ciò che fa male ci piace da morire


Le cose più belle della vita fanno male. Così se mangi troppi dolci ti viene un campo minato in faccia. Se bevi troppo di sera il giorno dopo sei uno zombie. Se mangi etnico hai l’intestino che si ribella e il giorno dopo sono cagate colossali nel cesso del lavoro e poi entra il tuo collega e ti guarderà per sempre in un altro modo. Se fumi, ti rilassi, ma hai più probabilità di avere un enfisema a 50 anni di chi non lo fa, ma soprattutto quando ridi sembrerà che ti hanno preso a calci i polmoni e rantolerai come uno della bagina. Se trombi come se non ci fosse un domani devi per forza ricordarti come si chiama e se non te lo ricordi sono stress per 24 ore.

Vorremmo sempre poterci godere la vita, ma l’idea che abbiamo di godercela è un pò distorta. Tutto ciò che fa male ci appare come il più delizioso, piacevole, estasiante. Non ci siamo mai domandati se ciò che siamo possa bastare? No, perché se lo fosse non cercheremmo altro. C’è chi sostiene che si tratti di autolesionismo. Non sono d’accordo. Credo che tutto debba avere un equilibrio, sforarlo significa danneggiarsi, altrimenti niente è sbagliato. Andare oltre è omettere sé stessi, parere personale. Scrissi tempo fa sull’oscurarsi. Oggi più che mai ne so qualcosa. Spesso la sbronza aiuta: sei più disinibito, ti viene più facile “provarci” con quella che ti piace, sei più sciolto e propenso al divertimento ma… non sei totalmente te stesso. E un pò ti perdi la reale situazione, il come e il perché di ciò che ti accade. Quindi non ci sei davvero. Quindi te lo sei perso.

Vivere la vita senza i “vizi” non è giusto. Come non è giusto lasciare che i “vizi” diventino la priorità o il canale dove gettare tutte le frustrazioni. Lo stress, i pensieri, le delusioni. Bisogna che ce le viviamo tutte e non scappare. Spesso il “vizio” non è altro che un alibi, e io credo di averlo usato spesso ultimamente. Nascondersi dietro un “voglio godermi la vita” è da stupidi. Allora c’è da chiedersi: davvero devo mangiare 2 kg di lindt tutte le cazzo di sere? E se me ne mangiassi una tavoletta quando ne ho voglia? Davvero devo fumarmi sta sigaretta che ne ho appena spenta una? Magari me la fumo domani. Davvero devo scopare con questa perchè i 4 long island me lo suggeriscono? Magari mi scopo un’altra che mi piace quando ne avrò voglia. Davvero devo mangiare sti due pacchetti di crackers alle 2 di notte quando ho fatto fuori il mondo al cinese due ore fa? Magari evito e vado a dormire.

Ma non tutti ce la fanno a farsi domande e darsi risposte. Il più delle volte l’istinto è di fare ciò che fa sentire più “leggeri“, privi di limiti, pensieri, costrizioni, pressioni psicologiche. Ma un giorno, l’assenza di questi paletti diventerà una muraglia vera e propria e non saremo più in grado di distinguere ciò che ci fa male e ciò che ci fa davvero bene. Perché? Semplice, perché non ne conosceremmo più la differenza. E’ un pò come vivere sulla superficie della nostra esistenza. Senza sembrare una fottuta moralista, il succo di tutto è solo uno. Non dobbiamo privarci dei “piaceri della vita” ma non dimentichiamoci che ne esistono altri e che non fanno male.

Allora leggiamoci un bel libro, andiamo al cinema a guardarci un film divertente, facciamo l’amore con la nostra fidanzata e poi coccoliamoci fino alla mattina, andiamo a ballare latino americano anche se non lo abbiamo mai fatto, ceniamo a casa di amici come se fosse la notte di capodanno, facciamo un regalo ad un nostro amico, magari un oggetto che ci appartiene, e condividiamo i nostri pensieri con lui, passiamo una serata con la nostra famiglia come quando eravamo bambini guardando un film in streaming tutti assieme, beviamoci una tisana calda a mezzanotte prima di andare a letto.

E poi quante altre cose belle ci sono? Tante, piccole ma tutte da vivere. Forse sono l’ultima ora che può fare questi discorsi, agli occhi di chi mi conosce, ma anche se mi sbronzo spesso e spesso mangio cagate e spesso mi oscuro, so riconoscere la differenza tra questa vita e quella dove non sento necessità di questo genere di cose. La serenità che mi pervade non è diversa se non per il fatto che, senza i “vizi“, io assisto lucidamente al mio momento di piacere, non devo cercare di ricordarlo il giorno dopo. Meditate gente, meditate.

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2 commenti

Archiviato in le atroci verità

2 risposte a “ciò che fa male ci piace da morire

  1. Hai descritto la mia vita. Durante la settimana fumo solo due sigarette al giorno, non bevo neanche il vino a tavola e per il trombare……. mi accontento di quello che arriva…. Ma il venerdì sera……. 🙂

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