chiodo scaccia chiodo e la borsa degli attrezzi


Ho sempre “ammirato”, da lontano, la capacità di alcune persone di scacciare il chiodo. Che cosa intendo? Beh, quei soggetti che una volta lasciati, elaborano la perdita flirtando con qualcun altro. A volte frequentando un’altra persona, a volte mettendosi proprio insieme. Cioè, cerchiamo di capire. Alcuni di voi potrebbero dirmi “beh, che c’è di male? Si cerca di andare avanti, magari lo si fa per dimenticare“. Bella storia per quello che è praticamente una sostituzione dell’ ex. Non c’è niente di male se non fosse che l’amore è un sentimento impossibile da “sostituire“. Ciò che mi perplime è l’estrema facilità con cui ci si immortala in foto appassionate, ci si scrive frasi da baci perugina, ci si fa film e storielle nella testa come se il passato non avesse insegnato nulla.

Credo che sia impossibile amare a comando, ma anche soltanto riuscire a provare emozioni a distanza di pochissimo tempo, soprattutto se parliamo di chi la perdita l’ha subita. Si viene mollati, si viene traditi, si viene delusi. Si piange. E poi? Magicamente subito dopo aver proclamato che “basta, sono stufa, non mi faccio più illusioni“, ci si ripropone allo stesso modo, si fanno le stesse cose, si condivide su facebook la stessa, pallosa, litania dell’innamoramento o della conquista. Peccato che il soggetto in questione non sia l’ex, ma una nuova fiamma. Come fanno? Me lo possono insegnare?

Ogni persona cambia da un’altra (per fortuna), abitudini, modo di vivere, visione della vita, gusti musicali, hobby, interessi. Cazzo, come si fa a comportarsi nello stesso modo a cottimo? Riuscire a provare le stesse sensazioni che ci hanno fatto innamorare, tempo prima, di una persona che oggi abbiamo perso. Io li chiamo “copycat“. Non fanno altro che ripetersi, come una fastidiosa filastrocca . Insistono a fare tutto ciò che nel passato li hanno fatti stare bene con la speranza (ahimè mal riposta) che questa è la volta buona. Cazzate! L’unica cosa che emerge è che non si riesce, in nessun modo, a stare da soli. Sè stessi non è mai sufficiente.

Allora via alla prossima, via di conquista, via di romanticherie e via di ripetute scenette già viste. Ma non vi annoiate da soli? Possibile che non siate in grado o, semplicemente, non abbiate la necessità, di imparare da ciò che avete vissuto e avete appena elaborato? Stare male, addolorarsi, comprendere cosa sta accadendo e perchè certe cose sono accadute, sono basilari per la costruzione sana e serena di una nuova relazione. Come potete pensare che questa andrà bene se ancora non avete capito come mai l’altra è andata male? Ma, soprattutto, perchè fare le stesse cose, dire le stesse cose, pensare le stesse cose, di una persona che non è l’altra? Ci sono emozioni e situazioni che nascono e muoiono con qualcuno. Non si può riproporre lo stesso fottuto repertorio ogni volta.

Scritto questo lascio a voi la riflessione sulla cosa. Gli amatori seriali non avranno forse troppi grilli per la testa e la notte, probabilmente, non verranno assaliti da pensieri che li costringeranno a guardarsi dentro e capire perchè… perchè è finita. Non ne hanno il tempo, c’è già qualcun’altro che occupa la loro mente. Vivono meglio? Non lo so, non credo proprio. La solitudine è uno stato che spaventa ma se riesci a conviverci, ogni storia, nascerà nel momento giusto e ti insegnerà qualcosa di nuovo. Altrimenti saranno solo tristi remake.

Il chiodo scaccia chiodo è terribilmente triste ma la borsa degli attrezzi è una vera e propria psicopatia affettiva.

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