le modelle alternative non stanno in macelleria


Le modelle alternative, un mondo a parte. Le modelle alternative sono modelle che, a differenza delle professioniste, posano e scattano per fotografi che stimano, che hanno una loro particolarità e che “sticazzi, decido io“. Il mondo dei fotografi e modelle alternativi si distacca totalmente dal mondo della moda e del fashion, la resa finale che cercano è l’impatto visivo, l’immagine, il trasporto emotivo. Non è importante l’abito che indossano (se lo indossano), ma cosa la fotografia trasmette alla gente ma soprattutto a loro. La modella cerca sé stessa in ogni scatto e il fotografo? Anche.

Ma ve ne parlo come se foste dei bambini di 6 anni.

Esistono due categorie di modelle, quelle che vedete sui giornaletti di moda, tutte fighe, di legno e impalate. E poi ci sono quelle con più polpa sulle ossa che si tatuano, hanno capelli particolari, sono disinibite e ammiccano in camera. Questa categoria è molto nota sul web e non posa quasi mai per le riviste ma solo per fotografi che, a loro volta, si occupano di scatti di tipo personale, dove creano loro idee e sviluppano loro progetti. Il fotografo in questione contatta la modella che reputa più adatta e insieme collaborano su un lavoro che porti ad entrambi delle soddisfazioni di tipo artistico.

Dove voglio arrivare, dopo questa premessa? Alla resa dei conti, nel  vero senso della parola.

Ho fotografato per moltissimi anni, nel campo di cui vi ho appena parlato, specializzandomi in uno stile tutto personale. Ho lavorato anche con modelle alternative e ho sviluppato progetti che mi hanno molto entusiasmato e resa felice. Nel contempo anche loro hanno trovato il loro mood e il loro obiettivo. Il risultato è stata arte, per me e per loro. Ma cosa succede, nel web, quando si parla di questo? Come si pensa che la modella campi? Ci si è mai chiesti: chi è? Che lavoro fa? Ha un fidanzato? No, si pensa che le modelle alternative siano carne da macello. Tu posi e io ti scatto. Ecco perchè il fotografo che non ha ancora capito niente si incazza se la modella gli chiede un cachet. Cioè alla fine capirai, che cazzo fai? Io ti aiuto a fare portfolio!

Ci sta solo nel caso in cui la modella stimi molto il lavoro del fotografo, ma se non sa chi cazzo sei, tira fuori i soldi perchè lei lavora come te. Il tuo lavoro, fotografo, è faticoso, lo so. Ma se sei sconosciuto tanto quanto da non sapere che è normale che una modella chieda un cachet allora dammi retta, investi, perchè hai la materia prima giusta per aprirti le porte. Io parlo ovviamente di tutti quei soggetti che iniziano un percorso artistico e che ancora non hanno capito come funziona il sistema. Non mi metto a scrivere dei fotografi perchè, ovviamente, esiste anche una fetta di diritti sacrosanti che spesso vengono violati, ci vorrebbe un articolo a parte, mi limito ad osservare le dinamiche per le quali una modella alternativa è considerata “niente“.

Vi sbagliate. La suddetta categoria di donne è arte. E’ passione, è vigore, è bellezza, è sinuosità. E’ la garanzia che vi permette di porre le basi per un futuro artistico. Se non ci sono loro tu non vai avanti. Per la prima volta mi metto a difesa di tutte quelle ragazze che vorrebbero vivere di questo ma non ce la fanno perchè è una professione non riconosciuta (per il momento) e perchè ci si prende il lusso di dire “no grazie“, anche all’ultimo momento, non rispettando i loro impegni lavorativi.  Ma la cosa che più non è tollerabile è la maldicenza di chi diffonde l’idea che “quella mi ha chiesto i soldi, ma chi cazzo si crede, Naomi Campbell?“. Ciccio… Naomi stava in pensione a 25 anni grazie ai miliardi che s’è guadagnata in passarella, aggiornati.

Sopra due esempi di fotografia con modelle alternative, ho postato due scatti: il primo immortala Miele Rancido (fotografia di Luca Morfino) e il secondo Riae MacCarthy (fotografia di Sara Santirocco). Due immagini differenti, nel primo si mette in primo piano il beauty della modella e nel secondo un attimo, un millisecondo, una frazione emotiva. In entrambi i casi il risultato è ARTE. Guardatele e ditemi se sbaglio, se ne avete il coraggio.

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6 commenti

Archiviato in nevrosi collettiva

6 risposte a “le modelle alternative non stanno in macelleria

  1. guardo solo questi di scatti…Emozioni…sempre.

    P.s.complimenti per le tue considerazioni,belle parole..speriamo non al vento!

  2. orion

    tralasciando le modelle alternative… che devono essere i fotografi a chiamarle se li colpiscono o meno… ci sono anche quelle che fanno un corso di portamento di paese e si reputano “modelle di moda”! Ti vedono su internet o a i concorsi, ti contattano per effettuare un book,sia stampato che solo scatti, si prenotano, vengono e poi dopo aver montato tutta la sala pose ti chiedono un cache! ma non a piacere.. loro van bene anche solo 200 euro! Dopo quella esperienza chiarisco telefonicamente prima di prendere appuntamento… e tutte mi rispondono “ma scusami tu sei un fotografo e io sono una MODELLA, mi devi pagare se vuoi farmi le foto”… la mia risposta è sempre la stessa.. Prima cosa mi hai chiamato tu per farti delle foto,secondo mi hai chiesto un book sia in sala che fuori (quindi non scatti artistici(di solito sono per fare provini in tv o per far bella figura con gli amici)),terzo non mi paghi il lavoro ne il tempo ne l’attrezzatura le vuoi anche stampate le foto e vuoi essere anche pagata? Quando si tratta di book e foto per provini il primo ad esser pagato devo essere io… Se voglio fare la fotografia artistica, ben venga, scelgo io la modella, scelgo la location con la modella scelta, e scelgo anche le pose con lei… MA SCELGO IO LA MODELLA e PAGO IO LA MODELLA CHE VOGLIO… non tu che mi chiami e vuoi delle foto semplicemente con un bel telo bianco! Scusate lo sproloquio ma mi stava proprio sullo stomaco anche questo argomento… ps. guardo spesso le foto della sara e sono sempre magnifiche!

    • Orion sono d’accordo con te. Io ho parlato delle modelle e dei loro “disguidi” ma come ho specificato nell’articolo (se leggi bene) ci sarebbe da scrivere a parte anche sui fotografi (io lo sono) e dei loro diritti e delle loro prese per il culo. Ti assicuro che ne avrei tante da dire a riguardo! Ma come sempre dico, si generalizza. Tu hai fatto bene a portare il tuo esempio perchè so bene di cosa parli 🙂
      Ti faccio solo un esempio, tempo fa indetti un “casting” per la testimonial della mia fotografia, cosa che volevo fare ogni anno e che l’anno precedente era andata molto bene. Molte hanno mandato la loro candidatura per partecipare. La cosa fu portata avanti in diversi mesi e poi conclusa con una vincitrice. Al momento dello scatto, quindi pochi giorni prima, la vincitrice casca dalle nuvole dicendo che non sapeva che non le avrei rimborsato almeno il viaggio (non era di Milano). Al mio sbigottimento in merito, in maniera cordiale (almeno quello) mi ha detto che per lei era implicito… ma dio cristo! Ma se partecipi ad un contest dove è chiaramente specificato che NON CI SONO SOLDI IN BALLO, dove tu probabilment hai piacere di vincere e posare per me (se testimoni per la mia fotografia significa che ti piace, o sbaglio?), vuoi anche essere rimborsata!?
      Questi sono casi in cui davvero le modelle oltre ad essere presuntuose hanno diversi neuroni in lotta tra loro.. e per diversi intendo DUE.
      Baci 🙂

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