il manuale lesbico – cap.7: l’approccio


Il metodo d’approccio di una lesbica è molto consueto. Ci sono eccezioni, ma il più delle volte lo sguardo è languido ma sullo stile “maschio che se ti prende ti corca” (niente di più falso, tra l’altro, sbattere contro una parete un paio di volte non è virilità, sono lividi). Quegli occhi carichi di finto ormone, di blanda sensualità forzata, fanno ridere i fagiani. Ecco perché nelle discoteche o nei locali sto a testa bassa: mi verrebbe da ridere e mi andrebbe di traverso la vodka lemon, sia mai. Mi dispiace molto tutto questo, perché le donne se vogliono ci sanno fare. In tutta la mia vita nel mondo lesbico mi è capitato anche altro e quell’altro meritava. Allora perché ostinarsi a fare quella pantomima del cazzo? E perché te la tiri? Ti sei fatta 4 baldracche di Viale Abruzzi mica Belen! (che poi ‘sto paragone è discutibile, lo so, perdonatemi).

Metodo d’approccio tipo:

* discoteca, ore 2.00 a.m.
* lesbica a ore 10
* ti giri ed è fatta
* sguardo fisso, ma così fisso che uno dei due occhi decide di spostarsi e diventa strabica
* te ne vai
* la ribecchi 15 minuti dopo, lei è dall’altra parte della sala, tu ti fermi a ballare e lei parte, camminata stile “ho la vagina ma se avessi il pene camminerei così
* ti si avvicina con il mezzo sorriso, assolutamente tirato da un lato
* ti parla all’orecchio sbiascicando frasi tipo “hey che bella sei? è tanto che vieni qua?
* tu ricordi di averla vista 100 volte e lei ti ha vista altrettante 100 volte ma in quelle occasioni il repertorio era destinato ad altre 100 lesbiche
* tu rispondi “grazie, no vengo ogni tanto
* lei appoggia la manina sul tuo fianchino e ti fa la palpatina un pò strettina come dire “sai vero che ti avrò?
* ovviamente con lei, alle sue spalle sghignazzante e sgomitante con altra gente c’è l’amico gay
* lei si gira e ridacchia verso la comitiva, a mò di “hey hey hey sono fonzie
* ma quando tornerà in posizione tu non ci sarai più (lo spero per te)

Metodo d’approccio raro ma efficace:

* discoteca, ore 2.00 a.m.
* lesbica a ore 10
* sguardo che vaga, chiacchiericcio con gli amici, cocktail tra le mani, succhiatina di cannuccia
* tu passi e i vostri sguardi si incrociano, lei lo sposta quasi subito, un pò intimidito
* prendi da bere e te ne vai, ripassando lo sguardo si incontra di nuovo
* la ribecchi 15 minuti dopo, lei è dall’altra parte della sala ma rimane ferma li, attorniata dai suoi amici ma con lo sguardo rivolto verso la tua direzione
* gli occhi non sono fissi, nè strabici, ti guarda di tanto in tanto, idem tu
* non esiste altra femmina all’infuori di te, in quella sala e tu lo capisci perché quello sguardo, quando si smarrisce, è te che incontra, soltanto te
* tu le piaci e a te comincia a piacere
* ti avvicini al centro pista, idem lei
* le distanze si accorciano e quando sono al limite le vostre schiene si appoggiano
* “scusa, non volevo venirti addosso
* “non preoccuparti
* sorrisi aperti, disarmanti, che parlano
* “vieni spesso qua?” (l’hai vista 100 volte e 100 volte ti ha vista lei ma non avete mai avuto il coraggio di capire se potevate piacervi)
* “no, ogni tanto… tu?” (non risponde, alza le spalle e lascia a te la risposta, in fondo la conoscete entrambe)
* gli occhi negli occhi, sorrisi e timidi contatti fisici

Cosa succede poi non sempre è automatico. Potrebbe scattare un bacio come no. Ma questo è decisamente ciò che dovrebbe accadere e che fa sempre presa su qualcuno. Non mi sono dilungata molto sull’argomento perché è talmente tipico che non esistono grandissime sfumature né numerose varianti. Potrebbe essere quasi un consiglio a chi si ritrova nel primo esempio: non fatelo, potrebbe andarvi bene 6 volte su 7 ma guardate chi sono le 6 che ci sono state e la settima che no! Vi darete una risposta esaustiva. Scusatemi sorelle, forse ultimamente sono accanita ma troverò altri argomenti di cui discorrere, promesso 🙂

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2 commenti

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2 risposte a “il manuale lesbico – cap.7: l’approccio

  1. Gli approcci mi riuscirebbero malissimo. Da far ridere i fagiani. proprio così 😀

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