come vincere la fottuta noia esistenziale


La maggior parte di noi non è felice. O insoddisfatta, inappagata, arrabbiata, frustrata. La prima cosa che la gente dice quando è al limite è: vorrei prendere le valige e andarmene il più lontano possibile. Come se potesse bastare. Come se cambiare città, stato, continente, ci togliesse il macigno che abbiamo sullo stomaco. Scappare non è una soluzione. Ma sicuramente, immaginare un posto diverso da quello dove viviamo e soffriamo, sembra essere un miraggio, un oasi, un paradiso. I problemi però sono dentro di noi, partono da noi. Se ce ne andiamo, loro ci seguono.

E allora non ci resta che convivere con i nostri scazzi, le nostre frustrazioni e via discorrendo. Bisognerebbe farcele amiche, alleate e non combatterle ogni cazzo di giorno. Queste battaglie ci sfiancano. Il lavoro va male? Non ci soddisfa? Ci sentiamo schiacciate dal peso dell’inutilità? Gli amici scarseggiano, ti deludono, ti vorrebbero cambiare? L’amore non arriva o se arriva ti sega le gambe? Ogni santo giorno sono questi i quesiti che ci assillano e vorremmo disperatamente trovare sempre la medicina per ogni cosa. Ma non c’è. Siamo noi a decidere che basta! Che non ci importa. Che sarà migliore, come diceva quel fottuto genio di Nesli.

Ma poi cosa succede ad alcuni di noi? Non hanno coraggio o voglia di guardarsi dentro e allora escono, si sbronzano, si drogano, si sballano. Fanno le ore piccole, non dormono, cazzeggiano, conoscono gente, scrivono sui social, postano fotografie, si taggano nei locali. La gente scappa da sé stessa. E raramente scopa. Ecco, una delle cose che dovremmo tenere bene a mente è che il sesso aiuta, è come uno sfogo, un grido, una liberazione. Ma aumenta la dose di vodka e diminuisce la dose di orgasmi. Il più delle volte siamo così ciucchi che nemmeno possiamo prenderlo in considerazione.

E poi il sesso può ingannare, abbiamo paura. E se ci coinvolgiamo? Con tutto lo stress che dobbiamo gestire ogni giorno abbiamo voglia di imbarcarci in una relazione? O di rischiare di finire a letto con qualcuno di poco raccomandabile? Ecco che anche il sesso diventa un’ansia da combattere. Quello si, quello meglio di no, ma se non sono all’altezza, ma sarò capace, ma chissà se lei se la depila. Ansia su ansia. Freni su freni. E ci adagiamo sul disagio. Il famoso mal di vivere. Ci svegliamo ogni giorno con le stesse domande e lo stesso magone, anche se fingiamo che non sia così. E ci svegliamo sempre anche con l’ormone incazzato che ci dice: quanto cazzo ancora devo aspettare per fare il tuca tuca?

Facciamo che ci diamo una tregua, che dite? Cominciamo a guardarci dentro, senza andare troppo a fondo: abbiamo un nuovo libro da leggere? Abbiamo un film da guardare? Abbiamo un’amica da chiamare per fare del sano gossip? Abbiamo una bellissima signorina da corteggiare? Ecco e allora leggiamo per imparare dei bei paroloni nuovi da sfoggiare, guardiamoci un porno per rispolverare l’ormone, chiediamo all’amica se quella di cui mi parlava si è lasciata e poi scriviamole su whatsapp se vuole uscire stasera.

Andrà tutto bene.

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