il natale quando arriva rompe i coglioni


Si, lo so. Dovrei essere più buona, a Natale. Invece questo periodo mi mette il malumore. Soprattutto dopo un mese di atroci sofferenze emotive e fisiche, che ancora mi lasciano dubbi e preoccupazioni. Proprio perché c’era questo spirito natalizio alle porte mi sono apprestata ad avere più “fede“, nel senso che pregavo. O chiedevo che pregassero per me. Sono arrivata a comprare aggeggi inutili dai “rosari” per sentirmi più buona. Ma quando dicevo loro “ti prego, pensami e portami fortuna” loro mi rispondevano “tu dato me 50 centesimi, tu dare un euro, tu non vedere?“.

Credo che la fede sia un’ancora di salvataggio per alcuni di noi, me compresa. Non è giusto, non è etico, non è nemmeno producente. La fede o ce l’hai o non ce l’hai. Però io ho questo rosario e quest’acqua di Medjugorje e che le tengo a fare se non per fare appello, in ultima spiaggia? Non lo so se sono stata ascoltata, qualora ci fosse un orecchio teso da qualche parte, ma sicuramente qualcosa s’è smosso. E ho promesso, ripetutamente, che non avrei mai più fatto gli stessi errori. Scrivo questo articolo per confessarmi e per chiedere il perdono ai supremi di lassù se, per l’ennesima volta, ho fatto lo scivolone sulla buccia di banana.

1. ho riso internamente quando ad una bambina sulla metro è scoppiato il palloncino e s’è buttata tra le braccia di mamma a piangere copiosamente; ho riso ancora di più quando l’altra bambina con l’altra mamma ha palesato in maniera subdola, alla bambina privata del ludico oggetto, di avere ancora il suo palloncino integro; la goduria si è diramata in tutte le mie viscere: chiedo perdono.

2. ho tirato calci ad un enjoy (che aveva già uno specchietto spaccato e penzolante sulla portiera) perchè non mi apriva l’auto e il servizio clienti non rispondeva; ho tirato un paio di ingiurie contro di voi, augurandomi appassionatamente che l’operatore rispondesse in modo da poterlo aggredire verbalmente e sfogare per intero la mia rabbia e frustrazione: chiedo perdono.

3. ho sorriso quando il custode, orgogliosamente, mi ha mostrato l’albero di natale del condomio mentre mi apprestavo ad andare a lavoro di domenica con 5 gradi e un vento di tramontana inimmaginabile, ma nella mia mente ho pensato “ma vaffanculo te e il fottuto albero di natale di sti cojoni, stronzo lava le scale come si deve!“: chiedo perdono (due volte, una per lui e una per l’albero).

4. ho tallonato per un km la gente che si apprestava allo shopping natalizio, sulle strade battute del centro, sbuffando e borbottando “ma sti cazzi di regali metteteveli nel culo“, generando ansia, terrore e angoscia perchè, in maniera altrettanto evidente, ho sospirato e tuonato “no vabbe ma levarsi dai coglioni?“; tutti hanno creduto fossi una pazza fanatica e si spostavano celermente dalla strada; ho fatto la stessa cosa scendendo dalle metro negli ultimi giorni, non spostandosi dalle porte per salire ho più volte tirato gomitate accompagnando il tutto con “se magari ti levi, sfigata“: chiedo perdono.

5. ho dato, per errore, ad un mendicante diverse monetine di valuta straniera e quando quest’ultimo ha giustamente fatto notare la cosa mi sono sentita offesa e ho replicato “vabbè non sono soldi pure quelli?“; giuro però di aver rimediato e raddoppiato il valore in euro, ma per un pò, nella giornata, egli mi è stato sul cazzo: chiedo perdono.

6. alla notizia, questa mattina, che hanno ciulato una ruota della bici a mio padre ho, in maniera fragorosa, riso per mezz’ora d’orologio di fronte alla sua costernazione; alle ripetute domande “ma quando sei rientrata non hai visto portarmela via?” ho ripetuto, tra le risate ciniche e prive di pietà “ma te non fai volontariato? sicuramente i ladri hanno più bisogno della ruota di te“: chiedo perdono.

Direi che mi fermo qui, per il momento non ho combinato altre “cattiverie“. Sono pentita ma il Natale mi ha sempre dato fastidio. Tutti che fanno cose che durante l’anno nemmeno si sognano di fare. Gente che crede di addolcire la situazione con menate tipo pranzi, riunioni famigliari, abbracci e baci. Sticazzi. Se amore è c’è tutto l’anno. Non mi piace questa festività, non la sento ma sono sicura che quest’anno un piccolo pensiero buono riuscirò ad averlo. Grazie (non so a chi) di avermi dato la possibilità di pensare positivo. C’è voluto un pò e magari non è ancora finita, ma se un pò ho pensato anche a voi, forse potrei anche redimermi. Forse.

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4 commenti

Archiviato in nevrosi collettiva

4 risposte a “il natale quando arriva rompe i coglioni

  1. Non mi sento un credente, non andrò alla messa di Natale e non mi sento più buono in questo periodo. Però mi piacciono le lucette natalizie, vedere i mie familiari più felici del solito, seguire in tele film e telefilm a tema e nonostante il freddo uscire più spesso: se magna, se beve, se fuma e forse se tromba. Però il rosario in macchina e l’acqua santa in borsa ce l’ho sempre…. nemmeno fossi Van Helsing ……

  2. Lamberto

    Satira didascalica e moraleggiante! Mi piace!

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