chi sparla di chi e sparlando si impara


Il titolo è un agglomerato di nonsense ma è altrettanto privo di senso il comportamento di chi sparla e si accompagna con la gente di cui sparla. Un atteggiamento per lo più tipico delle donne (sembra che io sia parecchio maschilista, vero? ah ma cazzo, lo sono!) che a volte è inconscio e altre è preparato. C’è da chiedersi “perchè?” e io sono qui ad ipotizzare una risposta (o molteplici risposte).

Capita che una persona venga da voi, tutta irritata, e vi dica “minchia oh, quella puttana maledetta di Pincapalla mi sta sul cazzo! Sai che ha combinato? Ha cercato ripetutamente di fare un pompino al mio ragazzo e poverino lui era così spaventato! Se la vedo per strada giuro che la investo“. Due giorni dopo la vedete passeggiare con Pincapalla che se la ridono e se la intendono. La prima cosa che pensate è “che cazzo di falsa di merda“. Eh no! L’ipotesi a cui io  sono arrivata è la seguente (nel corso degli anni ne ho incontrati centinaia di migliaia di sti personaggi): in realtà Pincapalla non le sta affatto sul cazzo, la verità è che lei non sa fare pompini ed è molto invidiosa dell’altra, quasi la stima e vorrebbe tanto esserle amica ed essere benvoluta ma dato che Pincapalla un pò se la sfancula lei si incazza e la infama. Ma appena Pincapalla mostra un segno di avvicinamento a lei ecco che tutta la rabbia svanisce. Scusate l’assurda metafora ma il succo sta proprio qua.

Chi parla male solitamente lo fa per invidia o anche solo perchè le fa tristezza non essere considerata da persone che un pò stima, mai perchè pensa realmente male. Chi è stato ferito prova dolore, chi è stato offeso prova rabbia, ma chi trova qualcuno insignificante o semplicemente incompatibile, beh, non se lo incula di pezza, indi non  ne parla proprio (o se lo fa è con cognizione di causa, quindi non lo troverete mai a ridere e scherzare con chi è stato soggetto delle sue considerazioni). Quando una persona ha un opinione su qualcuno può cambiare idea, ovvio. Ma quando la stima va a puttane, quando la fiducia è giudicata malriposta, quando vieni ingiustamente trattato, è automatico il risentimento. Ma non altrettanto automatico dovrebbe essere il repentino cambio di rotta. Parlo per me, ma difficilmente riesco ad andare oltre determinate cose che mi hanno fatto scadere il prossimo, e vi spiego perchè.

Quando una persona mi delude (e attenzione, c’è anche da soppesare il grado di delusione) la prima sensazione mi porta a dubitare e stare un pò all’erta, la seconda sensazione non fa altro che confermare i miei dubbi allora io “metto alla prova“, segnalo alla persona potenziali atteggiamenti che non apprezzo molto o che semplicemente non collimano coi miei. Se le cose non migliorano nemmeno un pò… beh, a me cade di stima o semplicemente penso che i rapporti si costruiscono in due, se si è soli a tentare significa che l’interesse a farlo non è bilaterale, indi mollo. Ma a parte confidenze con me stessa al buio sul letto guardando il soffitto o a persone che non possono in nessun modo utilizzare le mie considerazioni contro la persona con cui ho dissapori (sono cazzi nostri) io non sparlo di lei/lui dando una propaganda negativa, a meno che me lo domandino. Allora posso spiegare senza troppi orpelli cosa è accaduto e cosa penso di questa persona. E attenzione, se lo faccio è perchè non tornerò indietro sui miei passi. Se ho il dubbio di voler riconsiderare il soggetto evito di parlarne in maniera troppo diretta, a volte la rabbia o la delusione fanno parlare a vanvera, ci vuole autocontrollo. Se invece sono certa di non “tollerare” questa persona, posso tranquillamente parlarne con il mio personale risentimento emotivo. Posso avere un rapporto civile, ovvio, non necessariamente una persona che mi ha deluso o non mi piace deve essere crocifissa, magari evito solo di trattarla come quando credevo fosse diversa, pensiamo alla salute! Ma sicuramente non approfondirò mai il rapporto né mi comporterò come se quella persona fosse l’amicona di turno. Forse è capitato qualche volta di tenere questi comportamenti, tipo quando avevo 14 anni.

Chi sparla solitamente è fragile, insicuro, pieno di incertezze su sé stesso e per questo non lo biasimo. Questo post vuole essere di difesa e non di accusa. A parte la premessa sicuramente molto diretta e senza giri di parole, io credo che questo soggetto faccia sorridere tristemente. E un pò anche chi gli da retta perchè è stato lì come un coglione a consolare il malcapitato per nulla. Non c’era nessuno da sostenere se non la tristezza nascosta di chi vorrebbe essere cagato e benvoluto dal “nemico” e non sempre ce la fa. La nostra vita vorremmo fosse sempre come la sogniamo ma purtroppo quasi mai sarà così. Allora sarebbe il caso di accontentarci di ciò che il destino e i nostri sforzi riescono a darci e casomai accettare anche di non essere amati da tutti (o da nessuno).

Il soggetto che sparla ma poi se gli fa comodo si comporta come se non l’avesse mai fatto e non avesse mai pensato ciò che ha detto, nemmeno lo “analizzo“. Si commenta da solo. Ma è facilmente sgamabile, quindi non preoccupatevi. Se mai scoprirete che qualcuno ha detto male di voi e poi vi contatta per sapere se avete ancora quei biglietti del concerto di Cristina d’Avena gratis, sapete come comportarvi.

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