senza di noi non siamo un cazzo


La solitudine è una condizione particolare, c’è gente che farebbe carte false per non avere intorno tutta sta gente, per starsene appartati nel loro angolino a vivere di sé stessi. E c’è chi è terrorizzato al pensiero di restare solo, fosse anche mentre fanno cacca e la fidanzata non ha nessuna intenzione di stare seduta sul bordo bidet a fargli compagnia. Dicono che il forte è colui che sa stare da solo e su questo sono pienamente d’accordo. Ma la condizione non deve essere necessariamente quella di un eremita costretto all’ombra del proprio io, senza nessun contatto esterno. Insomma, viaggiare dentro sé stessi non è un compito facile ma può essere fatto anche a brevi intervalli, invece spesso ci si prende un’aspettativa dal mondo e ci si osserva. Scoprendo cose che era meglio restassero segrete.

Ci sono persone che si circondano di molta gente, per non sentirsi sole. Il più delle volte nemmeno valutano la qualità o si interessano di capire con chi hanno a che fare, se fa per loro, se hanno interessi comuni. Si fanno inebriare da parole e sorrisi, e credono che sia fatta! Uomini o donne che non sanno stare senza una parvenza d’amore che li avviluppi, fosse anche qualcosa che non c’entra nulla con l’amore ma che camuffato possa sembrarlo. A volte quando si è soli, quando si perde un amore o tutto ciò che era il nostro mondo si sgretola o cambia, ci si sente smarriti. La soluzione più automatica è cercare in altri ciò che si è perso. Errore! Non ci sarà mai un sostituto, un’alternativa, una replica.

In certi meccanismi, inevitabilmente, delle persone finiscono vittime. Persone esterne, che non sono affatto interessate ad essere un surrogato. Altre che invece, a loro volta, necessitano delle medesime cose, perchè anche loro, sole, non ci sanno stare. Sole con i loro pensieri, le loro angosce, le loro paure. Sole con la loro spaventosa scoperta di non essere poi così indispensabili, abbandonati, lasciati, sfanculati. “Ma chi io? Così perfettamente meraviglioso io? Non è possibile“. E allora ci si trova, insomma. Due anime perse che si compensano. Ma che si consumeranno nel nulla più assoluto. Le aspettative sono la fregatura di ogni essere umano che si rispetti.

Quando la solitudine non è più un problema, quando guardarsi allo specchio non è così deprimente e non si riprende in mano un rosario impolverato regalato dalla nonna sussurrando “lo so, lo so, non ti ho mai cacato ma ti prego, aiutami“, quando sè stessi è figo, ci piace, allora non abbiamo bisogno di rincorrere attenzioni, premure, carezze, conferme. Non ci serve altro che noi stessi e smetteremo di imbrogliare nella nostra rete di insicurezze persone che non hanno le stesse necessità. Vivere le persone è giusto, è salutare, è la miglior cosa che esista. Assaggiare altri sorrisi, altri mondi, altri orizzonti, dà alla solitudine un connotato meno negativo, meno tragico. Perchè restare soli non fa più così paura. E’ sbagliato pensare però che è grazie a loro, a queste persone, che si sta bene. La vita è nostra, ce la gestiamo noi.

Bisogna saper scegliere e non pescare a caso. Non farsi mai incantare da sensazioni effimere, da entusiasmi perituri e vacillanti, bisognerebbe conservare sempre la lucidità di conoscere il proprio obiettivo finale. Ma è anche vero che ci sono individui che ancora devono riscoprirsi e nel frattempo si fanno una partita a carte con la vita. Oggi vinco, domani perdo ma chi se ne fotte? Riconosco che è forse giusto così, che non si sa quando e se riusciranno a fare i conti con sé stessi, nei tempi morti, quando non avranno tutte queste “distrazioni“. Ma sicuramente nel frattempo la loro solitudine e la loro paura sarà stata ben compensata da altro, poco importa se sarà importante oppure no.

Le cose importanti, si sa, fanno spavento. La solitudine stessa è un fatto importante, perchè sobbarcarsene altri? E perchè rinunciare a sentirsi pieni e meno addolorati? Niente di male se non fosse che, al termine di quest’ estasi simile ad una botta d’eroina in piena astinenza, ci si guarderà e ci si accorgerà di aver perso per strada molte cose. Una su tutte: sé stessi e il proprio coraggio di restarsi a guardare un pò più a lungo.

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