la gente vuole divertirsi col niente


I giovani. La vita. Come ci si diverte? Come si passa il tempo? Qual’è il modo giusto per vivere? Ieri passeggiando per una zona “bene” di Milano ho guardato le persone da un altro punto di vista (oltre che da un altro, apparente, ceto sociale). Mi sono scontrata con una nuova realtà, quella dei locali “fighi“, dei club, delle liste, dei vip per strada. Mi sono accorta che era tantissimi anni che non varcavo la zona dei “fighetti” e non ricordavo cosa la gente fa per divertirsi. Così, da uno sguardo molto rapido ho scorto finzione, sorrisi forzati, bicchieri ancora pieni, culi pieni di paillettes che si muovevano. Tutto così statico ed immobile da farmi paura. Io, con i miei jeans strappati e le converse, mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Ma in quel momento mi sono calata nel ruolo di “infiltrata“, e mi sono sentita subito trasparente.

Ora però cerco di darmi un tono da hard blog. Mentre aspettavo di prendere un fottuto cocktail in un locale, mi sentivo pigiata come l’uvetta del panettone, e quando mi sono voltata a guardare “chi cazzo è che mi spintona?” mi sono trovata tre facce che mi guardavano con l’espressione “ma tu, cazzo ci fai qua, parassita?“. Erano tre signorine con una chiara scopa su per il culo e diverso cerone sulla faccia, ciglia finte e abiti strizzati (oltre che tacchi da grattacielo). Ho avuto un terrore ciclopico, così ho finto di non aver visto e ho atteso lo scontrino. “Sono 10 euro“. Scusa??? Mi sono sentita male ma ho pagato. Ho sorseggiato il mio ginlemon come se fosse il sidro dell’immortalità guardandomi attorno, vedevo solo spalle, tantissime spalle e sentivo solo musica, altissima musica. Apparentemente parlavano tra loro ma non ne sono mica sicura, e poi mi sono fatta versare il tutto in un bicchiere di plastica, per andarmene.

Fuori di lì, la mia “accompagnatrice” (anche lei un pò a disagio benchè stesse benissimo in quella cornice, se si è fighe si è fighe) incontra un suo amico e via di saluti. Io seguito a bere il mio cocktail da 10 milioni di dollari e per diverse volte ragazzotti  chiedono “puoi fare una foto con noi?“. Io mi sono domandata chi cazzo fosse. Perchè tutti vogliono fare una foto con lui? Forse perchè mi vedevano accanto? Beh, nel dubbio, quando è tornato ho chiesto “non so chi tu sia se non il suo amico” (indicando la mia accompagnatrice) “ma fatti na foto pure con me, si sa mai“. Ho scoperto dopo essere un ex calciatore. Mai seguito il calcio, sarà per questo?

Decidiamo di andarcene a mangiare e ho scoperto questo posto magnifico, un paradiso, “eataly” (consiglio) e ci facciamo una megatagliata, io l’ho anche innaffiata con del rosso. Beh, insomma, 15.50 euro per 4 fette di carne grandi come una blatta sarda. Ma ci sta dai, sei in zona in. Mangio e poi ce ne andiamo con delle amiche arrivate sul posto. Si fa una camminata e poi sedute al tavolo all’aperto di un locale/ristorante. Mi sono guardata attorno, persone che mangiavano (erano le 23 passate), che ridevano e persone che camminavano accanto ai tavoli, sulla strada. Un via vai incredibile di gente, una ressa stupefacente. Eppure mi sembrava tutto un pò meccanico. Quei posti dove la gente popola le strade perchè “così si fa“, perchè è quella la vera movida. Ho avuto la sensazione che tutto fosse così per un motivo, come una specie di copione. Io questo clima di divertimento non l’ho sentito. La gente è annoiata, è pregna di insoddisfazioni.

E poi prima di andare alla macchina siamo entrate fugacemente in un altro localino per salutare un suo amico: musica a palla, target “fighe di legno” e voci zero. Solo tunz tunz tunz. Due parole, sorrisi, un saluto e via. Ma prima di uscire cosa vedo? Lei! Lei che sale mezza nuda sul bancone dove campeggiavano le bottiglie. Noooo. Diocristo se le prendi dentro è una bestemmia! Beh ha iniziato a muovere il culetto perfetto, con indosso quei pochi straccetti striminziti e un sex appeal non indifferente. Ma… perchè? Non voglio fare la fottuta bigotta perchè non lo sono, mi domando solo se pensano che quello è ciò che la gente vuole vedere. Personalmente no. E’ stato un salto nel vuoto quello di vedere un barista simpatico e coinvolgente un minuto prima e la soubrette de noantri sul bancone un minuto dopo. Non ci siamo.

Ma questo è ciò che Milano chiede, pare. Questo è ciò che quei locali offrono in base alla richiesta. Non c’è niente di lasciato al caso. E’ questo il divertimento che si vuole ed è questa la risposta. Non voglio giudicare la scelta della gente. Ma mi soffermo sul pensiero della mia amica, tornando a casa.

E’ come se quelle persone si preparassero ogni sera per andare li, con un bel vestito, un corredo impeccabile, la borsa perfetta, i capelli perfetti e un sorriso finto stampato sulle labbra“.

Le stimo, non è facile mantenere la maschera per tutte quelle ore. Ma così è, così si sentono bene, pare.

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