Archivi del mese: settembre 2014

non amerò mai nessuna come te


Come capire quando il tuo uomo, quello che hai amato per anni, lo stesso che ti sta lasciando adducendo la scusa che “non ti amo più“, “niente è più come prima“, “siamo incompatibili“, “passo un momento difficile” in realtà sta pucciando allegramente il suo allibratore in un altra palude? Come scoprire se la donna con cui hai avuto una relazione e che ora ti mormora in lacrime “vorrei non provare questo dolore, questa confusione ma non so più se ti amo“, “credevo fosse temporaneo“, “è una sensazione che non so spiegarmi, non avrei mai voluto“, “forse sto sbagliando ma non posso più mentirti“, in realtà sta già puntando una fighetta più giovane, accessibile e adatta a lei?

king an oath

Facile! Esistono frasi a doc che quando vengono propinate in risposta a “hai un’altra/altro?” sono la conferma che si, stanno con qualcun’altra o ne hanno la sicura intenzione, appena si libereranno di te. Ve ne elenco qualcuna:

* ogni riferimento è puramente casuale 🙂

HAI UN’ALTRA?
non farmici pensare, mi viene da vomitare al solo pensiero
(un mese dopo, su facebook, sono fidanzati/e)

HAI UN’ALTRA?
come cazzo fai a pensare una cosa del genere?
(quattro mesi dopo cercano casa)

HAI UN’ALTRA?
se avessi un’altra saresti tu, cazzo ti salta in testa!
(un anno dopo si sposa)

HAI UN’ALTRA?
mai e poi mai, non so nemmeno quando e come riuscirò ad amare ancora
(due giorni dopo festeggiano il compleanno di lui, dove dovevi esserci tu)

HAI UN’ALTRA?
-sguardo allucinato- “dopo questa me ne posso anche andare!
(due mesi dopo è in Egitto a prendere il sole con lei, la vacanza che doveva fare con te)

HAI UN’ALTRA?
no, e per un pò nemmeno voglio avvicinarmi ad una donna, ho bisogno di stare con me stesso/a
(il giorno dopo è in discoteca che si slinguazza con una pertica bionda)

HAI UN’ALTRA?
diocristo sei la storia più imporante della mia vita, ogni donna dovrebbe passare il confronto… non sarà semplice
(nove mesi dopo convive e sarà l’amore con la A maiuscola)

HAI UN’ALTRA?
non amerò mai nessuna come te
(sta già da quattro mesi con la segretaria)

Potrei sciorinarne tantissime, la verità è che questa è la norma. L’eccezione, quella dove il “non ho un’altra” è vero, è davvero rara. Se di punto in bianco il tuo partner cambia, se quell’amore che millantava all’improvviso è disposto a mandarlo via, con frasette che se fossero reali le avresti capite prima, sappi che c’è di mezzo un’altra. Oppure è stato/a bravo/a a fingere per mesi che ti amava, che niente era mutato. Potrebbe anche essere vero, qualora non ci fosse, appunto, quell’altra. Quella che incontri in un momento di stallo, dove la tua storia ha dei problemi, quella che invece di essere ignorata e di pensare a come salvare la propria storia, viene osservata, desiderata, paragonata alla tua compagna. Quella che chiamerei “la goccia“. Perchè mai restare in questo limbo di merda e faticare a riprovarci quando non amo più come prima e questa è forse meglio? Da una parte è comprensibile, dai. Meno lo è il mentire.

La morale direi che è una sola: se vi siete sentiti dire ste cazzate e avete scoperto la verità su quell’altra, non avete perso niente. Avrete solo la conferma che la persona amata è uguale a milioni di altri mediocri personaggi. Codardi e falsi. Che sono anche capaci di incolpare te di essere incoerente e di non aver amato, se ti rifai una vita. Ma poco importa se i primi a sputare su una storia importante sono loro, con le bugie e le omissioni. Quindi tenete presente questi miei suggerimenti, se vi va, perchè credo che non siano molto distanti dalla verità.

Arrivederci cornuti, alla prossima!

n.b. chi si ritrova in questi scritti, beh, sono un pò cazzi tuoi, non mi interessa (non leggerli).

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compleanno: odi et amo


E’ capitato anche a me, lo ammetto, di dimenticarmi una cazzo di data. Il compleanno di qualcuno. E mi sono morsa i gomiti e le mani e gli alluci. Ma dai, succede! Eppure quando capita a te ti senti offesa, eccome. Oggi è il mio fottuto compleanno. E’ inquietante vedere che allo scoccare della mezzanotte la prima persona che ti fa gli auguri non è la tua migliore amica, o tua madre o tua sorella. Non è la gente che frequenti o altro. E’ strano pensare che alcuni, a metà giornata, ancora non te li hanno fatti. E pensi: “ma che merda“, poi però pensi “capita“.

Il giorno del tuo compleanno hai molte rivelazioni, che apparentemente appaiono superficiali ma che però ci pensi, dai. Magari poi ti chiedono scusa e ti passa tutto, però lì per lì ci pensi, dai. Siamo tutti un pò bambini quando si tratta del compleanno o dell’anniversario. Tu ti dimentichi? No, non può essere. O quelli che non senti più o ti sei lasciata o hai litigato che in fondo al cuore pensi: “e se questa fosse l’occasione per rifarsi vivi?“. Ma poi non è quello che vuoi. Io, per esempio, non lo farei mai e non l’ho mai fatto.

Poco da dire a riguardo se non che il giorno del tuo compleanno è bello ma è brutto, perchè ti fai tutti ‘sti film, ‘ste menate, perchè pesi ogni cosa, ogni gesto. Perchè ti imbarazza ricevere i regali, perchè li devi scartare e fingere che ti piacciano, perchè devi piagnucolare e abbacciare tutti. Ma è stupendo perchè racchiude in sé il cerchio del meglio che ti è accaduto in un anno. Ogni volta, al mio tavolo, questo giorno, siedono persone diverse. Vorrei, tantissimo, che questa volta fossero le stesse dell’anno prossimo. Chiedo troppo? So che non sarà così, almeno, non tutte.

Ogni volta si acquista un anno, ma si perde per strada qualcuno.

Il compleanno pareggia sempre i conti.

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senza di noi non siamo un cazzo


La solitudine è una condizione particolare, c’è gente che farebbe carte false per non avere intorno tutta sta gente, per starsene appartati nel loro angolino a vivere di sé stessi. E c’è chi è terrorizzato al pensiero di restare solo, fosse anche mentre fanno cacca e la fidanzata non ha nessuna intenzione di stare seduta sul bordo bidet a fargli compagnia. Dicono che il forte è colui che sa stare da solo e su questo sono pienamente d’accordo. Ma la condizione non deve essere necessariamente quella di un eremita costretto all’ombra del proprio io, senza nessun contatto esterno. Insomma, viaggiare dentro sé stessi non è un compito facile ma può essere fatto anche a brevi intervalli, invece spesso ci si prende un’aspettativa dal mondo e ci si osserva. Scoprendo cose che era meglio restassero segrete.

Ci sono persone che si circondano di molta gente, per non sentirsi sole. Il più delle volte nemmeno valutano la qualità o si interessano di capire con chi hanno a che fare, se fa per loro, se hanno interessi comuni. Si fanno inebriare da parole e sorrisi, e credono che sia fatta! Uomini o donne che non sanno stare senza una parvenza d’amore che li avviluppi, fosse anche qualcosa che non c’entra nulla con l’amore ma che camuffato possa sembrarlo. A volte quando si è soli, quando si perde un amore o tutto ciò che era il nostro mondo si sgretola o cambia, ci si sente smarriti. La soluzione più automatica è cercare in altri ciò che si è perso. Errore! Non ci sarà mai un sostituto, un’alternativa, una replica.

In certi meccanismi, inevitabilmente, delle persone finiscono vittime. Persone esterne, che non sono affatto interessate ad essere un surrogato. Altre che invece, a loro volta, necessitano delle medesime cose, perchè anche loro, sole, non ci sanno stare. Sole con i loro pensieri, le loro angosce, le loro paure. Sole con la loro spaventosa scoperta di non essere poi così indispensabili, abbandonati, lasciati, sfanculati. “Ma chi io? Così perfettamente meraviglioso io? Non è possibile“. E allora ci si trova, insomma. Due anime perse che si compensano. Ma che si consumeranno nel nulla più assoluto. Le aspettative sono la fregatura di ogni essere umano che si rispetti.

Quando la solitudine non è più un problema, quando guardarsi allo specchio non è così deprimente e non si riprende in mano un rosario impolverato regalato dalla nonna sussurrando “lo so, lo so, non ti ho mai cacato ma ti prego, aiutami“, quando sè stessi è figo, ci piace, allora non abbiamo bisogno di rincorrere attenzioni, premure, carezze, conferme. Non ci serve altro che noi stessi e smetteremo di imbrogliare nella nostra rete di insicurezze persone che non hanno le stesse necessità. Vivere le persone è giusto, è salutare, è la miglior cosa che esista. Assaggiare altri sorrisi, altri mondi, altri orizzonti, dà alla solitudine un connotato meno negativo, meno tragico. Perchè restare soli non fa più così paura. E’ sbagliato pensare però che è grazie a loro, a queste persone, che si sta bene. La vita è nostra, ce la gestiamo noi.

Bisogna saper scegliere e non pescare a caso. Non farsi mai incantare da sensazioni effimere, da entusiasmi perituri e vacillanti, bisognerebbe conservare sempre la lucidità di conoscere il proprio obiettivo finale. Ma è anche vero che ci sono individui che ancora devono riscoprirsi e nel frattempo si fanno una partita a carte con la vita. Oggi vinco, domani perdo ma chi se ne fotte? Riconosco che è forse giusto così, che non si sa quando e se riusciranno a fare i conti con sé stessi, nei tempi morti, quando non avranno tutte queste “distrazioni“. Ma sicuramente nel frattempo la loro solitudine e la loro paura sarà stata ben compensata da altro, poco importa se sarà importante oppure no.

Le cose importanti, si sa, fanno spavento. La solitudine stessa è un fatto importante, perchè sobbarcarsene altri? E perchè rinunciare a sentirsi pieni e meno addolorati? Niente di male se non fosse che, al termine di quest’ estasi simile ad una botta d’eroina in piena astinenza, ci si guarderà e ci si accorgerà di aver perso per strada molte cose. Una su tutte: sé stessi e il proprio coraggio di restarsi a guardare un pò più a lungo.

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