il perché del “tornassi indietro”


Mi è capitato, nel corso della vita, di sentire gente dire “se tornassi indietro… non lo rifarei“. E io tutte le volte “ma che cazzo dici? Se volevi farlo in quel momento andava fatto“. Per tutte le mie storie ho sempre ragionato così. Non cancellerei mai nulla di ciò che è stato, anche se alla fine ha fatto schifo. Perché durante era tutto reale, perché era tutto bellissimo. La cosa ancora più certa era che dentro di me sapevo che mai l’avrei detto o pensato, nel mio futuro. Invece no. Invece è capitato. Ecco dunque la mia prima volta.

Ieri sera m’è uscito di bocca proprio così, spontaneo: se tornassi indietro cambierei strada, treno, corsa, binario, marciapiede, vita, pur di evitare tutto questo. La prima volta in cui rinnego ogni istante, ogni parola, ogni abbraccio. Perché oggi, più che mai, sento che è stato tutto finto. Qualcosa di costruito sulle macerie di qualcos’altro ed enfatizzato, ingigantito, nella propria mente vuota, per riempire la noia, il tempo da trascorrere in quel periodo. Ho creduto ad ogni momento di questi mesi. Ad ogni discussione, ad ogni vento, ad ogni bufera, ad ogni lacrima, ad ogni parola. Le parole. Così grandi, giganti, immense, tutte per riempire le guance e sentirsi la bocca piena di sentimenti che nemmeno si conoscono. E poi tutte vomitate addosso, su di me.

Di tanto in tanto, a seguito di certe discussioni, capitava di domandarmi “ma ne vale la pena? Ma cosa mi posso aspettare?“. Non mi sono mai voluta rispondere. Avrei dovuto, mi sarei evitata una enorme, infinita, perdita di tempo. Mi sono fidata dell’idea che potesse esistere un’eccezione. Che non sempre certe regole sono per tutti. Nonostante gli avvertimenti e i miei istinti infallibili. Quando titubavo, dentro di me, arrivavano le parole, sempre loro. A dire che era tutto fantastico e perfetto. E io ci ho creduto. Per questo motivo affermo che se tornassi indietro non rifarei nulla. Non ascolterei più quelle parole, non racconterei mai di me, di quella parte delicata e vulnerabile che ho sempre tentato di proteggere, non mi darei in nulla.

Perché dato l’epilogo e la meschinità con cui è stata scaricato il peso di coscienza, posso dedurre che era tutto un film. Una baracca mentale che è servita solo a sentirsi più grandi. Narcisismo forse, desiderio di sentirsi amati, voluti, appagamento personale, sfizio, non lo saprò mai. Ma una cosa è sicura: era tutta una grandissima pantomima. Raccontai, tra le tante cose, come la mia storia era finita, come spesso le persone si abbagliano e poi scoprono che caratteraccio ho, ho parlato dei miei difetti e dei miei limiti, sono stata me stessa, in tutto e per tutto. La scelta di andare era sempre a portata di mano ma quella scelta è arrivata nella maniera più subdola e infantile mai vista. Come potrei descrivere questo modo di vivere i sentimenti? A cazzo di cane? Si, a cazzo di cane proprio.

L’inganno è l’unica cosa che non tollererò mai. Perché io non ho mai ingannato nessuno, soprattutto me stessa. Né mi sono presa la briga di ferire gratuitamente il prossimo, a meno che non sia stata ferita io per prima. Di conseguenza non accetto né accetterò mai un inganno. Se poi siamo a livelli di questo tipo, manco per un cazzo! Non manderò giù la presa in giro da parte di qualcuno che non ha ancora imparato ad allacciarsi le scarpe, perché se fai di queste cose, se hai dentro questa vigliaccheria e meschinità, se combini questi “casini”, ti conviene comprarti scarpe senza stringhe.

Tornassi indietro non vorrei mai rivivere questa storia. Assolutamente. E se mai incontrassi sulla mia strada una persona anche solo lontanamente simile, stavolta me ne accorgerei, stavolta seguirei la mia vocina interiore. Ci sono soggetti che non possono stare insieme, inutile parlare di “l’età non conta” o “l’amore non si sceglie“. Cazzate. Ci sono persone destinate a stare insieme e io so perfettamente chi fa per me. Una volta, tempo fa, scrissi “pensare per molto tempo di aver perso la donna della propria vita e accorgersi di averla appena trovata“. Beh, anche in questo caso, dato che era solo una mia stupidissima illusione, lo dico: tornassi indietro non lo penserei manco per niente!

Per citare un mio recente status di Facebook:

se una persona con cui state insieme vi racconta un passato amoroso da farvi venire i brividi al buco del culo, non sentitevi dei fottuti privilegiati, farete la stessa cazzo di fine!

Take these persons away from me.

N.b. da questo momento in poi continuerò a scrivere, come sempre, perché adoro farlo ma… l’argomento in questione muore in questo articolo. Lo scrivo oggi con assoluta certezza, non come un tempo: voltare pagina non è mai stato così facile! Ora è tempo di scrivere cose nuove ma soprattutto importanti. Consiglio a chi si sente preso in causa che se ha anche lontanamente voglia di accarezzare la propria frustrazione di vivere la vita con la leggerezza di un pavesino affacciandosi da queste parti, di non pensarci nemmeno e di togliersi dai coglioni, una volta e per tutte 🙂

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