Archivi del mese: dicembre 2014

il natale quando arriva rompe i coglioni


Si, lo so. Dovrei essere più buona, a Natale. Invece questo periodo mi mette il malumore. Soprattutto dopo un mese di atroci sofferenze emotive e fisiche, che ancora mi lasciano dubbi e preoccupazioni. Proprio perché c’era questo spirito natalizio alle porte mi sono apprestata ad avere più “fede“, nel senso che pregavo. O chiedevo che pregassero per me. Sono arrivata a comprare aggeggi inutili dai “rosari” per sentirmi più buona. Ma quando dicevo loro “ti prego, pensami e portami fortuna” loro mi rispondevano “tu dato me 50 centesimi, tu dare un euro, tu non vedere?“.

Credo che la fede sia un’ancora di salvataggio per alcuni di noi, me compresa. Non è giusto, non è etico, non è nemmeno producente. La fede o ce l’hai o non ce l’hai. Però io ho questo rosario e quest’acqua di Medjugorje e che le tengo a fare se non per fare appello, in ultima spiaggia? Non lo so se sono stata ascoltata, qualora ci fosse un orecchio teso da qualche parte, ma sicuramente qualcosa s’è smosso. E ho promesso, ripetutamente, che non avrei mai più fatto gli stessi errori. Scrivo questo articolo per confessarmi e per chiedere il perdono ai supremi di lassù se, per l’ennesima volta, ho fatto lo scivolone sulla buccia di banana.

1. ho riso internamente quando ad una bambina sulla metro è scoppiato il palloncino e s’è buttata tra le braccia di mamma a piangere copiosamente; ho riso ancora di più quando l’altra bambina con l’altra mamma ha palesato in maniera subdola, alla bambina privata del ludico oggetto, di avere ancora il suo palloncino integro; la goduria si è diramata in tutte le mie viscere: chiedo perdono.

2. ho tirato calci ad un enjoy (che aveva già uno specchietto spaccato e penzolante sulla portiera) perchè non mi apriva l’auto e il servizio clienti non rispondeva; ho tirato un paio di ingiurie contro di voi, augurandomi appassionatamente che l’operatore rispondesse in modo da poterlo aggredire verbalmente e sfogare per intero la mia rabbia e frustrazione: chiedo perdono.

3. ho sorriso quando il custode, orgogliosamente, mi ha mostrato l’albero di natale del condomio mentre mi apprestavo ad andare a lavoro di domenica con 5 gradi e un vento di tramontana inimmaginabile, ma nella mia mente ho pensato “ma vaffanculo te e il fottuto albero di natale di sti cojoni, stronzo lava le scale come si deve!“: chiedo perdono (due volte, una per lui e una per l’albero).

4. ho tallonato per un km la gente che si apprestava allo shopping natalizio, sulle strade battute del centro, sbuffando e borbottando “ma sti cazzi di regali metteteveli nel culo“, generando ansia, terrore e angoscia perchè, in maniera altrettanto evidente, ho sospirato e tuonato “no vabbe ma levarsi dai coglioni?“; tutti hanno creduto fossi una pazza fanatica e si spostavano celermente dalla strada; ho fatto la stessa cosa scendendo dalle metro negli ultimi giorni, non spostandosi dalle porte per salire ho più volte tirato gomitate accompagnando il tutto con “se magari ti levi, sfigata“: chiedo perdono.

5. ho dato, per errore, ad un mendicante diverse monetine di valuta straniera e quando quest’ultimo ha giustamente fatto notare la cosa mi sono sentita offesa e ho replicato “vabbè non sono soldi pure quelli?“; giuro però di aver rimediato e raddoppiato il valore in euro, ma per un pò, nella giornata, egli mi è stato sul cazzo: chiedo perdono.

6. alla notizia, questa mattina, che hanno ciulato una ruota della bici a mio padre ho, in maniera fragorosa, riso per mezz’ora d’orologio di fronte alla sua costernazione; alle ripetute domande “ma quando sei rientrata non hai visto portarmela via?” ho ripetuto, tra le risate ciniche e prive di pietà “ma te non fai volontariato? sicuramente i ladri hanno più bisogno della ruota di te“: chiedo perdono.

Direi che mi fermo qui, per il momento non ho combinato altre “cattiverie“. Sono pentita ma il Natale mi ha sempre dato fastidio. Tutti che fanno cose che durante l’anno nemmeno si sognano di fare. Gente che crede di addolcire la situazione con menate tipo pranzi, riunioni famigliari, abbracci e baci. Sticazzi. Se amore è c’è tutto l’anno. Non mi piace questa festività, non la sento ma sono sicura che quest’anno un piccolo pensiero buono riuscirò ad averlo. Grazie (non so a chi) di avermi dato la possibilità di pensare positivo. C’è voluto un pò e magari non è ancora finita, ma se un pò ho pensato anche a voi, forse potrei anche redimermi. Forse.

Annunci

4 commenti

Archiviato in nevrosi collettiva

internet può avvelenare il cervello


Consultare internet quando non state bene è la mossa più sbagliata da fare. E ve lo dice una che s’è inquinata il cervello, per questo motivo. Soggetti ansiosi non fatelo. Non fatelo anche se non lo siete, ansiosi, perché lo potreste diventare. Per colpa di internet e di ciò che ci propina, ho spostato i miei problemi da una parte all’altra, come un circolo vizioso dal quale uscire non è affatto facile. Si arriva quasi a non credere nemmeno al medico, allo specialista. Perché? Perché internet vi ha convinti del contrario. E non va bene, perché il medico ha  voce in capitolo e non gentaglia che su internet non fa altro che speculare sulle vostre paure. Lo dico con certezza, perché non sapete quanto male mi  ha fatto.

Per farvi capire, internet mi ha portato talmente tanta altra tensione (oltre quella che avevo) da arrivare a digrignare violentemente i denti e ora ho la mandibola a puttane, muscoli del collo dolenti, dolore alla faccia e difficoltà ad aprire la bocca. Oltre tutto il resto, che non sto qua a raccontare, ovvero i motivi per cui ho fatto esami su esami, visite e quant’altro. Non serve internet, a noi serve qualcuno che ci dia risposte e cure.

Internet pare essere una vetrina importante in generale ma altamente tossica per la salute. Non troverete mai reali risposte su internet su come state e perché state così. Soltanto catastrofi e morte. Se digitate “mal di pancia” come primo link uscirà “tumore al pancreas“. Comincio a pensare che ci sia un giro di business anche sulle chiavi di ricerca di google. Non trovo altra spiegazione. Tu scrivi “mal di testa” e leggi “aneurisma” e corri dal medico e lui ti da il farmaco. Soldi. Visite. Soldi. Non hai nulla di questo. Quindi stop!

No no e no! Internet è un danno. Se non state bene evitatelo o starete peggio. Trovate un buon medico che vi creda, non date retta a quello che non vi visita ma vi sta a sentire annuendo e poi dice “ok, prendete questo“. O quello che vi guarda e vi risponde “lei è troppo ansioso“. Stocazzo! Cambiatelo immediatamente. Il medico vi deve credere, vi deve visitare, vi deve ascoltare e deve prendere a cuore il vostro dolore e la vostra preoccupazione: la salute è vostra.

In ultimo non chiedete consulti online: tutte cazzate. I medici li trovate negli studi, negli ospedali, nelle strutture cliniche, non su internet. Consiglio da una che ha subìto un vero e proprio avvelenamento da internet e che oggi, oltre a combattere problemi reali fisici ancora privi di risposte, ha la difficoltà di tornare a vedere la realtà per quella che è.

7 commenti

Archiviato in nevrosi collettiva