Archivi del giorno: febbraio 28, 2015

l’apparenza inganna gli stupidi


Non credevo di scriverne un articolo, un giorno. Forse perché partivo dal presupposto che queste “scenette” alle quali di tanto in tanto assisto non meritassero grande considerazione. Ma oggi, dopo l’ennesima rappresentazione di stupidità, mi sono detta “ma si, scriviamo di quanto sono cretini certi elementi!” ed eccomi qua. Parto da una premessa: questo articolo non vuole essere in “difesa” piuttosto una considerazione molto dettagliata di come in questo paese ancora siamo rimasti ai tempi della preistoria e di quanto ancora dovremo aspettare per sentirci davvero felici.

Sono una donna che non passa inosservata, lo so. Questa cosa l’ho voluta in parte io, in quanto, se decidi di farti un taglio di capelli “coraggioso” non puoi pensare di essere ignorata. L’egocentrismo un pò fa il suo gioco ma di fondo credo che tutto ciò che siamo “fuori” rappresenta in parte la nostra personalità. Non per forza vuole essere una forma di esibizionismo. Il nostro stile, il nostro modo di fare, fa parte di noi, di qualcosa di più profondo e personale che un semplice “abito” da indossare. Tutto sommato non posso considerarmi una persona che non segue un pò la moda, mantenendo comunque il mio stile personale, sono sempre attenta a ciò che indosso, come mi trucco e gli accessori che utilizzo. Credo quindi di non essere poi così “fuori dagli schemi“. Ma, vi assicuro, che più di una volta sono stata spettatrice involontaria di gag che rasentano l’incredibile. E quando uso il termine “incredibile” lo penso davvero.

Oggi pomeriggio, in metropolitana, mi sono avvicinata alle porte per scendere alla mia fermata e dal vetro ho notato (come spesso mi è capitato) che due ragazze agli inizi della loro vita (20 anni, se ci arrivavano) si davano di gomito indicandomi e ridacchiando. Queste due sfigate erano clone l’una dell’altra, indossavano le solite scarpe che vanno ora, le borse al gomito, e quelle facce tipiche di chi “non sa di un cazzo“. Avete presente la pasta in bianco? Ecco, loro potevano essere un bel piatto di spaghetti al burro. Bene, vedendole non ho potuto resistere dal far notare loro che le avessi sgamate, così mi giro sul più bello e le guardo sorridendo. Loro sono sbiancate, più di quanto già lo fossero di loro, bianche come la neve, due persone che nella massa si confondono. Ma sono totalmente cazzi loro.

Scendo dal vagone e vado verso casa, mi accendo una sigaretta e penso. Che siamo in una società chiusa, priva di entusiasmo. Un posto dove chi indossa delle scarpe particolari, si buca ogni parte del corpo, porta capelli eccentrici e veste “come cazzo gli pare“, è considerato “ridicolo“. Proprio così, ridicolo. Perché questa fetta di persone di cui parlo, ride. Perde del tempo a sfottere gli altri, perdendo di vista che avrebbero molto da imparare, che ancora non hanno sviluppato un loro stile e una loro personalità. Lo dimostra il fatto che quando sono a lavoro, donne di una certa età che vengono a pagare in cassa, mi riempiono di complimenti (e credetemi, mi capita 5 volte su 6). Famiglie che mi studiano con ammirazione, ragazze che mi chiedono dove vado a tagliare i capelli (e parlo di ragazze semplici, per niente estrose ma umili e curiose). E poi ci sono loro, quelle che “se la credono“, che pensano di essere fighe perché portano sulla spalla una Louis Vuitton (che per la maggior parte dei casi è comprata dai cinesi), che sono totalmente convinte che chi è “particolare” sia un pazzo, uno scherzo della natura.

Quelli che oggi, nel 2015, mettono in mostra quel finto buonismo quando incrociano un nano o un handicappato. Che sfoderano espressioni di “compartecipazione emotiva” ma che in realtà trattengono la risatina di chi non sa ancora accettare “il diverso“. Da queste persone e solo queste mi aspetto l’incapacità di provare interesse per ciò che non appartiene loro o anche la più totale indifferenza, che sarebbe pure meglio. Mai nella mia vita ho preso in giro qualcuno, nemmeno quelle che coraggiosamente indossano i leggings e hanno 30 kg di troppo. Posso pensare che starebbero meglio con qualcos’altro ma l’ultima cosa che mi suscitano è la risata. Non è forzato, mi viene spontaneo ignorare. Non è di mio interesse. Io penso al mio, credo di avere qualità non indifferenti, quindi perché perdere tempo a pensare agli altri e giudicarli nelle loro, anche pessime, scelte estetiche?

Ho parlato di me ma posso immaginare le ragazze molto tatuate, o quelle che indossano vestiti fetish, quelle che sfoggiano 100 piercing o che portano la cresta rosa. Se ridono per me che porto un capello corto cosa faranno mai con questi ultimi? Mi è capitato di vedere di tutto, in questa vita. E più gli anni passano più restiamo indietro. L’evoluzione mentale è un miraggio, ormai. Ma mi dispiace per loro. Viviamo in un paese (e non voglio dire “mondo” in quanto sono stata oltre oceano e la mia persona era soltanto che “ammirata”) dove ancora non hanno il coraggio di emergere, ma che pensano stupidamente che l’apparenza sia importante. L’apparenza inganna solo chi si ferma a quella e non sa semplicemente gustarsi con sano piacere ciò che le persone scelgono di essere. Possiamo fare ciò che vogliamo del nostro corpo, tu vuoi restare anonima e “di tendenza“? Perfetto, lascia però spazio ad altri di esprimersi per quello che sono senza necessariamente prenderli in giro.

L’Italia è il mio paese, la mia casa. Su tanti aspetti amo la mia nazione, per altri (di cui questo) mi vergogno. Siamo davvero lontani anni luce dall’essere liberi.

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