Archivi del mese: aprile 2014

le fottute menzogne pre-orgasmiche


C’è una costante nella vita: quella delle menzogne pre-orgasmiche. Tutti, donne e uomini, sono avvezzi a dire grandi cose poco prima di raggiungere il piacere estremo. Il motivo è che in quel preciso istante si “ama” così appassionatamente che la mente viene offuscata da miliardi di pensieri nonsense. Dunque, se io scopo con te e stai per venire, io me ne accorgo e ti domando: “mi ami?” risponderai quasi sicuramente “si!“… magari anche urlato perchè nel mentre stai schizzando! Fuochi d’artificio, angeli che suonano l’arpa sulle nuvolette, tappi di champagne che volano. Ma non è reale, è solo quel momento, sono solo quei 60 maledetti secondi.

Ma per quei secondi ti sei rovinato. Come me lo spieghi ora che non è vero? Ecco perchè gli uomini sono considerati bastardi, quelli che usano per secondi fini. Donne! Basta, lo sapete perfettamente che certe domande non vanno poste sotto le lenzuola. Sapete molto bene che una volta svuotato il cannone si addormenteranno o fumeranno una sigaretta del cazzo. Non vi amavano prima e non vi amano manco ora. Le domande esistenziali fatele al supermercato, al cinema, sul tapis roulant in palestra. In luoghi neutri e in momenti neutri. Solo allora potrete accusarli di avervi mentito, perchè quando si ha un orgasmo si è giustificati. La proiezione di noi è totalmente astrale, lo capite o no?

Succede spesso che vi si porti a letto per motivi prettamente sessuali. L’ormone impazzito, un bicchiere di troppo, l’esultante compagnia. E può capitare, durante l’atto, sul più bello di domandare: ti piace? Ecco, non è “ti piaccio?“, non fatelo. Vi diranno che siete bellissime, meravigliose, le donne più fighe mai viste prima. Avete un corpo perfetto, tette perfette, cellulite perfetta. Ma non è detto che sia così, non è assolutamente ciò che pensano. E’ che quando stai per venire, chi sta con te è meraviglioso. Ti sta dando piacere. Quello che vorrebbero dirvi è: “hai una vagina perfetta“. Ma sai com’è… si cerca di essere gentili.

Non dovete mai fare affidamento alle menzogne pre-orgasmiche, decadono una volta venuti. Vale anche per le donne che solitamente attaccano con gemiti inverosimili sostenendo che avete il pisello più grosso e duro della storia. Cari uomini, non siete esonerati da questa “presa per il culo pre-orgasmo“, perchè questa cosa le donne sono solite dirla un pò a tutti quelli che le fanno venire. Vi galvanizza così tanto che in fase finale pompate come martelli, è una specie di invocazione. Chiaro ora? Non guardatevi poi il pisello nel cesso pensando che lo avete sottovalutato: è davvero mediocre come avete sempre pensato.

Quindi, in conclusione, vi consiglio di non dare mai peso alle parole dette poco prima o durante l’orgasmo, non sono altro che deliri. Attendete quei cazzo di minuti e vi renderete conto di chi è davvero il vostro partner. Lo stesso che scorreggia, che beve birra ruttando davanti alla partita, lo stesso che non vi regala il fottuto solitario da anni, quello che non sa mai prendere una decisione, quello che alla vostra domanda “andiamo a vivere insieme?” sono mesi che vi risponde “non posso lasciare nonna sola, lo sai, mi ha cresciuto lei“. Dunque godetevi l’orgasmo senza aspettative su altro, quel piacere è l’unica cosa certa che potrete ottenere, e non è mica poco!

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le donne con la vagina assicurata


C’è una categoria di donne che io chiamo “dito in culo“, con la variante del “ce l’hai solo te la cocca“, sbizzarrendomi potrebbero essere chiamate anche “se ti volto e ti piego vedo merda anche nel tuo deretano, com’è?“. Ma sono titoli un pò troppo coloriti e lunghi, le riassumo con “donne fake“. Questo genere di signore le trovi ovunque, non sono distinguibili in base alla loro preferenza sessuale, ma… voglio stringere il cerchio e parlarvi di queste donne all’interno del nucleo lesbico. Ancor di più, in maggior percentuale, lo scintillio della loro vagina è visibile da lontano.

Le “donne fake” assicurano la loro bernarda. Nel senso che è talmente preziosa che sia mai che possa essere corrotta, così si salvaguardano e l’assicurano. Come riconoscerle? Cominciamo col dire che queste signorine, quando le incontri al supermercato, potrebbero essere facilmente ignorate. Nel senso che non le noti, che sono comuni, pressapoco visibili. Quasi ci inciampi e le calpesti se non fosse che davanti a loro c’è un gigantesco carrello pieno di viveri. Le stesse donne, contestualizzate in una location neutra, sono “normali“, quasi simpatiche. Ridono, parlano, alzano la mano destra, poi quella sinistra, piegano la testa di lato, si grattano il culo. Insomma, sembrerebbero terrestri.

Ma loro, scattata la mezzanotte, non perdono la scarpetta come Cenerentola. Nossignore. Loro diventano “donne fake“, quelle che più fighe di loro non si può. Quelle che tutti le conoscono e sono famose. Quelle che se ancora un pò alzano il mento perdono l’uso del collo. Ecco, vedete, loro quando entrano nei locali berciano, alzano il tono, imbronciano i labbroni rosso fuoco, e se ti dicessero “è quella del supermercato” potresti morire dall’incredulità. Ma chi? Quella Miley Cyrus de noantri è la stessa scialba casalinga disperata che spingeva il cazzo di carrello? Ebbene si. Ma la “donna fake” sta bene attenta a farsi beccare al supermercato da te, fidati. Potrebbe perdere la sua credibilità.

Queste signorine pensano di avere il monopolio dell’attenzione. Se arrivano loro potresti pensare che Katrina ha colpito ancora. Spazzano via ogni cosa, il tutto con una disinvoltura apparente che solo occhi attenti (tipo i miei) possono notare. Scivolano, non camminano. Trascinano lo sguardo, non osservano. Ghignano, non sorridono. Sono una specie di gremlins ma un pò più carine. Ebbene, io non le sopporto. Credo che la donna sia anche questo. Vorace di attenzioni, egocentrica, fascinosa, sicura di sè e bla bla bla. Ma è anche umile, naturale e spontanea. Ecco il motivo per cui le chiamo “fake“. La figa d’avorio ce l’hai o non ce l’hai. Nel senso, la sai usare bene o non la sai usare bene. Non puoi glassarla di oro bianco se sotto è d’ottone.

Se sei una personcina a modo e simpatica, cerca di esserlo sempre. Anche quando togli gli abiti da Kiss me Licia e indossi quelli di Wonder Woman. Anche se sei più figa di molte altre e hai un potenziale erotico non indifferente, questo non ti autorizza a seppellire la tua naturalezza per far spazio a convinzioni sociali inutili. Quando entri tu c’è chi non ti caga, sai? Quando fai la tua apparizione non è mica detto che qualcuno pensi “come me la farei“. Non ci credi? Fidati, è esattamente così. Le donne come te per la maggior parte delle lesbiche appaiono come un pollo allo spiedo di Paolino mentre rosola, lentamente, gocciolante olio e grasso. Niente di più di questo. Per alcune tu potresti essere il top mentre spingi il tuo carrellino, hai una faccia che sembra ti abbiano preso a pugni e i tuoi capelli sono serenamente assopiti sulla spalla.

Le “donne fake” girano in branco, nella loro vita notturna. Difficilmente le vedi a coppia oppure con persone che non siano le solite. Loro hanno  una specie di harem di amiche, rigorosamente selezionate: praticamente uguali, clonate. Le riconosci perchè sono assolutamente diverse dallo standard medio, il che sarebbe un bene. Se non fosse che di questo status ne fanno una garanzia di qualità. Io sono quasi certa (ma posso sbagliarmi) che quella famosa cocca assicurata che hanno tra le cosce, ha la forma di una vongola e forse odora come un astice. Il che mi riporta all’affermazione iniziale: loro sono terrestri. Qualcuno abbia la gentilezza e la bontà d’animo di avvisarle. Potrebbero, un giorno, avere delle terribili sorprese: tipo perdere la loro Louboutin allo scoccare della mezzanotte. Come quella fottuta sfigata di Cenerentola.

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la maledizione di essere diverse


Quelle come me sono quelle sbagliate, quelle fuori luogo. Quelle come me non saranno mai viste come coloro che amano, che danno sé stesse, le altruiste, le buone. No, mai. Quelle come me sono fredde, algide, distaccate, opportuniste, cattive, distanti e bla bla bla. Quando si esce da uno schema umano è la fine. Potrai fare qualsiasi cosa ma non sarà mai sufficiente per toglierti di dosso l’etichetta della “stronza“. La metto tra virgolette perchè la mia natura è chiara agli occhi di chi mi vive da vicino, impossibile chiamarla “stronzaggine“, ma è vista come tale da lontano o sommariamente vicino. Sono anni che mi sento cucita addosso questa impressione, che chi attraversa del tempo con me o vive una relazione con me, ha la sensazione che io non sia abbastanza. E a quel punto la penso come loro. E mi ritiro di buon grado.

Quelle come me non sono affettuose, non nei canoni previsti dagli standard mondiali. Non daranno mai un bacio profondo in mezzo alla gente, non terranno mai per mano la persona con cui stanno, non si abbracceranno più del dovuto dentro un negozio o in un locale. Quelle come me saranno fantastiche a letto, il meglio del meglio, la passione, il fuoco e le fiamme, ma poi, citando Ferradini, “fuori dal letto” tornano ad essere un cornetto algida. Non c’è una forzatura in quello che faccio, non esiste un programma, uno schema o una strategia. “In amor vince chi fugge” ma mica sto pensando di fuggire! Io semplicemente mi comporto come mi viene, con estrema lealtà verso la persona con cui sto ma soprattutto verso me stessa. La vita mi ha insegnato che prima di tutto vengo io e poi il resto. Perchè diciamocelo, alla resa dei conti, quando sono state prese le decisioni finali, a me nessuno ha mai interpellato.

Quelle come me non dicono “ti amo“, ma cercano di trasmetterlo. A volte ci riescono altre no, dipende da quanto impegno riescono a mettere. Le energie mancano, uno dei motivi per cui sono così. Spesso mi sento stanca, satura. Di dover dimostrare, far capire, indirizzare messaggi, sentimenti, sicurezze, conferme. Sono tutte parole pesanti, che gravano sulle spalle come macigni. Quelle come me non le reggono e allora a volte si arrendono. Così dall’altra parte non si recepisce una bene amata minchia, si vede solo quella stanchezza e la si attribuisce al peso dell’amore. E la peggio cosa sono gli spettatori. Quelli che guardano da fuori e vedono in te la persona sbagliata. Lei non va bene, non è la ragazza giusta per pinco pallo. Come se esistesse uno standard, e di fatti esiste. Ama chi abbraccia, ama chi bacia, ama chi bisbiglia parole cariche di sentimento, ama chi lo dice.

Quelle come me vivono una maledizione, quella del non essere come gli altri, di non comportarsi come lo standard richiede. La maledizione sta nel non volerlo, nel desiderare di essere come tutti, ma non riuscirci. Più il tempo passa più peggioro. Non credo di potermi ritenere felice di questo, benché a volte riesca ad impermeabilizzarmi al dolore non è detto che non si assorba comunque. Il peggio arriva dopo, quando mi accorgo di averlo sotto la pelle. Quelle come me, cari miei, non sono fortunate. Perchè passano il tempo a cercare di convincere chi amano che non è come pensano, che non è colpa loro. A volte vengono asc0ltate. Il problema è: per quanto visto che saremo così tutta la vita?

Morale: che due coglioni.

N.B. nella foto sono io, vedi di non salvarla e pubblicarla altrove, stronzo.

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