tradire: farlo con estrema cautela


Il tradimento è un tabù, ovvero che si fa finta di non sapere. Tradire equivale a non amare, a fallire, a distruggere. Questo, almeno, è il pensiero universale. O quasi. Già, perché poi ci sono io e pochi altri che la vedono sotto un’altra prospettiva. Togliamo di torno il fatto che se penso di essere tradita la prima immagine che mi balena è me stessa con un’ascia in mano, io sono per il perdono. Messa giù così però non rende affatto il pensiero che ho sempre avuto e che non credo cambierò. Bisogna che vada a fondo della cosa senza temere il giudizio dei benpensanti. Non è cosa semplice, l’ultima volta che l’ho fatto era ad una cena solo donne e sono stata lapidata. Ma ci proverò.

Tradire non vuol dire non amare e non rispettare. E’ sicuramente un atto spudorato e chiamiamolo “animalesco“, ma proprio come gli animali, tutto sta nell’istinto e non sempre nel pensiero. Pensare equivale a mettere in primo piano la ragione e non la pancia. Provare attrazione per altri esseri umani che non sono la donna o l’uomo con cui condividete la vostra vita (in quel momento) è umano, flirtare pure, concludere e andarci a letto è la mossa finale che è comunemente chiamata “tradimento“. Tu sei andata con un altro. Tu sei una troia. Tu non lo ami. Tu verrai lasciata. Ma non è sempre così.

Il corpo ci comunica sempre qualcosa, l’emozione che non provi più con il tuo partner è ricercata, anche inconsciamente, in ogni momento. Viene incanalata in qualsiasi cosa, dalla soddisfazione sul lavoro alla complicità con un’amica. Ma non potrà mai pareggiare quell’insensata, ma sempre desiderata, scarica di adrenalina che da la fantasia erotica verso una persona che non è il tuo compagno. Le persone scelgono di non tradire, non completamente. Ma è come se lo facessimo tutti (o quasi). Spesso ci si frena per paura di essere scoperti, per timore di non riuscire a mascherare la colpa. E poi ci sono quelli senza coscienza che tradiscono e anche ripetutamente.

Allora è bene sottolineare un fatto: tradire non è perdonabile a meno che non sia qualcosa che anche tu avresti potuto fare. Ci siamo mai posti la domanda: ma se capitasse a me? Se io amassi la mia compagna, mia moglie, la mia fidanzata ma improvvisamente, una cazzo di volta, faccio la stronzata, potrebbe essere che il mio amore non sia mai mutato? Certo che si. Non esiste solo per gli uomini, che spesso lo fanno per bisogni “corporali“, anche le donne possono tradire senza sentimento. Chi ha stabilito che se tradisco ho qualche problema? Può capitare a chiunque di non riuscire a controllarsi. Se la cosa si ripete, ovvio, parliamo d’altro.

Se venissi tradita valuterei la circostanza, il comportamento, la spiegazione. Superata la rabbia e lo stupore iniziale, pondererei il perchè. Il motivo. Ma soprattutto, il dopo. Che cosa sento dopo? Che cosa mi trasmette la persona con cui sto, dopo avermi tradito? Si sente in colpa? Si prostra ai miei piedi? Piange? Grida? Alza le spalle? Sorride? Se mi ama io lo so, non è il tradimento a dirmi cosa prova. Lo so io. E su quello posso lavorare per il perdono. Non è detto che ci riesca, ma non lo escludo. Una seconda possibilità si da sempre, esatto? E allora perchè non in questo caso? Non siate così sicuri di voi. “Mi hanno tradito, io non lo farei mai“. Col cazzo. Datti tempo prima di dire certe eresie, aspetta di essere sul letto di morte.

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