le famose parentesi della vita


Ci sono quelle storie che ti capitano, no? E lì per lì ti sembrano importanti. Ma a volte basta un solo gesto e un solo conseguente pensiero per stravolgere ogni cosa. E allora ti svegli una mattina e rivaluti ogni sensazione provata. Tipo, un giorno compri una maglietta, te la provi, ti piace e sei entusiasta. Torni a casa e la metti nell’armadio. Passa un giorno e poi una settimana e metti sempre quella maglietta. Poi un giorno la guardi e pensi “ma che cazzo ho comprato?“. La togli e non la metterai mai più.

Sono quelle cose che sembrano chissà cosa, l’acquisto più azzeccato, la persona incontrata più interessante. Invece non è niente. Non è altro che fumo negli occhi. Succede così spesso che ormai siamo quasi abituati ai fallimenti. Generazione senza stimoli, annoiati e alla ricerca di “non si sa cosa“. Ti innamori, ti stravolgi, divori ogni secondo della tua giornata per questa persona e poi non ti resta che un soffio. Tipo una boccata di sigaretta e poi uno sbuffo denso e caotico di nulla. Non è stato nulla. E dopo lacrime e domande ti ritrovi a bere un drink con gli amici e guardare il cielo di primavera sorridendo e pensando “ma come cazzo ho fatto?“. C’è sempre tempo, però, per rimediare.

Perché sono tutte parentesi. Questi incontri, queste magliette comprate e poi gettate. Questi entusiasmi poi spenti e queste rivalutazioni col famoso “senno di poi“. Sono solo momenti che dovevi attraversare per poter guardare avanti con un’altra, nuova e stimolante, prospettiva. Perché non hai avuto altro che minuti che scorrevano e giorni che passavano. Qualche parola, qualche frase, qualche emozione ma nulla di concreto. Né fuori, né dentro. Ecco perché dopo aver rivalutato la maglietta non ti senti nemmeno in colpa nel desiderarne una nuova. Non ti rattrista accorgerti che non provi niente, nessun sentimento che somigli a quello che credevi di provare.

Può davvero succedere con le persone? Si. A me è capitato. A tantissime persone è capitato. Abbagli, sviste, convinzioni. Credere che ti piaccia qualcosa e poi scoprire che non è così. Ma anche queste parentesi possono aiutare a vedere le cose in maniera più selettiva. Non lasciarsi abbindolare dal desiderio di provare qualcosa perché ci si sente vuoti. Credere di poter fare qualsiasi cosa. Comprare una maglietta perché sei convinto di non averne più nell’armadio. E quella mi va stretta, e quella mi va larga, e quella è passata di moda. Anche quella cazzo di maglietta nuova diventerà vecchia. Anche in meno di qualche giorno. Non t’illudere.

C’è sempre una prima volta. Quella dove bastano una manciata di giorni per sentire scendere quello che ti sembrava grande. Valutarlo con occhio attento e cuore lucido. E accorgerti che non era niente. Non hai raccolto niente. Non credete che sia un male, uno sbaglio o chissà cosa. E’ semplicemente un percorso obbligato per capire cosa c’è di meglio. Per accorgersene quando ti passa a fianco e per dare più valore alle cose che condividi. Perchè devono lasciarti il segno. Nel bene e nel male. E quando quel segno è un graffietto da niente, ti dai un sacco di risposte. Ma non sempre il male viene per nuocere, tutt’altro.

Grazie, dunque, parentesi della mia vita, che mi avete fatto capire cosa di bello mi attende e cosa di grande posso fare.

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2 commenti

Archiviato in le atroci verità

2 risposte a “le famose parentesi della vita

  1. Museamy

    Io spero vivamente che tu abbia torto sennò, sono stata una parentesi di un anno nella vita della persona che ho amato di più nella mia intera vita!

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