da grande voglio fare la modella alternativa


Le modelle si stanno moltiplicando, sono in ogni dove. Un tempo erano i fotografi a spuntare come funghi, ora le modelle. Ma fin qua potrebbe anche essere normale: più fotografi, più soggetti da fotografare. Se non fosse che, per quel che vedo, sono tutte uguali. O meglio, mi correggo: tentano di essere tutte uguali. Da una parte è naturale che si osservi la “richiesta” per capire come posare, come presentarsi, come “vendersi“. Perchè per ovvie ragioni quando lo si fa a tempo pieno (o quasi) deve essere un mestiere (e il mestiere bisogna farlo bene) e quindi farsi pagare. Non fa una piega. Vedo tantissime fotografie, molto belle alcune, oscenità altre. A volte è colpa del fotografo a volte della modella. Che scimmiotta altre “colleghe” ma non ha le caratteristiche per farlo.

Voglio spiegarmi senza che la mia opinione personale venga scambiata per una polemica. Non mi interessa farne un comizio. Osservando ogni giorno foto che appaiono sui miei social, vedo queste ragazze posare per i più disparati fotografi (tantissime foto, davvero tantissimi shooting) e vedo, ultimamente, le stesse cazzo di cose. Nude, tatuate, a terra, in piedi, sensuali, aggressive, sui tavoli, per strada, goduriose. Voi direte: beh non proprio tutte le stesse cose, va quante ne fanno! Eh no, gira e rigira sono tentativi, più o meno riusciti, di fare le stesse cose che modelle più gettonate fanno da molto prima di loro.

model: Ria E. Mac Carthy / ph © Andrea Compagnoni

E’ la scia che si cavalca. Non vedo originalità, non vedo un diverso prototipo di immagine di sé da offrire. Non vedo altro che donne molto avvenenti o di forte impatto visivo ma niente di davvero nuovo. A volte penso alle mie foto (benchè ormai siano diventate rare) e mi ritengo piatta. Non riesco a trovare una nuova ispirazione. Mi piacciono queste modelle, moltissimo. Ma non tutte. Soltanto un paio. Solo loro che hanno generato questo “polverone“, loro che hanno saputo dare una svolta all’immagine della donna alternativa. E questa svolta è il “clamore” che ne consegue, quello che vortica intorno a loro. Non basta una foto, non bastano 15 tatuaggi, non bastano le tette al vento. Ci vuole carisma, ci vuole capacità di “vendersi” e di appassionare la massa. E’ questo il concetto che sfugge, forse.

Ci sono fotografi che si “accontentano“, perchè anche loro vogliono fare le cose che vedono essere vincenti negli ultimi tempi. Ingaggiano questi “cloni” e ci provano. Alcuni ci riescono (perchè bravi), altri direi di no, sempre secondo il mio modestissimo parere, tengo a precisare. La sfida, oggi, credo dovrebbe essere l’idea di creare qualcosa di diverso. Anche io ci sto provando. E’ tentare di trovare altro. Se non puoi avere il “meglio” inutile perseverare, si cercano altre strade. Le modelle alternative in voga, come Ria E. Mac Carthy o Miele Rancido, sono due, non 2.000. E’ questo che non si vuole capire o vedere, secondo me. Ce ne sono altre, ovvio, con le quali non ho avuto a che fare, ma che osservo e trovo stupefacenti. Ma non per i tatuaggi come tentano le altre, ma per il sex appeal, per la professionalità e la passione che sprigionano in ogni scatto.

model: Miele Rancido / ph © Sara Santirocco

Il bravo fotografo fa il resto, io avrei potuto fare di meglio, lo so. Ma loro sono impeccabili, su di loro non si può dire che non siano bravissime. Le altre? Quelle che leggono la targa? Beh, quelle hanno dei potenziali ma non li sfruttano. Continuano a sembrarmi la pantomima delle “grandi“. Non mancano le carte, sono belle, interessanti, sanno magari posare (deduco, non ho lavorato con loro) ma ogni volta che le vedo non mi emozionano, riescono solo a sembrare molto tatuate o molto nude. Non vorrei che questo mio post sia considerato un’offesa verso chi crede in quello che fa, ma semplicemente quello che è, ovvero il mio personale parere su moltissime modelle alternative che sto vedendo impazzare in rete. Semplicemente questo. Niente di più. Pace.

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5 commenti

Archiviato in nevrosi collettiva

5 risposte a “da grande voglio fare la modella alternativa

  1. scommetto che il voto basso è da parte di una di queste modelle clone 😛

  2. Che bellezza sentire queste cose. Non l’avrei MAI saputa mettere meglio. Quello che una volta era essere ‘alternative’ ed una scelta diversa ora sta diventando pacchianeria, una corsa al parrucchiere. Nonostante io sia bassista, spesso fucsiacolorata o completamente bianca, tatuata, non mi ci provo neppure a mettermi in posa. Bisognerebbe essere consapevoli dei proprio limiti.
    Bello, mi è davvero piaciuto

  3. Brava, brava e ancora brava! Peccato che smettano di essere alternative nell’esatto momento in cui vogliono diventare alternative. Quello che fanno loro è semplice imitazione. MAL RIUSCITA, tra l’altro.

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