la maledizione di essere diverse


Quelle come me sono quelle sbagliate, quelle fuori luogo. Quelle come me non saranno mai viste come coloro che amano, che danno sé stesse, le altruiste, le buone. No, mai. Quelle come me sono fredde, algide, distaccate, opportuniste, cattive, distanti e bla bla bla. Quando si esce da uno schema umano è la fine. Potrai fare qualsiasi cosa ma non sarà mai sufficiente per toglierti di dosso l’etichetta della “stronza“. La metto tra virgolette perchè la mia natura è chiara agli occhi di chi mi vive da vicino, impossibile chiamarla “stronzaggine“, ma è vista come tale da lontano o sommariamente vicino. Sono anni che mi sento cucita addosso questa impressione, che chi attraversa del tempo con me o vive una relazione con me, ha la sensazione che io non sia abbastanza. E a quel punto la penso come loro. E mi ritiro di buon grado.

Quelle come me non sono affettuose, non nei canoni previsti dagli standard mondiali. Non daranno mai un bacio profondo in mezzo alla gente, non terranno mai per mano la persona con cui stanno, non si abbracceranno più del dovuto dentro un negozio o in un locale. Quelle come me saranno fantastiche a letto, il meglio del meglio, la passione, il fuoco e le fiamme, ma poi, citando Ferradini, “fuori dal letto” tornano ad essere un cornetto algida. Non c’è una forzatura in quello che faccio, non esiste un programma, uno schema o una strategia. “In amor vince chi fugge” ma mica sto pensando di fuggire! Io semplicemente mi comporto come mi viene, con estrema lealtà verso la persona con cui sto ma soprattutto verso me stessa. La vita mi ha insegnato che prima di tutto vengo io e poi il resto. Perchè diciamocelo, alla resa dei conti, quando sono state prese le decisioni finali, a me nessuno ha mai interpellato.

Quelle come me non dicono “ti amo“, ma cercano di trasmetterlo. A volte ci riescono altre no, dipende da quanto impegno riescono a mettere. Le energie mancano, uno dei motivi per cui sono così. Spesso mi sento stanca, satura. Di dover dimostrare, far capire, indirizzare messaggi, sentimenti, sicurezze, conferme. Sono tutte parole pesanti, che gravano sulle spalle come macigni. Quelle come me non le reggono e allora a volte si arrendono. Così dall’altra parte non si recepisce una bene amata minchia, si vede solo quella stanchezza e la si attribuisce al peso dell’amore. E la peggio cosa sono gli spettatori. Quelli che guardano da fuori e vedono in te la persona sbagliata. Lei non va bene, non è la ragazza giusta per pinco pallo. Come se esistesse uno standard, e di fatti esiste. Ama chi abbraccia, ama chi bacia, ama chi bisbiglia parole cariche di sentimento, ama chi lo dice.

Quelle come me vivono una maledizione, quella del non essere come gli altri, di non comportarsi come lo standard richiede. La maledizione sta nel non volerlo, nel desiderare di essere come tutti, ma non riuscirci. Più il tempo passa più peggioro. Non credo di potermi ritenere felice di questo, benché a volte riesca ad impermeabilizzarmi al dolore non è detto che non si assorba comunque. Il peggio arriva dopo, quando mi accorgo di averlo sotto la pelle. Quelle come me, cari miei, non sono fortunate. Perchè passano il tempo a cercare di convincere chi amano che non è come pensano, che non è colpa loro. A volte vengono asc0ltate. Il problema è: per quanto visto che saremo così tutta la vita?

Morale: che due coglioni.

N.B. nella foto sono io, vedi di non salvarla e pubblicarla altrove, stronzo.

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10 commenti

Archiviato in il popolo e la vita

10 risposte a “la maledizione di essere diverse

  1. jack

    io ti ho conosciuta ai tempi di myspace ed eri anni luce migliore che adesso, mia impressione ma è quello che penso. Tutta cambiata, taglio capelli, tatuaggi, piercing, modo di parlare…naaaaa. Volgare. Torna indietro se puoi, meglio
    p.s.: la foto la conosco e quando facevi quelle foto eri eccezionale.
    Ciao ciao

    • beh, come volevasi dimostrare
      p.s. ti consiglio di giudicare le persone quando le conosci di persona, non su internet 🙂

      cmq hai ragione, come ho scritto, più si va avanti più si peggiora (ma non parlo di certo di un fattore estetico, come menzionato da te, fosse solo quello)

  2. L

    È bello leggere questo tuo diario di vita, questo blog, permeato della tua essenza, dei tuoi pensieri.
    È bello leggerlo quando racconti cose allegre, divertenti, ma è anche bello leggerlo quando ci parli delle tue paure, delle tue insicurezze di non essere “abbastanza”.
    È bello perché sono paure che abbiamo tutti, ma la tua lucidità e il sentimento nel descriverle sono rare e possono essere una luce per comprendere ciò che sta dentro di noi e diventare più forti.
    Sei una persona che ha il fuoco dentro Miz. E nessuno, nemmeno tu volendo potresti riuscire a spegnerlo. Che questa sia la tua forza, sempre.

  3. bash

    L’egocentrismo ti logora un pochetto 🙂

  4. Azrael

    MI sempre più quello che scrivi, eri brava prima e sei migliore adesso!

  5. Aldo

    …sembra di leggere una pagina di un mio diario, che però non ho mai scritto.

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