caro amico ti scrivo, così ti svegli un pò


Premettendo che tutto ciò che scrivo rispecchia il mio pensiero e non voglio raccontare verità universali, questo giro lo dedico all’amicizia. Ma non voglio scriverne un saggio né raccontare fatti, tanto meno dilungarmi sul concetto in sé. Vorrei solo porre all’attenzione tutti coloro che parlano d’amicizia ma non sanno manco dove stia di casa. Insomma quelle persone che hanno un solo verso da guardare e vivono con estrema leggerezza la vita altrui, la maneggiano e la guardano come se fosse una bella fragolona da ingoiare. Poi però cambia la stagione e preferiscono addentare una banana!

Le amicizie vanno coltivate, è ovvio. Non si può pretendere di essere un corpo e un’anima quando ci si conosce da ieri. Ma sicuramente le basi si riconoscono da subito e su quelle si può seminare. Ma se da subito ti concedi il lusso di vivere chi ti sta di fronte con superficialità, allora non ci siamo. Non si esce con un amico perché vuoi fare serata e non sai con chi andare. Non si esce con un amico perché non hai altro da fare. Non si ascolta un amico se poi quello che ti dice lo vai a sbandierare ai quattro venti. Non si può chiamare amico colui che è stato con te per comodo e non ti ha lasciato niente.

A volte l’età fa molto, si vivono i rapporti con maturità minore rispetto a chi ha vissuto di più. Ci può stare. Ma allora non facciamo quelli che si risentono, che proclamano mancanze e poi quando hanno perso tutto perché non sono stati capaci di essere Amici, si permettono anche di dare lezioni, sprecare paroloni inneggiando un rapporto che nemmeno sono in grado di gestire. Perché alcune amicizie sono troppo grandi da vivere, meglio concedersi di meno, qualcuno più affine, più simile, che non ha poi troppa necessità di arricchirsi ma solo un mezzo per potersi divertire e vivere spensieratamente. Insomma, l’amichetto di merenda.

Gli amici non ti sostituiscono con chi gli fa più comodo, gli amici non sprecano le stesse parole per due persone diverse in una settimana, gli amici non urlano che sono pronti a lottare per te e ai fatti si bevono un drink una volta a settimana in tua compagnia, gli amici non ti guardano star male e piangere e poi insistono per continuare la serata con loro perché “così ti distrai“, gli amici a casa mia sono ben altro. Se un amico non ti fa sentire al sicuro, se non ti lascia una sensazione di pienezza, se non ti fidi a confidarti, allora non è un amico.

E ti allontani e solo da lontano hai la visione totale del loro essere. Quindi dici “si, ho fatto bene“. E va bene così. Al posto di qualcuno ci sarà spazio per qualcun’altro, pronto a darti quel pezzetto di sé che sarà sufficiente per riuscire a chiamarlo “amico”. Largo spazio, dunque, non è mai troppo tardi per trovare nuovi compagni di viaggio, capaci di completare ogni giorno del tuo presente, mai troppo tardi per lasciare indietro ciò che non era per te. Ognuno ha una propria necessità, la mia è quella di nutrirmi di bellezze interiori, anche le più disparate. Non me ne faccio nulla di un’insalatina all’happy hour quando posso avere un bel piatto di paccheri con salsiccia per cena!

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4 commenti

Archiviato in il popolo e la vita

4 risposte a “caro amico ti scrivo, così ti svegli un pò

  1. Tu trovi la donna con la D,l amico al pacchero con salsiccia….ma come caspita fai

  2. Ti ho trovata x caso in un giorno che ero in cerca di risposte…ti adoro,le tue non sono perle di saggezza,ma realtà …TI ADORO

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