parola d’ordine: senza impegno


Quando un discorso inizia con “voglio essere sincera con te“, aspettati il peggio. Non importa se fa un lunghissimo preambolo dove elogia anche i lobi delle tue orecchie, sta per dirti qualcosa di vomitevole. Sei bella, sei stupenda, sei affascinante, l’hai ammaliata, stregata, confusa, ma sta per confessarti qualcosa che non ti piacerà! E’ un cliché. E’ una regola d’oro. Prima di dare la “bastonata“, diamo la “carota“. Ma per fortuna esistono donne, come me, che non sono nate ieri. Beh, da una parte per sfortuna, dato che sono oltre i trenta, ma questa è un’altra storia.

Le persone sono complicate, anche quelle che appaiono più semplici (anzi, quelle sono le peggio). Non aspettarti mai nulla, non immaginare nemmeno lontanamente che quelle persone non sarebbero capaci di comportamenti subdoli. O, peggio ancora, completamente contrari alle parole che ti senti sciorinare ogni giorno. La gente si lamenta, soffre, si piega su sé stessa, non riesce a dimenticare storie passate, si lambicca, si fustiga, ha paura. Si, di uscire con te, ma perchè sei te. Non esiste il famoso “discorso generale“, ma vaffanculo! Sei te che non vuole.

La sofferenza e la confusione sono due ingredienti spesso usati per sbolognare qualcuno o per giustificare l’incoerenza di fatti e parole, di gesti e pensieri. Ogni loro comportamento è sempre sostenuto da questa tesi: io devo riprendermi, non sono pronta, ma ce la metto tutta, io vorrei. Ma nel mentre ti propina st’insalata sta già ponderando se togliersi i dubbi con te o con qualcun’altra. La regola è: se inizia il discorso con mille complimenti, sta per accadere il peggio. E’ come quando gli uomini ti regalano i fiori. Come minimo si sono fatti fare un pompino dal loro amico di bevute del venerdi.

Diffida sempre di chi sta male per qualcuno ma con estrema facilità si fa coinvolgere da chimere. La superficialità di queste persone è dettata non dalla loro reale sofferenza, quanto dalla voglia spasmodica di stare meglio. E se devono passarti sopra a farti trampling chi se ne frega? Da una parte è giusto, la gente deve pensare prima a sé stessa. Ecco perchè questi soggetti sono avvezzi a rapporti effimeri, capaci di muovere emozioni latenti, più che a reali rapporti umani, fatti di coerenza e profondità. Ma di che cazzo stiamo parlando? Queste persone non vogliono di più, vogliono di meno. Quel meno senza obblighi morali, quel meno senza verità, quel meno senza pensieri, quel meno senza impegno.

Senza impegno è la parola d’ordine.

Io credo che tutti debbano pensare alla propria sorte, costruttiva o meno che sia. Ma non prendendo in giro il prossimo. Credo che ci siano donne, come me, che non hanno necessità di sentirsi dire quanto sono meravigliose da chi sembrava bianco e invece è antracite (per non direneroperchè sono buona), in quanto, in tutta onestà, nel momento in cui queste persone vogliono altro e non me (dopo tutti quei complimentoni sterili), penso di aver vinto. Ho ottenuto due risultati in una volta sola: uno che non era la persona che credevo e me ne sono accorta in tempo, due che me la sono levata dalle palle senza sforzi, ha fatto tutto lei!

Per concludere vorrei aggiungere un pensiero: sono innamorata dell’amore, dell’idea di un rapporto emozionante, al di là della durata, dell’intensità e della progettualità. Sono attratta da chi ha voglia di rivalsa, di chi è volenteroso nel costruirsi, nel curarsi e rialzarsi. Mi piace l’idea di queste persone che piegate stringono i denti e non urlano, ma sussurrano a sé stesse “ce la farò“. Non apprezzo, al contrario, chi fa tutto questo ma nel contempo saltella su delle nuvole, dimenticandosi che sotto c’è un salto infinito e potrebbero cadere. Non amo chi cerca di portarmi con sé in questo limbo fatto di niente, pericoloso e inconcludente. Come loro. La vita è fatta di incontri, uno va male, l’altro va meglio. Ma il biglietto da visita che si presenta dev’essere veritiero, senza troppi condimenti finti e non sentiti. I fiori sono tanti, annusateveli tutti. Io resto ferma al mio orto, attendendo che nascano i frutti.

Non c’è la fottuta emoticon della manina che saluta su WordPress? Fanculo, io ci metto la Queen!

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