Archivi del mese: febbraio 2014

cosa si dice durante il sesso


Durante i rapporti sessuali, si sa, si spendono molte parole. Si chiama “love talking“. La maggior parte delle persone quando fanno sesso parlano, disquisiscono, turpiloquiano soprattutto (so che il verbo turpiloquiare non esiste ma ci sta bene, non rompete il cazzo). Ebbene, è risaputo che durante l’atto sessuale gemiti e sospiri sono all’ordine del giorno, a volte si urla, altre si grugnisce ma la chiacchiera sessuale è un qualcosa di inarrestabile. Si dicono cose che solitamente si tengono ben chiuse nella mente, nelle proprie fantasie. Si diventa estremamente volgari, senza alcuna dignità e si fanno anche numerose promesse pre orgasmiche. Ma andiamo per ordine.

La parola più utilizzata durante il sesso è “si“. Ecco perché spesso le donne chiedono al proprio partner “mi ami?” sempre durante la pre eiaculazione. Facile ragazze, niente di più astuto. Alcune addirittura “mi sposeresti?“, altre sono meno bastarde e si limitano a domandare “se mi metto a pecora mi compri il Tiffany?“. Senza motivo, un’altra cosa che si domanda spesso è “ti piace?“. Ma che cazzo chiedi? Ti pare che se non le piace ti dice “no“? Come son facili gli uomini da ingannare, basta qualche miagolio e pensano che è tutto a posto, cazzate. Spesso le donne fingono orgasmi e al ti piace? quasi vorrebbero morire. Non vi intestardite con sto “ti piace“, impegnate le vostre energie affinché le piaccia davvero.

Durante il sesso si dice spesso “non ti fermare“. Ecco questa non l’ho mai davvero capita, perché mai dovrebbe fermarsi? E’ scemo/a? Se analizziamo però la frase c’è da leggere tra le righe, ci vogliono comunicare che la cosa è di gradimento. Si, perchè spesso le persone mentre stanno praticando qualche simpatico giochino e l’altro/a urla come un procione imbizzarrito, hanno la malsana idea di cambiare situazione. Ma perché? Chi cazzo te l’ha chiesto? Ma vai avanti che andavi benissimo! Il “non ti fermare” potrebbe significare semplicemente questo: “non pensare neanche lontanamente di ritornare a fare quella leccata di mucca sull’inguine, che mi faceva cagare“.

Altre cose che si dicono durante il sesso è “come sei bravo“, “ma chi te l’ha insegnato?“, “così così“, “fammelo sentire” e via discorrendo. Incitazioni e conferme sessuali che appartengono un pò a tutti gli orientamenti e situazioni. E poi ci sono le frasi colorite, per fare alcuni esempi: “godo come una maiala“, “dimmi che sono la tua troia“, “oh si picchiami“, “legami ti prego“, “com’è grosso“, “ti vengo in bocca“, “mi fai impazzire” e bla bla bla. Le frasi si ripetono e si susseguono, ma c’è gente che fa veri e propri discorsi o addirittura scenette erotiche: “ma cosa fai? ti fai toccare così dal primo che passa? oh ma allora sei una troietta, non mi fermi? che zoccola impenitente“. E poi ci sono l’autostoppista e il camionaro, la mondina e il contadino, la cortigiana e il gladiatore.

Sono certa che molti di voi conoscono altre frasi o parole utilizzate, perchè credo che il “love talking” sia un momento di grande inventiva, dove tutti noi sfoderiamo un lessico e un vocabolario inauditi. Quindi vi invito a farmi qualche esempio, senza vergogna! In ultimo, prima di salutarvi, ricordo a tutti voi che c’è una parola molto significativa che si dice durante il sesso, una parola che eticamente parlando ha sempre cozzato ma è al primo posto, la più utilizzata al mondo. Come quale? “oddio” ovviamente, quando si dice essere credenti, eh? Tipo “credo che me lo rifarò fare, questo lavoretto“.

5 commenti

Archiviato in il sesso e la city

scopare di notte è terribilmente banale


E’ di notte che si sviluppano i pensieri. Quando tutto tace e ci sei solo tu. I pensieri a volte alleggeriscono, altre sono come macigni. Io di notte vivo, è il momento più importante della giornata. I minuti sono così veloci, il tempo vola ed è già mattina. Sarà che si dorme, o forse che ci si diverte. Sarà che di notte l’anima si schiude e la mente si apre. Sarà che di notte si fa spazio ogni sensazione. E ci si masturba, spesso, la notte. Sembra che nessuno possa vederti, sentirti e toccarti. Di notte siamo indistruttibili e spesso anche così fragili. Ed è di notte che mi sorge un pensiero frequente. Ma la gatta della mia vicina dove cazzo si nasconde, di notte? Che quella urla da due ore “miciaaa miciaaa“?

Di notte, io, bevo la tisana, quella rilassante, per capirci. Mi domandano: “ma non ti senti una vecchia a berti la camomilla?“. Ma che ne sapete voi che sono iperattiva? Quando sono nata io la cocaina ha perso tutto il fascino. Di notte è l’unico momento che posso sedare l’anima. Così inquieta, agitata, criminale. Si, perchè io sono psicotica. Credo di esserlo, almeno. Anche se i miei analisti hanno sempre asserito il contrario. “Lei non è affatto pazza, questa parola a noi non piace“. Ansiosa, iperventilata, agitata, nevrotica. Quello si, ma pazza mai. “Abbia rispetto per i matti!“.

Di notte mi piace ricordare. E di notte spesso ho pianto. Ma ho anche riso, da morire. Soprattutto negli ultimi mesi. Non ho mai riso così tanto, non ho mai urlato e pianto insieme. Non ho mai assaporato la notte come ora. Non ho mai ascoltato davvero una voce, né ho mai toccato un corpo. Di notte ho scoperto me e i miei cinque sensi che pensavo smarriti per sempre. Perchè io di notte non ho mai davvero vissuto. Dormire era fondamentale, fino a poco tempo fa. Ora se rientro alle 4 non mi agito, non mi fermento né mi inquieto. Grazie, dunque, a chi la notte me l’ha presentata davvero. Per quella che è. Un momento lunghissimo ma anche terribilmente rapido, dove si è totalmente sé stessi. E’ come uno speed. Ci piace. Ed è di notte che desidero che qualcuno si rompa una clavicola, così eh? Tanto per caso.

Ma voi vi siete mai domandati a cosa serve la notte? A parte sfornare elucubrazioni sulle vostre faccende quotidiane: lavoro, amore, soldi, carriera. Maledire il giorno che l’hai incontrato. Pensare se dare le dimissioni. Meditare su come uccidere la vicina o rapire la gatta (a scopo totalmente ludico). Contattare gente su internet conosciuta anni fa per vedere se ti ricordano. A parte questo, a cosa serve la notte? Per scopare? Come siete demodé, scopare di notte è banale. E’ di mattina che si scatenano gli ormoni. Quando siete ancora tutti stropicciati e caldi da piumone o sudati nell’ afa di luglio. Di notte non si scopa, di notte si delira, si perde la cognizione, ci si abbandona e ci si ritrova. O al massimo, si legge un fottuto libro di Baricco.

6 commenti

Archiviato in nevrosi collettiva

la solitudine delle donne belle


La bellezza può essere tutto, un trampolino di lancio, un’arma di seduzione, un lasciapassare per la carriera. La bellezza, in una donna, può essere sufficiente per moltissimi traguardi. Eppure c’è chi, nonostante lo sia, sente quel vuoto siderale e quelle insicurezze che la portano a comportarsi come una cozza. Perché? Perché sa, forse, che la bellezza in amore non basta. Ci si può fermare, lì per lì, all’aspetto fisico. Ci si può perdere la testa per una bella ragazza ma poi, purtroppo, la si può anche abbandonare. Perché con la bellezza non ci ragioni, con la bellezza non ci dialoghi, con la bellezza nemmeno ci litighi.

Ci sono ragazze che potrebbero avere chiunque, per il loro aspetto. Eppure sono infelici. Sono talmente abituate a conquistare chi vogliono che quasi hanno paura a farsi vedere. E allora si deprimono, passano le serate a guardarsi le maratone di Grey’s Anatomy, stanno su facebook, chattano, si prendono un cane. Chissà quante scopate si son fatte, alcune anche decenti. Ma sono rimaste spesso a guardare da sotto ciò che accadeva con la consapevolezza che non la stavano guardando dentro. Che per tutta la serata non l’hanno mai guardata dentro.

Queste sono le ragazze belle che sono stanche di essere belle. Perché hanno altro da dare, ma l’hanno perso per strada. Sono stanche di cercare di farsi notare, dentro. Stanche di aprire un discorso e non riuscire a portarlo a termine perché davanti a loro stanno solo guardando estasiati l’involucro. E poi la fama, se sei anche ambita è la fine. Tutti la vogliono ma poi? Lei cosa vuole qualcuno lo sa? Vuole innamorarsi ma non ce la fa, non riesce ad arrivare a quello step che le permetterebbe di amare e di essere amata. E allora sta col cane a guardare film fino alle 5 del mattino, addormentandosi esausta e infelice. Come tutte le cazzo di notti.

La bellezza per molte donne è fondamentale, ne fanno un uso esagerato, ne posseggono il potere e lo sanno maneggiare. Ma poi ci sono loro, quelle belle che sentono la condanna di esserlo. Quelle appetibili, sensuali, fascinose che farebbero qualsiasi cosa per essere anche credibili. Perché la bellezza è spesso associata alla stupidità o alla materialità. Molte donne belle sono superficiali, proprio perché non hanno mai dovuto faticare molto per conquistare qualcuno. A loro probabilmente non importa che comunque sono rimaste sole, perché la loro solitudine dura molto poco. Le belle solitarie invece sono le donne che hanno un’anima e non sanno come mostrarla.

Credo che l’associazione di cui ho scritto sopra sia deleteria. Proprio perché queste belle infelici non hanno molte possibilità. Né di essere riconosciute come persone pensanti né come possibili donne in carriera. Chissà di chi è la colpa? Se delle belle che  del “vivere facile” ne hanno fatto uno status o della gente in generale che non riesce ad andare oltre all’aspetto fisico. E qui parlo anche delle brutte, che per la loro bruttezza, spesso, non vengono nemmeno scopate. Ce n’è per tutte, quindi. Non crediate che le belle non soffrano come le brutte. Non stupitevi, dunque, se una bella ragazza è talmente insicura da dover cercare un confronto attraverso un muro di cemento armato.

3 commenti

Archiviato in le atroci verità