la preda, la conquista, la fuga


Torniamo sull’argomento uomini (ma è valido anche per moltissime donne). E parliamo di “conquiste“, di percorsi ben stabiliti per arrivare alla tanto agognata preda e poi mandarla a cagare. Il meccanismo di cui voglio parlare è riassumibile, come da titolo, in tre mosse.

1. scelta della preda

L’uomo prima punta la sua preda, se la donna è difficile, snob, pretenziosa, bellissima e apparentemente irraggiungibile, meglio, questo rende la sfida ancora più appetibile. Ne studia i comportamenti come gli allevatori di animali, cerca di carpire ogni sfumatura. Come parla, come gesticola, il modo che ha di pettinarsi, le cose che indossa, dove pone gli accenti alle parole, se guarda spesso in basso o riesce a sostenere gli sguardi, se ha un buon rapporto con la madre, se ha molte amiche, se le piace il gossip o leggere i classici, se guarda le soap, se tiene un’agenda e un calendario, se usa un iphone o un blackberry, come tiene la penna quando scrive, come firma un assegno, come… no, aspetta, cazzo dico? L’uomo non è capace di tanto (a parte i neuropsichiatri). L’uomo le guarda il culo, se è alto come una peruviana o a mandolino come un’esotica thailandese, allora la preda è scelta.

2. la conquista

L’opera di conquista per l’uomo non è per niente articolata tantomeno variegata, è piuttosto standard. Se la donna che viene mirata è anche solo lievemente delusa dall’universo maschile, la conquista diventa un gioco da ragazzi. Voi penserete “perchè? se è delusa non è più complicato redimerla?“. Assolutamente no! La donna quando dice “non voglio più saperne, basta uomini!“, in realtà sta facendo opera di autoconvincimento. Col cazzo! Lei un altro uomo lo vuole eccome! Quindi, ripeto, l’impresa si semplifica. Come l’uomo conquista la donna? Ve lo spiego molto brevemente:

Preda: Giuditta mollata da Marcello, appartenente compagnia d’uscite

Prima mossa: si dimostra abbastanza indifferente, non la caga molto, ogni tanto le butta un occhio ma solo quando è certo che lei lo stia guardando. Poi si volta e sorride ad un’altra e comincia a sparare cazzate, ridendo come un matto. I giorni seguenti trova il modo di trovarsi a dover comunicare con lei, che so? Al bar mentre lei ordina il caffè gli si affianca ad ordinare lo stesso caffè e le strizza l’occhietto.

Hey come va?
si va avanti dai…
ho saputo di Marcello, mi dispiace molto… si grazie, macchiato caldo
lascia stare va, ancora non ci credo…figlio di puttana (il finale è bisbigliato)”
stavate insieme da parecchio, se non sbaglio
due anni” voce tonante
… non so che dire, qualsiasi cosa sembrerebbe una cazzata… ho detto caldo!
non c’è nulla da dire” sorriso “capita
posso permettermi di dirti una cosa in totale sincerità?” attenzione a questo punto
si… certo” prende la tazzina dal bancone e sorseggia, occhi negli occhi
non sa che s’è perso, Marcello…” prende tazzina e si allontana, non dopo averle sorriso a 36 denti.

Bene, a questo punto lei è centrata, come una freccetta al bersaglio, zac, trafitta.

Seconda mossa: da quel momento messaggini sul cellulare, telefonate, comparsate in compagnia quando non era previsto che lui ci fosse, serate da soli e il primo, bramato, bacio in macchina quando lui la riaccompagna dopo un brunch della domenica. E’ solito che a quel punto la donna voglia mettere i puntini sulle “u” e a tutti ‘sti puntini l’uomo manco ci da ascolto. Sta pensando alla partita che sta per iniziare su Sky. Negli incontri successivi l’uomo fa presente, ripetutamente, che Marcello non è stato in grado di gestire una donna così “importante“, così matura e piena di fascino. Si sa, certi uomini è bene che stiano con le mezze donne. E Giuditta è troppo per uno come lui. L’uomo farà tutto quello che può per rendere felice la donna. Le farà regali, promesse, importanti dichiarazioni sui suoi sentimenti, ma niente sarà lasciato al caso. L’uomo, per quanto sia cavernicolo, ha delle regole e una di queste è: quando fai promesse stai bello vago. Come? Ve lo dico subito.

“Sai… io non ho mai incontrato una come te, non riesco nemmeno a capacitarmi di poter uscire con te, sei così bella e intelligente. Ultimamente la mia vita amorosa non è stata il massimo, un sacco di delusioni. Io ho davvero voglia di innamorarmi (ecco la prima mossa astuta, si parla di “tentativi” e non di fatti), di sentire quelle farfalle nello stomaco, di mettermi in gioco. Ma poi tutte si trasformano in qualcun’altra, cioè tu le conosci e sembrano una cosa e poi? Poi si rilevano tutt’altro (altra mossa, scarichiamo il barile). Non so più cosa pensare, non riesco a fidarmi (altra mossa, si mette lui dalla parte della preda) ma sono stanco di passare da un letto all’altro senza concludere mai niente, cosa mi resta? (ultima mossa, confessione di essere un puttaniere del cazzo ma col fine di innamorarsi)”.

La donna, in questo caso la nostra amica Giuditta, ci casca come una pera (tipico) e quella stessa sera gliela da.

Il corteggiamento, durato un paio di mesi, ha dato finalmente il suo tubero: la patata.

Terza mossa: dal giorno dopo qualcosa comincia a cambiare. Gli sms diventano più radi, non la chiama più “fragolina” ma Giuditta. Le chiamate cessano del tutto “tesoro scusa ho la febbre coff coff, vedi nemmeno riesco a parlare, coff coff“. Le uscite si dimezzano, gli incontri sono sempre più freddi “scusa se non ti bacio tesoro ma ho un herpes allucinante” “ma io non vedo nulla” “eh si ce l’ho al pene“. Finchè Giuditta, presa da uno sconforto incredibile farà la tanto famosa telefonata:

Hai un minuto?
Beh si, ma proprio uno eh? Ho una riunione che sta per iniziare…
Sai, non sono nata ieri, e ho visto che qualcosa è cambiato, vorrei che tu fossi sincero con me
Ma cosa dici? No… tu non centri affatto Giudi, è un periodo del cazzo, si sono accavallati problemi su problemi. Vedi? Quando sembra che tutto vada bene la sfiga è sempre in agguato, non sai che casini ho per la testa, credo che sto entrando in depressione
Vorrei poterti aiutare… possibile che non possa fare nulla per te? Qualsiasi cosa
No, non puoi e non devi, non mi perdonerei mai di farti stare male nel mio momento nero… arrivoooo, scusa mi chiamano per la riunione, ma ne riparliamo, ok?
Ok… buon lavoro allora

click.

Di quest’uomo, Giuditta, non ne saprà più un cazzo, è partita la mossa finale.

3. la fuga

La fuga è la fase più rapida, semplicemente la mollerà, nello stesso patetico modo in cui mille altri uomini mollano le loro prede. Ciò che desideravano l’hanno ottenuto, ovvero conquistare la donna che hanno puntato. Nelle fasi precedenti la conquista, l’uomo, è davvero interessato alla donna, la trova perfetta, unica, meravigliosa, bellissima. Il grado di interesse va scemando in proporzione alla facilità con cui lei si fa conquistare. Più rapida è la conquista, più rapido sarà il rapporto ma più educata sarà la fuga. Più lunga sarà la conquista, più lungo sarà il rapporto ma anche più straziante sarà la fuga. Dopo 6 mesi di conquista l’uomo s’è già bello che rotto i coglioni e il momento dell’addio è spesso riassumibile con:

Ma come cazzo fai ad essere così? Dopo tutto quello che hai detto, fatto per me?
Senti bella, vaffanculo

click.

Per fortuna non tutti gli uomini bramano la conquista come atto d’amore, né lo confondono come tale. Molti uomini, dopo la conquista, si innamorano. Ma donne, se un uomo dopo avervi scopato ben bene vi dicesse “io sono molto preso da te, ma vorrei che tu fossi a 1000 come me, vorrei tanto… solo allora potremmo camminare insieme“, fate una cosa, prendete la vostra roba, vestitevi e scappate, il più velocemente possibile.

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5 commenti

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5 risposte a “la preda, la conquista, la fuga

  1. eh dici che non c’è soluzione? 🙂

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