provarci: lo stai facendo male


E poi c’è lui, no? Lui che passi davanti per i cazzi tuoi e ti guarda come se fossi un gelato 4 gusti in una giornata d’agosto e a rincarare l’ormone negli occhi c’è lui che dice “sei bellllllissssssimmmaaaaa” e vari mugugni libidinosi e movimenti strani della mano sul pacco. E tu nulla, tu ignori. E quando sei quasi all’angolo della strada ti senti urlare “ma vaffanculo stronza“. E quindi ti domandi: cosa cazzo avrei dovuto fare? Ammiccare, sorridere, strofinargli la vagina sul naso? Per non essere una stronza, cosa avrei dovuto dire? Beh, non ho mai saputo rispondere, non so esattamente cosa vogliono questi cretini dalle donne.

E poi c’è quello che sulla metropolitana, accanto alla fidanzata, ti guarda mentre ti fai i cazzi tuoi al cellulare, è in piedi accanto a te e ti dice “bel tatuaggio, cos’è?“. Come cos’è? Ma non lo vedi testa di minchia? Sono fiori. Sai riconoscere dei fiori? O per te i tatuaggi sono geroglifici, razza di imbecille? Allora la fidanzata si esprime così: “oddio sempre così, quando vede una ragazza…” e lui “eh beh, sono un uomo“. Tu allora resti un secondo paralizzata e li guardi e pensi “ma come cazzo state?“. Beh ma non finisce mica qua, parte con le domande: “ma quante battute devi fare?” “hai speso molto?” e dulcis in fundo “chissà quanti ne hai e dove?“. E la ragazza? Beh lei è seduta da sola a parlare al telefono.

Ed ecco l’altro mentre ti fumi una sigaretta per la strada, seduta su un muretto, ti si avvicina. Vuole farti firmare qualche puttanata, un contratto, una petizione, un cazzo di abbonamento palestra. E tu dici “no grazie” e lui “sono arrivato, sono il tuo principe azzurro“. Al che alzi lo sguardo e lui sorridendo incalza “sei arrabbiata? sono qui per fartela passare“. La tua risposta è il silenzio. Lo sguardo vacuo posato su di lui con un punto interrogativo sulla fronte. Ma lui nulla, sorride e si siede accanto a te e tu resti li, con lo sguardo puntato nella stessa direzione. Parla, parla, parla e poi se ne va. Così. Perché lo rende felice.

E mentre stai lavorando e che ne so, magari ti chini. Non ti accorgi che la maglia si è allargata e appena alzi gli occhi lui è lì, con le pupille dilatate e lo sguardo puntato nella scollatura. Così a fondo e così intensamente che non vede che lo hai sgamato. Nulla, persiste, disperso nel mondo delle tette (anche se sono di una prima misura) e tu che fai? Beh ti fermi, ti alzi e lui che fa? Resta puntato con lo smarrimento nel volto. Alza gli occhi e incrocia i tuoi e mentre i vostri sguardi si intrecciano gli arriva una pizza a rovescio sul coppino dalla moglie e l’incanto finisce.

Questo è il microcosmo dei marpioni, di quelli irrecuperabili, di quelli tutto sommato felici. Si perché non sanno di esserlo, non si accorgono delle figura di merda che fanno, non hanno la consapevolezza che non scoperanno mai mai e poi mai una di quelle a cui fanno ‘sti teatrini. E ti fanno un pò tenerezza, alla fine. Non riesci quasi ad incazzarti o a ritenerti offesa. Innocui e chiacchieroni, sfigati e senza speranza. Insomma, derelitti. Ma fateci caso, questi elementi sono sempre fidanzati. E allora il mio sostegno va proprio a loro, le ragazze/mogli dei marpioni. Ci sarebbe da farne un’associazione o un ente benefico. Che dite?

“Non è bello quando un uomo serve solo da piedistallo al suo cazzo.”
Julija Voznesenskaja, Il Decamerone delle donne, 1987

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9 commenti

Archiviato in uomini

9 risposte a “provarci: lo stai facendo male

  1. wow…….bel post
    e l’ultima frase aime è verita’.

    marcello

  2. potrei stampare questo post e appenderlo tipo… ovunque nel mondo…

    ps ora ho un libro in più da leggere 😉

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