la teoria del “c’è di peggio”


Ci sono cose che ti sembrano impossibili da capire. Da digerire. Da superare. Problemi da risolvere, questioni da chiarire, persone da dimenticare. Questa è la vita, ed ogni volta che ci troviamo di fronte a tutto questo abbiamo due soluzioni: disperarsi o pensare che “c’è di peggio“. Allora ti ritrovi ad una panchina con la testa tra le mani e una signora ti s’avvicina e ti porge un invito. La guardi e lei ti spiega che è un invito ad un incontro di chiesa. Tu, che nemmeno credi di credere in qualcosa, la guardi e dici “è un brutto momento, scusi” e lei risponde “proprio per questo guardati intorno, io sono malata di cancro ma ancora spero“. Allora ti viene un pò la stizza e dici “lo so, lo so, che c’è di peggio“. Ma lei ti guarda con gli occhi dolci e replica “il tuo peggio non per forza è meno del mio“.

Tutto è molto più semplice di quello che pensiamo. Anche quello che lì per lì ci sembra insormontabile. Ci sono cose che accadono e ti scuotono perchè metti in discussione te stessa. Chi sei? Hai mai davvero azionato il cervello? Ti sei guardata dentro sul serio, profondamente? Hai guardato bene chi avevi di fronte? No, per niente. E ti senti stupida. Non dovevi essere te stessa, non dovevi donarti in tutto ciò che sei. Perchè quello che sei è il risultato del tuo vissuto e non è mai colpa tua. Le persone si amano perchè trovano nell’altro qualcosa di speciale, di affine. Eppure alla resa dei conti sono sempre i “problemi” che vincono. Ma l’amore, benchè un sentimento universale, si vive in base allo spazio che il tuo cuore gli permette di riempire. Questione di dimensioni, in ogni cosa.

Oggi penso che c’è davvero di peggio, quel peggio però che ti fa ridere, sorridere, divertire. Quei “peggio” che dici “vorrei fosse un pò il mio peggio” perchè in realtà sono solo stupidaggini. I rapporti veri, quelli coerenti sono la dimostrazione che esiste il “nonostante tutto“. E io credo in questi amori, non in altri. Così vi dico che c’è qualcuno che sta insieme da 7 anni. Uno dei due ha un tabaccaio e l’altro fuma il tabacco. Beh, ieri mi dicono che uno non ha mai portato gratis il tabacco all’altro a casa perchè ci guadagna le provvigioni. E dici “cazzo, ma allora c’è di peggio“. Come si fa a stare sette anni con qualcuno che non ti da il tabacco che vende per delle provvigioni? Poi sorrido e penso “si fa” perchè ci si comprende. Perchè la vita è fatta di compromessi ed accettazione, soprattutto in amore. Lui potrebbe non fumare, per esempio. O l’altro potrebbe regalarlo, altro esempio. Nonostante questo stanno prendendo casa insieme. Perchè sono solo cazzate.

E poi c’è quella coppia che una delle due si mette a ballare per strada in maniera ridicola. E io la vedo che la guarda anche un pò schifata. Imbarazzata e vorrebbe scomparire. E che forse hanno vissuto dolori e ferite inimmaginabili eppure ridono una dell’altra, si accettano. Perchè il tempo cura ogni dolore. E nonostante “il loro peggio” sono ancora qua. A dare spettacolo del loro piccolo personale. Le guardo e penso che ho creduto di avere tanto e in un attimo l’ho perso. Ma studiando queste persone capisco che forse non l’ho mai davvero avuto. Quindi sospiro e mentre salgo in macchina penso con tutta me stessa “c’è davvero di meglio“.

E per finire c’è lui che mi abbraccia e mi dice “bella mia“, con quel suo accento meridionale che mi fa tenerezza. E quella stretta è così vera che mi sembra di provarla per la prima volta. Quegli abbracci incondizionati, nati proprio dall’affetto e dalla voglia di farmi stare bene. Quello stesso ragazzo che osservo mentre si butta nella mischia dei locali e con gli occhi cerca qualcosa. Un velo di malinconia aleggia sul suo viso, ogni volta che questa cosa non la trova. Penso “c’è chi non lo trova, c’è chi lo cerca troppo“. Perchè lui è così splendido che quasi mi sembra un’offesa dire che non trova perchè merita di meglio di ciò che vede. E quando si rattrista e lo vedo perso nel suo mondo vorrei urlargli “c’è di peggio“.

Grazie amici vicini e lontani, che quando c’è stato bisogno ci siete stati. Senza troppe parole e senza troppe illusioni. Ma con la sincera voglia di togliermi le bende e di mostrarmi nella sua interezza questa vita e questo mondo cui appartengo, fatto anche di queste delusioni e di questi sonori schiaffi morali. Ma anche con la visione nitida e sincera del “c’è di peggio amica mia, c’è che tu ti sei rialzata per molto di più“. Voglio riuscire a pensarlo ogni giorno a venire. Lo prometto.

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