Archivi del mese: ottobre 2015

tutta, ma proprio tutta, la mia verità sulle donne


E poi ci sono loro. Le donne. La delicatezza, l’armonia, l’amore per le cose, la cura. Quelle che fanno le madri, coccolano i figli, puliscono casa. Le donne che accarezzano il gatto, cucinano, si passano l’amuchina appena scendono dalla metropolitana e mettono creme costose sul viso. Le donne con borse griffate, scarpe all’ultimo grido. Insomma ci sono queste creature per la maggior parte esponenti di un sesso soave per eccellenza.

E loro, proprio loro, sono le stesse che:
(da fatti realmente accaduti)

IN UN NEGOZIO

Provano i vestiti e li lasciano appallottolati nel camerino, a terra, con le grucce sparse su tutti gli appoggi possibili, attaccate una con l’altra come un’opera d’arte.

vorrei vedere il tuo armadio cara, per capire come tratti gli abiti che indossi

Ridanno i vestiti appesi alle grucce (che carine) ma perennemente al contrario. Oppure le camice o le t-shirt appese sulle pinze per i pantaloni.

puoi anche non grucciarle gioia santa, hai perso molto tempo prezioso

Escono dal camerino con una montagna sulle braccia e la lanciano sul tavolino o sulla rella e, ovviamente, le grucce a terra nella cabina prova.

è vero, la commessa è pagata ma un pò di delicatezza e gentilezza farebbe di te una donnina a modo

In fila per pagare fanno a pugni appena una signora osa essere ad un passo dal superarla, magari semplicemente intenta a guardare meglio gli optional sull’espositore accanto alla cassa.

è inutile che cerchi sostegno nella cassiera, quella ti batte lo scontrino e ti saluta, e anche con un certo sconcerto

Provano i vestiti nel mezzo del negozio (perché sia mai che fanno la fila ai camerini) poi tolgono il capo e lo gettano da qualche parte.

troppa fatica tesoro rimetterlo lì, dove l’hai preso, a due passi da te con la gruccia che hai lasciato vuota, ti capisco

PER LA STRADA

Ti osservano, molto intensamente, e poi sgomitano con l’altra al suo fianco, pronte a criticare come cazzo ti sei vestita oggi, e che cazzo di capelli hai.

hai troppo, ma davvero troppo tempo a disposizione, fossi in te mi comprerei una pianta grassa

Se tu timbri un biglietto alla metropolitana ma non funziona, se passi l’abbonamento e non funziona, dietro di te la donna sbufferà, imprecherà, si muoverà come un’esorcizzata.

ti hanno mai detto che la pazienza è la virtù dei forti? e stiamo qui a parlare di uguaglianza? mai visto un uomo sclerare per ‘ste cose

Se sali su un autobus, c’è un posti libero e tu sei davanti a lei, la donna ti tirerà una gomitata nelle costole e si andrà a sedere, correndo come se non ci fosse un domani.

stai andando a fare shopping tesoro, sono le 4 del pomeriggio, c’è chi lavora in fabbrica

IN ALTRE SITUAZIONI

Se stai ballando in discoteca e guardi troppo a lungo un ragazzo che appartiene ad un’altra, ella ti prenderà a schiaffi, questione di pochi minuti.

quello stesso ragazzo, cretina, t’ha cornificato 15 minuti prima nel cesso con una moldava che si chiama Irina, mentre tu sei mora e ti chiami Concetta

Dal parrucchiere, chiacchierando con la ragazza che le fa la piega, la donna si lancerà a mostrare lei foto di un amica durante una serata ed esclamerà a gran voce “ma guarda che cessa e quanto se la crede!”.

c’è uno specchio davanti a te, utilizzalo per renderti conto che mentre lo stai dicendo t’è venuta la faccia come il culo

Sull’ascensore del suo condominio, la donna chiacchiera con l’altra vicina, parlando malissimo di una dirinpettaia. Appena si aprono le porte quest’ultima è proprio davanti a loro e la donna, ovviamente, le sorriderà chiedendole come sta lei, la famiglia, l’uomo delle pulizie, il suo avvocato e i parenti di Ladispoli.

la morte ti fa bella, la falsità ti rende mostruosa

Le donne sono creature mistiche, capaci di qualsiasi cosa. Non fermarsi mai alle apparenze, con le donne. Più sono dolci nei modi, più i loro sorrisi sono avvolgenti, più bastarde dentro sono. Se vestono bene e curano il proprio aspetto, faranno scempio di cose che non appartengono loro, con la noncuranza tipica di una snob che non ha motivo di sentirserla. Se ti parleranno di altre persone, in maniera poco carina, sappi con assoluta certezza che faranno lo stesso con te. Le donne sono stronze ed egoiste, per lo più. Nei casi eccezionali tenersi strette tutte le altre, quelle che vanno pari passo con il loro gentil (appunto) sesso.

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avrei voluto scriverti una lettera (anche se ormai si usa poco)


Era la notte dei botti. Quelli che ti spaventi, quelli delle bottiglie stappate e della schiuma in eccesso. Era la notte di un nuovo anno. Ed è stato in quel boato che ti ho conosciuta. Se oggi mi fermo a ripensare a quegli attimi vorrei poterli rivivere in maniera diversa, con la consapevolezza che tu eri la mia metà, quella che da una vita stavo aspettando. Invece entrambe non sapevamo nulla, stavamo con altre persone, ci credevamo a posto. Tu in un modo, io nel mio stato perenne del “mi accontento” perché è troppo atroce stare da soli e non essere amati. Questo è sempre stato il mio pensiero, la necessità nemmeno troppo profonda di colmare dei vuoti che il mio passato mi aveva lasciato.

Oggi posso dire per la prima volta: sei tu quella che volevo. Non un’altra, non quella prima, non quella che immaginavo. Sei esattamente tu la donna che guardavo nei mesi e pensavo “ecco, vorrei una persona così al mio fianco“. Ma appartenevi ad un’altra e io non ero cosciente di poter essere all’altezza della tua esistenza. Tu, mia coetanea. Tu, forte e coraggiosa. Tu, caparbia e ostinata. Tu, l’esatto contrario delle “donne” alle quali mi sono affiancata nel passato. Ho sbagliato, lo so. A piangere e credere di aver perso il mondo, anni fa. Quando in quei nostri silenzi e nei nostri occhi ancora ignari, c’era tutto l’universo che ora ci appartiene. Un amore che ci meritavamo, un amore che era lì, in attesa di essere vissuto.

Ogni volta che ti incontravo, ed era raro, ti brillavano gli occhi. Non sapevo se era stima o altro, ma volevo pensare fosse solo una questione di feeling. Non ci si vedeva spesso ma quelle poche volte mi divertivi. Mi facevi sempre ridere, di quelle risate autentiche, che arrivano da in fondo allo stomaco. Tu lo sai, no? Che ero nella fase “ma che cazzo combino?“. Stavo con qualcuno che non aveva senso a fianco a me, e mi ostinavo a non volerlo ammettere. Era tutto qualcosa di molto effimero ma che credevo dovesse essere il mio epilogo. Tutto e niente. E tu che costruivi il tuo futuro con un’altra. Io spettatrice contenta per voi, perché potevate avere qualcosa di meglio rispetto a gente come me. Provavo affetto per voi ma confusione per la mia vita.

Ed è capitato tutto così in fretta che se ci ripenso ho i brividi alla schiena. C’era qualcuno che notava in te qualcosa che io fingevo di non voler vedere. La tua attenzione nei miei riguardi, quegli sguardi fissi e lucenti, tutte le volte che ti sedevi accanto a me e tutte le volte che interrompevi di parlare se parlavo io. Chi l’avrebbe mai detto? Che un giorno avrei scritto di questo, che allora era per me sconosciuto ed incomprensibile. Oggi è tutto molto più chiaro. Dentro di te si faceva spazio ciò che solo dopo ha aperto la voragine in me. L’amore. Quello che oggi ci unisce, a dispetto delle regole e degli errori di valutazione. Abbiamo avuto una tempistica di merda, lo sai. E stiamo pagando lo scotto di questa corsa frenetica.

Ma non si può lasciare che il vero amore ci cammini davanti, che tutto ciò che un tempo era vero rimanga al nostro fianco per una questione di “comodo” o di “apparenza“. Non si può permettere che vada tutto secondo ciò che altri vorrebbero. Noi due ci siamo incontrate per caso ma non per caso ci siamo innamorate. Ha tutto un perché. Ha tutto un senso ben preciso. Il nostro incontro, i tempi, i modi. Era da una vita che ci cercavamo. E non rinnegando nulla del mio passato, io sono felice di avere te nella mia vita. Tu, mia compagna. Tu, colei con la quale cerco casa. Tu, la mia anima gemella. Tu, piccola ma forte, testarda, verace, sincera, dolce, amante appassionata. Tu, una vera donna. Quella che cercavo da sempre e che ho immaginato nelle persone che ho avuto accanto.

Mi dispiace per tutto. Per i casini, le lacrime, le paure, i fallimenti. Mi dispiace per l’odio che ne è derivato, per le incomprensioni, per gli allontanamenti e le ripicche. Ma sono felice di vivere tutto questo per poi avere te, sempre. Nonostante tutto. Accanto a me, senza sosta. Con le litigate, con i “vaffanculo” nemmeno troppo tra i denti, con i silenzi che durano giorni e con tutte le volte che dico “non fai per me“. Sono cazzate, perché siamo sempre qui, al punto di partenza. Ci sarà un motivo, amore mio? Certo che c’è. Non si può arrestare la forza di un uragano in transito. E tu per me sei stata e sarai sempre questo: il mio maestoso e travolgente uragano.

Ti amo, piccola mia, come mai ho amato nella mia vita.

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