mi piaci ma non ci provo


Non sono in grado di provarci. Io non so proprio provarci. Cioè, se io esco con qualcuna, guardo altrove, mi comporto da amicona, rido e scherzo e ci provo con quelle del tavolo di fianco. Perchè parto da due presupposti non leggeri: 1. io a lei non piaccio 2. non sono pronta. Ma ogni tanto ci rifletto, possibile che non sia capace di fare la piaciona? Di ammiccare, di fare battute allusorie. Possibile che per me è assodato che non le piaccio? Io sono quella che se lei mi racconta delle sue storie amorose le do consigli, mi dispiaccio se sta male, la consolo. Io proprio non sono un’amante. Io nasco amica. Non ho la capacità di guardarmi dentro e dirmi “hey cretina ma ti piace, provaci un pò“, no. Perchè io non sono pronta, perchè io non posso dare nulla, perchè io mi ritengo un cesso. Mille perchè e nulla di fatto.

Una delle mie colpe è uscire con persone così belle che mai penserei di essere all’altezza. Ma non belle solo esteticamente, belle sorprese, persone amabili. E allora prevale in me il senso di amicizia, quel sentimento puro e sincero che mi spinge a conoscerle. Non le vedo più come prede, forse non le vedo mai come tali. Ma dentro di me serpeggia l’ormone, in fondo è normale tra donne provare sensazioni ambivalenti. A volte mi fermo a pensare a me stessa e mi chiedo cos’ho di sbagliato. A volte riesco anche a darmi una risposta sensata: non credo in me stessa. Ho grandi potenziali ma non sotto quel punto di vista. Io non so fare l’amante o la fidanzata. Sono stata troppo tempo legata a qualcuno per capire come funziona il mondo. Come gira.

Quali sono le parole da dire, i gesti da compiere? Qual’è la strategia migliore? Come ci si prova con una donna? Non lo so o forse non voglio saperlo. Forse non mi interessa provarci, semplicemente. Finora non ho avuto grandi exploit, né sono riuscita a comprendere l’animo umano. Mi faccio le domande e mi do le risposte. Ma è capitato che qualcuno mi piacesse. In fondo, dentro di me, lo sentivo. Ma lo reprimevo, lo reprimo sempre, tuttora. Forse non è il mio tempo e non so per quanto non lo sarà. M’incanto a pensare a me vicino a qualcuno, mi stuzzica l’idea di provare emozioni. Ma ne sono terrorizzata.

Mi piaci ma non ci provo. Questa è la verità, il più delle volte. E se esco con te e ci provo con tutti tranne te, sei tu che mi piaci. Ma non te lo dirò mai, né lo dirò a me stessa. Me ne accorgo sempre dopo, in un fugace attimo, un lampo, un secondo e mezzo. Poi svanisce e se ti va siamo amiche. E anche questo mi fa stare bene. Forse di più. Non ho l’obbligo di dovermi raccontare, non più. Non ho l’obbligo di dover pensare a qualcuno, nè di domandarmi dove sbaglio o cosa dovrei fare, dire. Sono libera, forse malinconica ogni volta, ma libera.

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