Archivi del giorno: novembre 26, 2013

le modelle alternative non stanno in macelleria


Le modelle alternative, un mondo a parte. Le modelle alternative sono modelle che, a differenza delle professioniste, posano e scattano per fotografi che stimano, che hanno una loro particolarità e che “sticazzi, decido io“. Il mondo dei fotografi e modelle alternativi si distacca totalmente dal mondo della moda e del fashion, la resa finale che cercano è l’impatto visivo, l’immagine, il trasporto emotivo. Non è importante l’abito che indossano (se lo indossano), ma cosa la fotografia trasmette alla gente ma soprattutto a loro. La modella cerca sé stessa in ogni scatto e il fotografo? Anche.

Ma ve ne parlo come se foste dei bambini di 6 anni.

Esistono due categorie di modelle, quelle che vedete sui giornaletti di moda, tutte fighe, di legno e impalate. E poi ci sono quelle con più polpa sulle ossa che si tatuano, hanno capelli particolari, sono disinibite e ammiccano in camera. Questa categoria è molto nota sul web e non posa quasi mai per le riviste ma solo per fotografi che, a loro volta, si occupano di scatti di tipo personale, dove creano loro idee e sviluppano loro progetti. Il fotografo in questione contatta la modella che reputa più adatta e insieme collaborano su un lavoro che porti ad entrambi delle soddisfazioni di tipo artistico.

Dove voglio arrivare, dopo questa premessa? Alla resa dei conti, nel  vero senso della parola.

Ho fotografato per moltissimi anni, nel campo di cui vi ho appena parlato, specializzandomi in uno stile tutto personale. Ho lavorato anche con modelle alternative e ho sviluppato progetti che mi hanno molto entusiasmato e resa felice. Nel contempo anche loro hanno trovato il loro mood e il loro obiettivo. Il risultato è stata arte, per me e per loro. Ma cosa succede, nel web, quando si parla di questo? Come si pensa che la modella campi? Ci si è mai chiesti: chi è? Che lavoro fa? Ha un fidanzato? No, si pensa che le modelle alternative siano carne da macello. Tu posi e io ti scatto. Ecco perchè il fotografo che non ha ancora capito niente si incazza se la modella gli chiede un cachet. Cioè alla fine capirai, che cazzo fai? Io ti aiuto a fare portfolio!

Ci sta solo nel caso in cui la modella stimi molto il lavoro del fotografo, ma se non sa chi cazzo sei, tira fuori i soldi perchè lei lavora come te. Il tuo lavoro, fotografo, è faticoso, lo so. Ma se sei sconosciuto tanto quanto da non sapere che è normale che una modella chieda un cachet allora dammi retta, investi, perchè hai la materia prima giusta per aprirti le porte. Io parlo ovviamente di tutti quei soggetti che iniziano un percorso artistico e che ancora non hanno capito come funziona il sistema. Non mi metto a scrivere dei fotografi perchè, ovviamente, esiste anche una fetta di diritti sacrosanti che spesso vengono violati, ci vorrebbe un articolo a parte, mi limito ad osservare le dinamiche per le quali una modella alternativa è considerata “niente“.

Vi sbagliate. La suddetta categoria di donne è arte. E’ passione, è vigore, è bellezza, è sinuosità. E’ la garanzia che vi permette di porre le basi per un futuro artistico. Se non ci sono loro tu non vai avanti. Per la prima volta mi metto a difesa di tutte quelle ragazze che vorrebbero vivere di questo ma non ce la fanno perchè è una professione non riconosciuta (per il momento) e perchè ci si prende il lusso di dire “no grazie“, anche all’ultimo momento, non rispettando i loro impegni lavorativi.  Ma la cosa che più non è tollerabile è la maldicenza di chi diffonde l’idea che “quella mi ha chiesto i soldi, ma chi cazzo si crede, Naomi Campbell?“. Ciccio… Naomi stava in pensione a 25 anni grazie ai miliardi che s’è guadagnata in passarella, aggiornati.

Sopra due esempi di fotografia con modelle alternative, ho postato due scatti: il primo immortala Miele Rancido (fotografia di Luca Morfino) e il secondo Riae MacCarthy (fotografia di Sara Santirocco). Due immagini differenti, nel primo si mette in primo piano il beauty della modella e nel secondo un attimo, un millisecondo, una frazione emotiva. In entrambi i casi il risultato è ARTE. Guardatele e ditemi se sbaglio, se ne avete il coraggio.

6 commenti

Archiviato in nevrosi collettiva