il manuale lesbico – cap.4: il passato


La maggior parte delle lesbiche sono incapaci di andare avanti. Ci provano ma non sempre ci riescono. Il loro “andare avanti” poi, è discutibile. Quel che accade spesso è che le loro storie d’amore finiscono ma non finiscono. Restano dapprima appese nel limbo del dolore, dell’incredulità, del “ma perchè?” e poi prendono la forma del “restiamo amiche“. Ma amiche lo diventano solo per sopravvivenza: una senza l’altra non sanno stare. Non importa più, a quel punto, che tipo di ruolo ricoprono. Basta che ci siano. Passa il tempo, trovano altre storie, si divertono ma eccole, una volta disperate, tornare una dall’altra. E tutto riprende da dove è stato interrotto. Ma alquanto insano, insensato, illusorio. Non può funzionare.

E finisce una seconda volta, e poi una terza e probabilmente una quarta.

Queste lesbiche poi trovano il modo di sgarbugliarsi dal passato e incontrano una persona nuova, un capito vergine nel loro grande libro dell’amore. Ma somiglia all’ex oppure è l’ex dell’ex. Quindi la morale è che le lesbiche non riescono a guardare avanti, hanno sempre la testa voltata indietro. Il passato è il loro cruccio, è il sudoku da risolvere, il principio da non mollare mai e se questo passato non è di loro gradimento, non è un problema, si impossessano di quello di qualcun’altra. Che in qualche modo ha a che fare col suo, di passato.

E’ un circolo vizioso, un gatto che si morde la coda e bla bla bla. In un certo senso pensavo di essere immune da questo, invece no. Sono ferma a metà strada, qualche passo l’ho fatto, sono andata avanti ma, troppe volte mi guardo indietro. E gli interrogativi sono sempre gli stessi: “se avessi fatto questo” “se avessi detto questo” “se se se se” e poi “ma ma ma ma” . Alla fine mentre ci poniamo queste domande il tempo scorre e noi non abbiamo concluso un cazzo. Il nostro avanti potrebbe essere migliore, chi lo sa? Come si fa a rimanere ancorate alle stesse persone, all’idea di un “noi” così meraviglioso ma ormai finito, corroso, consumato? Stavamo bene e con questo? Oggi cosa ci può dare questo passato?

Non c’è risposta. E’ un meccanismo di difesa, forse. Da un domani senza forma, sfocato, spaventevole. Fa magari schifo il nostro passato ma è sicuro, lo conosciamo, ci fa sentire a casa. Ma per questo cerchio di lesbiche il mondo gira tutto intorno a ciò che apparteneva loro e che, per una certa insensata logica, ancora è loro. E poi ci sono quelle che del passato ne fanno un’insalata. Più pezzi di quest’ultimo hanno da tenere appiccicati al culo, meglio è. Si sa mai. E anche mentre guardano allegramente avanti non pensano nemmeno lontanamente di allontanarsi dal resto, da ciò che sta indietro. A discapito di sè stesse, forse, ma anche di chi vorrebbe continuare ad essere solo quel dannato passato.

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