la verità del “sto bene, dai”


Ci sono le domande e ci sono le risposte. Spesso ad una domanda rispondiamo con una frase, mai veritiera. Ci nascondiamo dietro un dito perché fa quasi più male dirla tutta che tenerla per sè. Spesso pensiamo di annoiare, spesso pensiamo di passare per negativi o ansiosi o paranoici. Allora tutte le volte che ci pongono la fatidica domanda “come stai?” la nostra replica è quasi sicuramente “bene, dai“. Dietro quel “dai” c’è un universo intero. E’ vero o no? Provate a mentire a me!

Se passi un periodo di merda è automatico che ogni cazzo di giorno incontri qualcuno: per strada, al supermercato, in palestra, al tempio buddista, in un autosilo, dietro una colonna. Le persone che incontri sono individui che non vedi da 100 anni ma li incontri sempre quando stai una merda. Mai una volta che tu possa rivedere un vecchio conoscente e tuonargli in faccia “sto bene per dioooo“. Magari quello che oggi ha sposato la ragazza più figa della scuola, o che lavora come dirigente alla Tiffany & Co., oppure quello che si muove tra Milano e Dubai ogni week end.

Sticazzi, è sempre la stessa storia. “Sto bene, dai“. Un cazzo. Sto bene, dai, un cazzo. Ma come si fa a riassumere questo tuo periodo di merda che dura da una vita? Impossibile. Allora glissi, alzi le spalle, rispondi con uno sguardo che dice tutto il contrario di tutto. Quasi speri che l’altra persona ci arrivi da sola. Poi capitano quelle volte che ti sei alzato col piede sbagliato e allora vomiti ogni cosa: sto una merda, la mia ragazza mi ha cornificato con un cofano sovrumano, ho perso il lavoro, ho una pustola enorme sul pene. E forse, quando l’altro guarda l’orologio e ti comunica che ha un appuntamento con l’estetista, ti dici “era meglio rispondere bene, dai“.

La vita è fatta di bugie. Bugie per nascondere sé stessi perché viviamo all’ombra del giudizio. La verità è che non stiamo mai bene, chi sostiene di stare bene è una parvenza, e se ne convincono così tanto che alla fine stanno bene davvero. Cos’è meglio quindi? Stare bene per illusione o realizzare di non star bene? Dipende dall’azione che ne consegue, da come tu la gestisci. Stare male non basta, va fatto qualcosa. Io sono per conoscere il mio problema e non renderlo un non problema“. Ecco perché spesso alla domanda “come stai?” io rispondo “periodo del cazzo“. Ecco. Questa è la giusta risposta da dare. Secca, riassuntiva, non vi domanderanno mai di scendere nei dettagli (perché non hanno un cazzo voglia di sentirli) e risolve la situazione. Sicuramente si passerà ad altro argomento o addirittura si arriverà ai saluti in un nano secondo!

Per concludere, se volete sentirvi meglio, quando qualcuno alla vostra domanda “come stai?” risponderà con un sorriso smagliante e un, apparentemente sincero, “benissimo” pensate che, svoltato l’angolo, si appoggerà al muro in lacrime.

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