essere lesbiche e non saperlo


Stanotte ho sognato il mio ex. Era un tizio piacente, simpatico, brillante, giovane e alla moda. Ricordo che mi sono follemente innamorata di lui nel momento stesso in cui gli ho stretto la mano. “Piacere, io sarò la madre dei tuoi figli“. Storie così succedono una volta ogni morte di papa e a me è successo. Dopo quella stretta di mano io e lui siamo stati assieme 3 anni, stupendi, meravigliosi, appassionati ma finiti in tragedia, come sempre. Ora mi sta sul cazzo. Ma questa è un’altra storia. Dopo il sogno mi sveglio con una sensazione di disagio. Vado in bagno e mi accorgo che è notte fonda. Cazzo, ma mi sono addormentata pochi minuti fa o cosa? Non ricordo nemmeno l’ora in cui ho spento la luce. La mia serata è stata un’accozzaglia dolente di pensieri distruttivi e fazzolettini di carta sparsi sul letto. Mentre piscio cerco di ricordare cosa di preciso ho sognato di lui, ma so che non era nulla di buono.

Torno a letto e resto a guardare il buio, con gli occhi spalancati. E d’improvviso ricordo. Eravamo uno di fronte all’altro e io con voce dispiaciuta annunciavo lui di essere lesbica. “Mi dispiace, ma a me piacciono le donne“. Ma io e lui non stiamo insieme da quasi un decennio! Perché proprio lui? Mi guardava disperato, sorpreso, incredulo e arrabbiato. E io lì a giustificare che “sono cose che succedono, è successo a me, ma in fondo lo sapevo… in fondo“. Ma cosa in fondo? E mi prende a ceffoni. Così ho pensato a lungo a questo mio cambio di rotta. Non è successo nell’età in cui dovrebbe succedere, dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno. E’ accaduto ad età matura. Molto matura.

Sono sempre stata una persona per così dire “ambigua” ma non ho mai guardato o pensato alle donne come amanti. Erano un gioco, una fantasia ma una volta sperimentata, moriva. Non provavo impulsi sessuali, non le guardavo per strada (se è per questo difficilmente guardavo anche gli uomini), insomma non ero una potenziale lesbica, a dirla tutta. Ma certe cose non sono poi così evidenti, non sono consce. Vivono sotto strati di paura ed incertezza, di dubbi e stranezze. Ma nonostante questi “giochetti” adolescenziali e queste parentesi saffiche molto soft, ho sempre pensato di amare gli uomini. Forse perché ho amato lui, in maniera viscerale. Non gli uomini, ma semplicemente lui.

Dopo questa storia per me sono passati anni di grande dolore. Dove i cambiamenti dentro di me si facevano largo, straziandomi e logorando la parte migliore di me: quella sognatrice e romantica, quella dolce e paziente. Insomma, dopo di lui sono diventata fredda e anche un pò stronza. Ho passato 3 anni da single, senza nessuna voglia di legarmi a qualcuno. Storielle senza senso che, quando terminavano, non mi lasciavano nemmeno un pò di tristezza. Non provare nulla è peggio che perdere qualcuno, a dire la verità. Mi sentivo anestetizzata. Ed è in quel mentre che ho conosciuto una fanciulla lesbica. Non so nemmeno io come è successo ma mi sono trovata a provare emozioni devastanti.

Ecco, in quei frangenti pensi: ma che cazzo è? No, non può essere. Ho vissuto mesi d’ansia, di paura e di ripensamenti. “non si può fare, non è giusto, non sono lesbica“. Eppure dopo di lei la mia vita ha preso una strada del tutto inaspettata. Ma fottutamente bella. Io non lo sapevo, giuro. Non lo immaginavo neppure. Ma da qual momento non è più cambiato nulla. Ho avuto storie solo con donne. Tutte molto brevi, in fondo si sa, avere una storia seria con certi elementi è assai difficile. E io non sono di certo una tipa gestibile. Ho fatto scelte sbagliate, mi sono accontentata per lo più, ma per me era un universo sconosciuto e non sapevo destreggiarmi né captare i segnali di pericolo. E ho avuto brutte esperienze.

Dopo una storia di anni con una di loro, altre cose dentro di me hanno fatto la capriola. C’è stato un momento che mi sono detta: e se non fossi lesbica? Tutto in quel periodo mi sembrava fuori posto. Finita la storia, in confusione la mia identità di persona. E così ho fatto ciò che mi saltava per la testa. Tutto, dico proprio tutto. Senza sosta, senza respiro. Non volevo pensare, non volevo avere nemmeno il tempo di pensare. Chi sono? Amerò ancora le donne? O era solo una parentesi? Poi i giorni e i mesi passavano e mi accorgevo che io ero sempre io. Che la mia vita era esattamente quella. E che tutto ciò che volevo era trovare una compagna ideale. Io non ho mai avuto paura della mia sessualità, di cosa potesse pensare la gente. Non sono mai stata presa in giro, non ho mai avuto problemi di tipo omofobico. Forse sono stata solo fortunata.

Dunque ho passato parte della mia vita (e nemmeno troppo breve) a pensare di essere etero. Eppure i segnali c’erano e solo dopo ho compreso la verità. Oggi sono una donna soddisfatta, non tornerei mai indietro. Essere lesbica non mi procura imbarazzo né paure. Come molte donne sognavo di essere madre, è vero, ma non è forse nemmeno quello il mio destino altrimenti avrei preso altre rotte. Ho preferito amare ed essere amata. Essere finalmente libera. La mia vita sessuale è sempre stato un inferno, prima delle donne. Oggi, sono in ascesa. Ogni volta è sempre più bello e così dannatamente semplice da pensare “quanto tempo ho perso, in passato“.

Non lo sapevo. L’ho scoperto. Quella parte di me ha bussato alla porta, un pò tardi. Ma meglio tardi che mai.

L’importante era dirlo al mio ex.

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1 Commento

Archiviato in le atroci verità

Una risposta a “essere lesbiche e non saperlo

  1. La stessa cosa è successa alla mia migliore amica. Pensava di essere erero poi…ha conosciuto una ragazza lesbica e si sono innamorate. Stanno insieme da due anni e adesso vivono anche insieme…e lei non l’ho mai vista così felice!😉

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