il bello di poter dire “meglio così”


Niente succede per caso. Se vieni lasciata, se vieni conquistata, se perdi qualcuno e se quel qualcuno trova altro. Così ad oggi mi sento di dire cose contrarie a due anni fa. Mi viene da dire che alcune persone vanno perse perché non fanno per te. Credi fino alla fine che siano la persona giusta ma poi ti accorgi che sei felice per lei. Che stia con chi è affine a lei, adatta. Insomma ognuno di noi ha bisogno della propria metà ed io non ero la sua e lei non era affatto la mia. E allora ti ritrovi a pensare che non torneresti mai con lei o una come lei, un pò ti chiedi chi eri, come potevi stare con quella persona? Con tutto il rispetto, ma cosa c’entrava? Non c’era futuro e solo dopo te ne accorgi.

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Quando? Quando la tua vita si evolve e ti rendi conto che se la sua era piatta la tua era una nube! Vivere in funzione di pomparle il coraggio o la personalità quando a lei bastava ciò che ha ora. Così anche gli amici che hai avuto e perso. Le parole dette e poi ritirate. Si cresce, si cambia e si capisce che “non era cosa“. Lì per lì, in una qualsiasi relazione, credi di essere perfetta e giusta. Credi di fare il bene ma col senno di poi noti che hai solo perso del tuo per dare a chi, in fondo, non bastava che la propria pochezza. Che poi, col tempo, e la persona giusta, è diventata una grandiosità. Ebbene si, era “poca” con te. Perché tu eri “troppo“. Nel bene e nel male. Le bastava il “giusto“. E allora sorridi e pensi “è meglio così, sono contenta per lei“.

E’ bello lasciarsi alle spalle il rancore e pensare che era solo una questione di sviste. Ci siamo illuse fosse “vero“. Era solo un passaggio. Per me negativo, dato i risvolti ma comunque positivo. Perché ho trovato lei, la mia vera lei. Una mia coetanea, una donna con la D maiuscola, una persona coi coglioni, una persona che non ha bisogno di essere alimentata, una persona che sa cosa vuole e non teme la sfida, una persona che ha voglia di emozioni forti e che costruisce il suo futuro con determinazione. Una persona con un vissuto intenso e non un respirare giorno per giorno. Una donna che ha urlato e pianto, ma sofferto per cose reali e non per piccolezze. Una persona con desideri grandi e che non si accontenta. Insomma, una persona per me.

Nessuno è giusto o sbagliato, siamo solo diversi. Essere umani. E io dovevo incontrare lei e perdere l’altra. Per forza. Altrimenti la mia vita non sarebbe, oggi, il risultato di sofferenze, inculate, illusioni. Il vedere ogni piccola cosa come meravigliosa. Ne sono successe molte in due anni, e mentre qualcuno si è stabilizzato nel proprio mondo “normale” io ho fatto il circo. Ma poi? Poi ho trovato me stessa accanto a chi merita il mio amore. Perché il mio amore è tanta roba, non è “il normale“. Ognuno ha chi si merita, ognuno ha chi lo completa ed io lo sono solo oggi, se metto a confronto. Meglio così, è bello poter dire oggi “meglio così“. Che questa nostra felicità sia meritata, per me e chi se n’è andato.

Qualcuno l’aveva detto: niente accade per caso. Ed è vero! Ogni percorso, ogni caduta e ogni rialzata è quello che oggi ho. E non invidio nessuno perché so come l’ho ottenuto. E sono orgogliosa di me e di quello che sto costruendo ed immaginando. E non mi interessa di correre. Non ho paura, non più. Non devo più proteggere, sono protetta. Non ho più bisogno di convincermi, sono convinta. E non ho più l’impegno di sostenere: io e lei siamo una potenza. Donne, adulte, forti, determinate. E chi cazzo l’ha detto che sulla soglia dei 40 tutto è al capolinea? Siamo solo all’inizio di una vita fatta di grandi cose, perché noi non ci accontentiamo, come in passato. La vita va cavalcata, e chi si ferma è perduto.

Meglio così che se n’è andata, il ricordo di una persona che varca la porta di casa per non tornare, oggi, è la visione di un film perfetto. Come dei flash vedo tutto il casino che ho combinato, risento la mia voce che mi ripete “ci sarà un premio per te, dopo questo dolore“. E’ arrivato il fottuto momento. Grazie, dunque, per essertene andata. E goditi la vita più che puoi perché perderci è stato il meglio che poteva capitarci. Si, decisamente meglio così.

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