l’apparenza ti incula alla grande


Per variare dal solito “l’apparenza inganna“, che trovo alquanto riduttivo, preferisco parlare di inculate. Ieri sera mi sono persa nei meandri del mio cervello, percorrendo a ritroso tutto ciò che è successo in questi ultimi periodi, un anno/due per l’esattezza. Ho incontrato alcune persone che mi hanno sfiorata come una pioggerellina sull’impermeabile e alcune che, all’apparenza (appunto) mi hanno trasmesso qualcosa, chiamiamola “fiducia“, anche se è davvero difficile che ne dia completamente. Ma queste persone sono riuscite a far sì che il mio “essere me stessa” non influisse sul rapporto. Questo perchè sono consapevole che il “me stessa” è un tantino insopportabile, a volte. Sono una persona spigolosa, troppo diretta, capricciosa e tremendamente sincera. Non ce la faccio proprio a tenermi le cose, mi vengono fuori come il vomito. So di aver ferito o deluso alcune persone ma so anche che da me mai si sarebbero aspettate una pugnalata alla schiena.

Sono del tipo che se ti mando a fanculo (magari pentendomene, magari in torto marcio) difficilmente prima penso, lo faccio e basta. Il dopo non è prevedibile, ci sono stati casi che ho sentito che valeva la pena di tornare sui miei passi e altre che ho pensato “meglio così, pensi quel che pensi, tanto la sua idea di me era esattamente questa già da prima“, quindi non le reputavo persone alle quali far cambiare opinione. Un saluto e si ricomincia. Di certo non sono mai tornata indietro per “interesse“, non sono una persona tanto mediocre. Penso quid pro quo, oggi a me, domani a te. Ci si aiuta. I modi in cui cerco di “rimediare” sono sempre molto diversi e inaspettati, anche per me. Non sempre c’è la necessità di rivangare ciò che è stato e non sempre il mio atteggiamento è astioso davvero. Il più delle volte non ci penso, semplicemente. Traggo spunto da ciò che mi succede e rifletto in linea generale sui rapporti interpersonali. Ma poi con la persona interessata vado oltre, perchè penso che proprio lei è “oltre“. Perchè? Perchè mi permetto di credere di averla capita, di aver saggiato qualcosa di lei e che è buono, sano. A volte penso in maniera errata che ciò che ho fatto o detto possa bastare per far capire che dietro la facciata (e il mio carattere) c’è molto altro di positivo e mi metto a “disposizione” del prossimo. Magari non do molto, magari nel mio piccolo non sono abbastanza, ma ci provo, se penso che ne valga la pena. Il più delle volte però basta un piede in fallo o semplicemente una divergenza d’opinioni per passare il cancellino sulla mia persona, togliere la patina di umanità e vedere ciò che si vuole.

Questa premessa per parlare di ciò che ho capito, riflettendo, appunto, ieri sera. Si incontrano persone che vedi fragili, in difficoltà o semplicemente “positive“, al di là di ciò che fanno, di come vivono e bla bla bla. Ti piacciono, non esiste una ragione per la quale ti piacciono, ma è così e non puoi farci niente. E ti scontri con mondi diversi, con situazioni diverse, lontane anni luce da ciò che sei stata e che sei oggi. Ma mi ripeto, se ne vale la pena, mi modifico e vado oltre. La parola “oltre” è proprio il fulcro di tutto questo pensiero. Bene, cosa sono arrivata a capire da queste riflessioni? Che queste persone che ti piacciono, tu le stai a sentire e cazzo se è vero, ti dispiaci veramente per molte cose. Vorresti avere di più da dare ma sei bloccato, non ce la fai. Credi che qualsiasi cosa tu possa raccontare non può essere vicina al suo caso. Siamo tutti così variegati e pieni di vissuti che non si può avere la presunzione di “capire” davvero. Ma basta saperle ascoltare, credo che sia fondamentale per la nascita di un rapporto costruttivo. Un giorno, pensi, sapranno ascoltare te.

Succedono cose per le quali ti fai domande, vedi comportamenti che non ti aspettavi, o meglio, credi che non tocchino te, che non ti riguardino davvero. E poi scopri che non è poi così splendente quest’aura intorno a loro. Perchè al primo problema viene fuori l’essenza pura. E quell’essenza è tutto fuorchè splendente. La persona più buona che tu possa aver immaginato, non lo è affatto. E’ come te, come tutti. Scrolli le spalle e dici “ci penso su“. Poi però i casi della vita ti avvicinano alla verità, ti mostrano che all’apparenza non sei male, tu sei meglio. Che tu non avresti agito così. La gente pensa di te che sei una merda, succede una catastrofe e dicono “da lei non mi sarei mai aspettata una reazione così matura e ponderata” (da fatti realmente accaduti). E cosa ti aspettavi? Che uccidessi la gente con un macete per la strada? E io mi trovo, di sera a pensare, che da alcune persone non avrei mai immaginato un rancore ed un astio, una freddezza e un distacco emotivo, così forti per semplici “supposizioni“. Vedete la vita com’è strana? Coloro che sembrano “mostri a sei teste” alla resa dei conti ti danno il culo, gli “angeli caduti dal cielo” si legano al dito anche la madre.

Non esiste un radar per avvistare queste persone, ti capitano e basta. Ma ieri sera pensavo: vorrei poterlo capire prima, perchè anche io, nonostante tutto, provo affetto per il prossimo. Sono dispiaciuta per come sono andate certe cose, per come si sono evoluti certi rapporti. Alla fine di tutto, però, sono contenta di aver sorpreso il mio cuore accorgendomi che non molto lontano c’è chi ti vuole bene davvero e chi all’apparenza è splendido e poi è splendido anche “oltre“. Non tutti i mali vengono per nuocere, a volte questi rapporti distrutti aiutano perchè sono metodo di confronto con altri rapporti. E ringrazi il fato per averteli concessi.

Tornerò cinica e bastarda più avanti, promesso, in ‘sto periodo sono troppo romantica.

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3 commenti

Archiviato in le atroci verità

3 risposte a “l’apparenza ti incula alla grande

  1. un po’ di romanticismo ogni tanto ci vuole, basta non esagerare, come il cacio sui maccheroni 🙂

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