoi dati personali (fossero anche pochi), ma se questa persona è innocua ma soprattutto non ti caga, che senso ha? Credono davvero che importi di loro? O credono sul serio che il bloccato possa risentirne? Penso che si accusi tanto la gente di esibizionismo ed egocentrismo ma non ci si accorge di averne in sovrabbondanza di per sé.

Questi soggetti sono indecifrabili sotto certi aspetti ma molto comprensibili sotto altri: non hanno un cazzo da fare né da pensare. Osannano un’esistenza ricca e impegnativa, ma trovano sempre il tempo per bloccare gente che non li pensa proprio. E poi partono a raffica con sermoni deliranti su atteggiamenti che loro stessi assumono, insomma il bue che dà del cornuto all’asino e poi si rintanano in camera col pc a sparare merda su gente che li pensa solo la frazione di un attimo, tra un long island e l’altro, per commentare, appunto, questi deliri di onnipotenza. Ma poi non li pensa più. Questa sicurezza di avere il potere di dare “fastidio” al prossimo è controproducente. Il fegato ne risente. Nessuno li caga. Tutte le considerazioni fatte su questi personaggi si limitano, appunto, all’inutilità di certe azioni sui social.

Ma niente, salgono in cattedra a dare lezioni di vita, morali del cazzo. Puntando il dito contro tutto e tutti, che sono cattivi, che sono esibizionisti, che sono infantili. E poi cosa accade? Innanzitutto fanno la stessa cosa, scrivono scrivono e scrivono, cose per cui  (a detta loro) non serve condividerle su facebook, se sono vere. E poi decidono che quella persona va bloccata. Ed ecco che scatta l’azione più inutile della storia. Bloccare sui social. C’è sempre in motivo per farlo, ma alcuni di questi motivi così stupidi da sgretolare agli occhi del mondo tutta quella convinzione e quel moralismo del cazzo, in un nanosecondo. Sappiatelo, bloccatori seriali, tutto ciò che cianciate è un mucchio di polvere, se poi fate di queste cose.

Concludo con un’ultima considerazione. Questi bloccatori, se mai scoprissero di essere stati bloccati a loro volta, da altre persone, si salvi chi può! Non ci si può credere: ma perché? Ma che senso ha? Ma non ho mica capito il motivo! E io vorrei dire loro: ma tu, pensi di farcela un giorno a riprenderti? Fate quello che volete, gente, ma non rompetevi troppo le palle perché se continuate così ve le trovate sui talloni. Cercate un pò di serenità interiore che così andando rischiate di cadere nel buio. La torcia del vostro smartphone non basterà ad illuminare la via.

Peace & Love.

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4 commenti

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4 risposte a “il dramma interiore dei bloccatori seriali

  1. sempre divina, il mondo ne e pieno di “parassiti” bisogna sapersi riguardare bene, è nel caso “BLOCCARLI”

  2. Lamberto

    Eva, il tuo senso critico mi mette sempre di buonumore. Che peccato non poterti invitare a cena!

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