se non ti gestiscono, sei una tipa pesante


Ieri sera, parlando del più e del meno, mi è stato riferito qualcosa che non mi ha colto poi tanto di sorpresa. Perché? Perché me lo sono sentita dire altre volte ma, guarda caso, la personalità di chi lo proclama è inversamente proporzionale alla mia. Che strana coincidenza! E’ stato detto che sono “pesante“, poverina la “donna” che stava con me a sopportarmi. Io sarei una persona difficile, polemica, cattiva, aggressiva, disagevole, coriacea, inaccostabile e problematica. Chi più ne ha, più ne metta, dunque. A dire di queste cose sono persone che hanno avuto a che fare con me, ma mica poco: la fidanzata e l’apparente amico di turno. Gossip, lamentele, pareri. Il tutto senza che io ne sapessi niente, o meglio, senza che mi fosse riferito ciò che in parte intuivo dai comportamenti a me rivolti.

E allora scopri che la tua fidanzata temeva di dirti il suo pensiero, perché se mai fosse stato fatto io l’avrei lasciata o maltrattata. Così l’amico sosteneva che era una vittima della sottoscritta. Cose già sentite, ahimè. Ma la riflessione che ne è conseguita, stanotte, è stata la medesima di sempre: ho a che fare costantemente con persone piatte, prive di personalità, con una buona dose di vertebre mancanti. E allora cosa potrebbero mai pensare di me? E’ tutto molto naturale. Come si gestisce una persona con un vissuto (brutto o bello che sia) che ha uno stacco di 20 anni da loro? Non mi arrabbio, penso solo che se qualcuno mi ha amata, tutto sto marciume allora è solo di facciata. E’ l’alibi dietro il quale nascondersi per non sentirsi piccoli, piccoli come una formica.

Se non riesci ad affrontarmi, se non riesci ad andare oltre il mio involucro, se non apprezzi (o fingi di farlo) ciò che di buono possiedo ed il risvolto di ciò che sono, arricchendoti ed imparandone qualcosa, sei a livelli molto bassi. E dunque cosa mai potrai dire di me se non questo? Persone prive di visuali aperte, persone che vivono alla giornata, persone che dimostrano ampiamente le loro acerbe e inedificate vite. Individui destinati a vivere sulle fortune che la loro esistenza gli ha proposto, adagiati sul morbido degli amici trovati e che accomodano le loro misere esigenze, attirati da ciò che di semplice altri esseri umani pari a loro sanno donargli, esserini falsi che ti fanno la bella faccia o dicono di amarti e poi di te danno una pessima descrizione. E allora perché stare con me? E allora perché non ribellarsi a questo mostro che sono stata? Semplice, perché non c’è soluzione quando dentro non hai molto.

Ti va bene così, ti è sufficiente sparlare. Ti è facile fare finta di nulla perché tanto alla serata ti ci accompagnano. O qualche scopata te la sei riuscita a fare. Diventa tutto molto agevole se vuoi, il mio carattere, il mio modo di reagire, il mio modo di soffrire, tutto facilmente sorpassabile e gestibile se siamo alle porte di un locale dove vuoi entrare, e basta. Persone che ti guardano negli occhi e dicono che sei speciale o che ti vogliono bene ma appena giri le spalle, ebbene si, tu sei una stronza, un pesante macigno da sostenere. Poverini, quanto hanno mai dovuto sopportare prima di prendere la strada più facile? Sono oltremodo dispiaciuta per loro. E allora mentre mi riferiscono il malloppo di maldicenze io sorrido, guardo la persona con cui sto e mi sento in paradiso. Perché, restando la persona che sono sempre stata, lei mi ama. Mi ama di un amore folle, mi fronteggia a muso duro ed è riuscita a non farmi essere nervosa, intrattabile, maldisposta e incompleta. C’è da chiedersi come mai.

Ci sono persone che sono “passaggi” nella mia vita. Alcuni di questi sono recenti, altri molto meno. Ma senza fare paragoni inopportuni (chi diceva di me lo stesso, anni fa,  lo faceva guardandomi in faccia o lamentandosene in maniera costruttiva attraverso gesti o comportamenti) credo che ognuno oggi stia dove avrebbe sempre dovuto essere. Nel loro fantastico buco di culo dove ogni cosa è sempre al suo posto, dove nessuno potrà dirgli di no, dove ogni volta che ci si vedrà sarà un susseguirsi infinito di risate e promesse impossibili da mantenere. Dove tutto è positivo e niente e nessuno potrà mai farli sentire come li facevo sentire io: palesemente vuoti ma assurdamente appagati. E c’è sempre una spiegazione del perchè oggi non sono così “negativa” la maggior parte delle volte, ma anzi, sorrido e gioisco. C’è una ragione molto elementare se oggi sono più portata a dare una carezza.

Eravate voi ad essere un irresistibile calamita agli schiaffi“. Fatevi due domande.

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4 commenti

Archiviato in le atroci verità

4 risposte a “se non ti gestiscono, sei una tipa pesante

  1. Sei senza filtro,é la tua maledizione..:)

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