l’amore è uno specchio per le allodole


hey, tutto a posto?
no, mamma, non è tutto a posto.”

Quante volte ho detto questa frase? Troppe.

Ho passato tutta la vita a piangermi addosso, a cercare in me le risorse per essere una donna migliore. Ho creduto fortemente di avere tutte le capacità per costruirmi. Le ho cercate, ho scavato dentro me stessa, ogni istante della mia esistenza. Ma anche se sapevo essere lì, non le ho mai prese in mano. Non mi sono mai adoperata per crescere e diventare la donna che sognavo di essere. Non mi sono mai buttata, non mi sono mai creduta veramente capace, forte e in grado di affrontare la vita.

Ho sempre avuto l’illusione che fosse l’amore a darmi il coraggio per cambiare le cose. Ho guardato gli occhi di chi mi amava cercando il riflesso di me stessa, di quell’immagine idilliaca e speciale che sapevo poter essere. Ho ancorato la mia esistenza a questo feroce sentimento, mi sono aggrappata con tutte le mie forze per riconoscermi. Per trovare quella me meravigliosa che si nascondeva in angoli remoti del mio “io”. E ho sbagliato. Ogni storia che ho vissuto, ogni amore che mi ha attraversato, poi mi ha tolto qualcosa. Mi ha cambiata. Mi ha peggiorata. Mi ha mostrato, alla fine dei giochi, una me che non sono. Una donna che non sa amare, una donna che non sa rendere felice qualcuno, una donna con mille difetti.

Per quanto ancora dovrò sbatterci la testa? Quanti altri pezzettini di me stessa devo vedere persi per strada? Per quante altre volte dovrò fermarmi a guardare quei frammenti senza poterli più ricomporre? Il tempo passa su di me come un rullo compressore. Mi perdo. Mi annullo. Non è l’amore che mi darà ciò che mi appartiene. La donna stupenda che so esistere, in fondo, sommersa da macerie che la vita ha accumulato nel mio cuore. Ho cercato disperatamente nell’amore ciò che la sfortuna mi ha tolto, negli anni più belli. E non l’ho trovato. E forse non lo troverò mai.

Ogni parola, ogni mancanza, ogni sorriso che si spegne sulle labbra di chi amo, è un fallimento. Vorrei tirare fuori la donna speciale che non ha mai potuto liberarsi dalla prigionia del dolore. Ho usato i mezzi sbagliati. Ho guardato il viso di chi ho amato con la speranza di vederla lì. Confermata dal bene smisurato che si provava per me. Se mi ami, vuol dire che valgo qualcosa. Invece oggi mi sento come mi sono sentita mille volte. Una nullità. Una donna incapace di dare gioia. Una donna che non sa darsi pace, che non si perdona niente. Che si annulla per rendere migliore la vita di chi ama. Quanti errori! Quante stupide, romantiche illusioni. A 40 anni ancora credo nelle favole.

Se fossi stata una persona davvero disillusa, se solo avessi creduto davvero in me stessa, oggi non mi sentirei annientata. Sono quella che leggete su questo blog, la donna intelligente che spesso si sente dire “sei davvero brava“. La donna che ha imparato quello che sa dalla vita, dalle lacrime e dalle delusioni. Ho imparato a scrivere, ho imparato a leggere, ho imparato a guardare il mondo con la curiosità di un bambino. Ma non ho mai imparato ad usare tutte queste risorse per essere felice. Felice con me stessa. Non mi so voler bene, non mi so accarezzare, non mi so apprezzare. Ho volutamente e insistentemente cercato tutto questo nell’amore. In quegli occhi luminosi che per un determinato lasso di tempo hanno brillato per me.

Se sorridevo, se gioivo, se facevo l’amore, se ridevo, se abbracciavo, se dicevo “ti amo“. Ma non è mai stato davvero abbastanza. Non lo sarà mai. Perché io non so guardare me stessa, perché io ho rinunciato a me stessa. Perché io ho messo davanti a me ciò che gli altri volevano io fossi. Mentendo a tutti. Mentendo alla mia famiglia. Mentendo al lavoro. Mentendo su tutti i fronti. Io sono una ragazza semplice. Sono fatta di sentimenti e sogni infranti. Ho una voglia pazzesca di essere felice ma non posso cercare questa felicità in un gesto d’amore. In una frase che mi dica “tu sei speciale“. No, se io non mi prendo cura di me.

L’amore è un’arma a doppio taglio. Ti fa sentire in paradiso, ti dona l’illusione di essere importante, quell’illusione che sembra eterna. E respiri un’aria leggera, fatta di sensazioni che ti divorano lo stomaco. Fatta di fantastici risvegli dove il sorriso campeggia sul tuo volto. E quello specchio, la mattina, ti regala la magia che tutto questo ti restituirà quella parte di te che il tempo e la sofferenza ti hanno tolto. Ma con la stessa violenza, l’amore ti mostrerà che non è affatto così che vanno le cose. Finirà. Ti sentirai abbandonata. Ti sentirai meno speciale, meno apprezzata, meno incantevole. Ti accorgerai che non sei mai cambiata, che sei sempre la vigliacca che eri.

Cavalcare la vita è credere in se stessi, è mettercela tutta per affermarti. A casa, con gli amici, con la famiglia, a lavoro. L’amore è solo il condimento di un grande e buonissimo pasto. Sei tu la portata principale. E non importa quante volte ti diranno “non so vivere senza di te“, perché invece ce la faranno. Ma tu? Tu non puoi vivere senza di te. E’ ora che smetta di illudermi, è arrivato il momento di guardarmi nello specchio e vedere la realtà. Non quell’immagine distorta che è solo il riflesso di ciò che la mia idea dell’amore vuole che io sia.

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1 Commento

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Una risposta a “l’amore è uno specchio per le allodole

  1. Non ti perdoni,smettila di essere così dura con te stessa

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